|
alessandro chiappetta
|
martedì 23 ottobre 2007
|
cosa nostra e 'ndrangheta a confronto
|
|
|
|
Il boss di Fernando Di Leo è solo apparentemente un film che parla di cosa nostra: contestualizzando il romanzo americano di Peter Mc curtin il regista pugliese riesce nel difficile intento di parlare in buona parte della 'Ndrangheta calabrese e della ferocia che caratterizzava il suo sviluppo in concomitanza con lo sviluppo menageriale di Cosa Nostra. In un'epoca in cui si sapeva poco sulle regole d'onore, Di Leo infonde nei personaggi delle differenze antropologiche che trovano un riscontro azeccato nella realtà.Pur spettacolarizzando le scene dei massacri, gli uomini d'onore ci appaiono come in realtà sono sempre stati: macellai disposti a tutto per ottenere il potere. Un potere orchestrato dalle istituzioni e da "uomini di cultura" ai quali il profitto interessa molto di più che la giustizia.
[+]
Il boss di Fernando Di Leo è solo apparentemente un film che parla di cosa nostra: contestualizzando il romanzo americano di Peter Mc curtin il regista pugliese riesce nel difficile intento di parlare in buona parte della 'Ndrangheta calabrese e della ferocia che caratterizzava il suo sviluppo in concomitanza con lo sviluppo menageriale di Cosa Nostra. In un'epoca in cui si sapeva poco sulle regole d'onore, Di Leo infonde nei personaggi delle differenze antropologiche che trovano un riscontro azeccato nella realtà.Pur spettacolarizzando le scene dei massacri, gli uomini d'onore ci appaiono come in realtà sono sempre stati: macellai disposti a tutto per ottenere il potere. Un potere orchestrato dalle istituzioni e da "uomini di cultura" ai quali il profitto interessa molto di più che la giustizia. noir di grande interesse sociale.
[-]
|
|
|
[+] lascia un commento a alessandro chiappetta »
[ - ] lascia un commento a alessandro chiappetta »
|
|
d'accordo? |
|
|
|
paolo 67
|
giovedì 15 marzo 2012
|
"etica" del crimine
|
|
|
|
Da “Il mafioso” di Peter Mc Curtin. Terzo e ultimo episodio della “Trilogia del milieu” di Ferdinando Di Leo, il più cinico, nichilista e senza speranza. Di Leo adotta uno stile semplice che si adatta bene alla storia. Formidabili come sempre le scene d'azione. Inusuali per l'epoca gli accenni alle collusioni tra mafia e politica. Il senso del finale aperto dei film di Di Leo, che nel precedente aveva un certo ottimismo, qua sembra solo destinato a perpetuare una visione dell'umanità tra le più ciniche che si siano viste sullo schermo.
[+]
Da “Il mafioso” di Peter Mc Curtin. Terzo e ultimo episodio della “Trilogia del milieu” di Ferdinando Di Leo, il più cinico, nichilista e senza speranza. Di Leo adotta uno stile semplice che si adatta bene alla storia. Formidabili come sempre le scene d'azione. Inusuali per l'epoca gli accenni alle collusioni tra mafia e politica. Il senso del finale aperto dei film di Di Leo, che nel precedente aveva un certo ottimismo, qua sembra solo destinato a perpetuare una visione dell'umanità tra le più ciniche che si siano viste sullo schermo. La mafia è totalmente l'opposto di quella onorata società celebrata dai film hollywoodiani. Gli unici punti di riferimento sono il potere e il denaro (e salvare la pelle). Da segnalare la grande performance di Henry Silva, in uno dei suoi ruoli più memorabili.
[-]
|
|
|
[+] lascia un commento a paolo 67 »
[ - ] lascia un commento a paolo 67 »
|
|
d'accordo? |
|
|
|
ralphscott
|
lunedì 4 agosto 2014
|
non fidarsi mai. di nessuno.
|
|
|
|
Giustamente annoverato tra i migliori di Di Leo,questo film si segue con piacere ed ammirazione,sebbene non mi coinvolga quanto altri successi del maestro pugliese. Il pessimismo quì é assoluto ed il quadro che viene fatto della società mafiosa e del contesto in cui é radicata fa' davvero impressione. L'aspetto più inquietante é come la fiducia venga tradita ad ogni livello,anche quando la maschera di Henry Silva,Lanzetta,elimina quello che di fatto può dirsi il suo padre adottivo,don Giuseppe Daniello. In questa,tra le tante,fortissima scena gli interessi dell'organizzazione e l'istinto di sopravvivenza prevalgono sui più profondi affetti.
[+]
Giustamente annoverato tra i migliori di Di Leo,questo film si segue con piacere ed ammirazione,sebbene non mi coinvolga quanto altri successi del maestro pugliese. Il pessimismo quì é assoluto ed il quadro che viene fatto della società mafiosa e del contesto in cui é radicata fa' davvero impressione. L'aspetto più inquietante é come la fiducia venga tradita ad ogni livello,anche quando la maschera di Henry Silva,Lanzetta,elimina quello che di fatto può dirsi il suo padre adottivo,don Giuseppe Daniello. In questa,tra le tante,fortissima scena gli interessi dell'organizzazione e l'istinto di sopravvivenza prevalgono sui più profondi affetti. Una commovente carezza sancisce l'ennesima esecuzione. L'uso delle luci e le inquadrature di scorci metafisici,soprattutto nella parte iniziale,richiamano echi del cinema espressionita tedesco. Molti i caratteristi da non dimenticare e,per alcuni di essi il termine potrebbe anche esser riduttivo. Su tutti ho ammirato il questore di Vittorio Caprioli qui in un ruolo a lui inusuale. Bello,fiero e talvolta pavido,irrimediabilmente corrotto Gianni Garko. Di Silva mi ha colpito il rapporto duro e tenero,al contempo,con la tossica e spregiudicata figlia del suo padrino. Volano schiaffi a più non posso,ma i gesti di affetto che Lanzetta riserva alla povera Rita parlano ben più di ogni insulto. Denominatore comune a tutti i personaggi del film,tutti davvero ottimamente rappresentati,é la disperazione del topo in trappola che sfocia in violenza inaudita (sino a bruciare vivi,nel forno,i propri antagonisti). Questo film di Mafia,materiale adatto a complessi approfondimenti,ci dice anche che Cosa Nostra non é un universo amniotico in cui sentirsi sicuri e protetti,ma una Cupola piena di incrinature che possono dare il là ai tormenti più atroci. Per sorridere,infine,mi piace evidenziare che il set era stipato al di là di ogni pudore di pubblicità di superalcolici:l'appartamento teatro della strage era una incredibile marchetta-tributo a Punt e Mes,Stock,Carpano,ecc.,mai visti trionfare così tutti insieme. Eccellente,e non é una novità per i film di Di Leo,l'accompagnamento musicale.
[-]
|
|
|
[+] lascia un commento a ralphscott »
[ - ] lascia un commento a ralphscott »
|
|
d'accordo? |
|
|
|