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samanta
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mercoledì 18 febbraio 2026
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padre e figlio, amore e carriera
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Il film una commedia drammatica/sentimental è uscito nel 1960 con la regia di Mark Robson, bravo artigiano di Hollywood che nel periodo anni '40 e '60 diresse vari film anche di successo (I ponti di Toko-ri, Intrigo a Stoccolma, Phfft ... e l'amore si sgonfia, Il colonnello von Ryan).
Il film s'inserisce nel filone dei drammi familiari, nel periodo in cui fu girato questo film sulla tematica padre-padrone e figlio ribelle uscirono diverse pellicole: La valle dell'Eden, La gatta sul tetto che scotta; La lunga estate caldo, A casa dopo l'uragano.
Siamo a Philadelfia nel 1946, Samuel Eaton (Leon Ames) ricco industriale dell'acciaio self-made man, uomo autoritario, ha avuto 2 figli: il prediletto è morto adolescente a 13 anni, per cui l'altro figlio Alfred (Paul Newman) era oggetto del disinteresse del padre autoritario e di un'implicita ostilità perchè era sopravvissuto.
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Il film una commedia drammatica/sentimental è uscito nel 1960 con la regia di Mark Robson, bravo artigiano di Hollywood che nel periodo anni '40 e '60 diresse vari film anche di successo (I ponti di Toko-ri, Intrigo a Stoccolma, Phfft ... e l'amore si sgonfia, Il colonnello von Ryan).
Il film s'inserisce nel filone dei drammi familiari, nel periodo in cui fu girato questo film sulla tematica padre-padrone e figlio ribelle uscirono diverse pellicole: La valle dell'Eden, La gatta sul tetto che scotta; La lunga estate caldo, A casa dopo l'uragano.
Siamo a Philadelfia nel 1946, Samuel Eaton (Leon Ames) ricco industriale dell'acciaio self-made man, uomo autoritario, ha avuto 2 figli: il prediletto è morto adolescente a 13 anni, per cui l'altro figlio Alfred (Paul Newman) era oggetto del disinteresse del padre autoritario e di un'implicita ostilità perchè era sopravvissuto. Alfred ritorna dalla guerra, trova la madre Martha (Mirna Loy) alcolizzata e con un amante (un losco figuro), il padre brusco e gelido con lui. Paul dopo un diverbio con il padre lascia la famiglia ed entra in una costituenda società aereonautica creata dall'amico Lex Porter (George Grizzard) che ha messo i capitali, s'innamora di una ricca ereditiera Mary St. John (Joanna Wodward) che rompe il fidanzamento con il dr. Jim Roper (Patrck O'Neal) e lo sposa. Alfred si trova a disagio nella sua ditta perché non considerato, casualmente salva un bambino che stava affogando nell'acqua gelata, è il nipote di MacHardie un potente finanziere di Wall Street che gli offre un incarico importante nel suo Istituto finanziario, suscitando così la gelosia del genero Duffy (Howard Caine), il nuovo lavoro graticante economicamente, impone orari gravosi e la lontanaza di Alfred da casa anche per mesi. Di conseguenza entra in crisi il matrimonio con Mary che lo tradisce, riprendendo con disinvoltura la relazione con Roper con cui frequenta l'alta società, Paul si accorge di tutto contestando il comportamento di Mary che non solo non rinuncia al rapporto tosssico con Roper, ma gli propone di fare una coppia "aperta" anche perché il divorzio non è ammesso da MacHardie. Alfred durante un viaggio conosce Benzinger (Ted de Corsia) che ha una famiglia serena e s'innamora della bella bella e dolce figlia Natalie (Ina Balin). Mac non vuole il divorzio e Duffy lo ricatta dicendogli che rivelerà di Natalie se Alfred vuole presentare una relazione da cui emergono le sue malversazioni, Alfred la scia la ditta, depositando la relazione e chiederà il divorzio per sposare Natalie.
Il film è una commedia fortemente drammatica/sentimentale che non si limita al tema del rapporto generazionale padre/figlio, ma affronta anche altri temi: innazitutto la predilezione del padre verso il figlio prediletto morto che inconsciamente lo porta a odiare il figlio sopravvissuto, lo confessa piangendo in un drammatico confronto con Alfred al quale il padre domanda perché non parli e il figlio andandosene via risponde "Non sono di legno". Ma vi sono altri temi:il lavoro, la carriera che diventa carrierismo, il bigottismo tipicamente calvinista, per cui le infedeltà coniugali devono essere nascoste sotto un velo di formale purezza, la droga di fare una vita di lusso tipicamente da "high society" e per ottenere questo tutti i mezzi sono buoni compreso i matrimoni che sono meramente dei paraventi. Sono temi che Robson affronta con discrezione approfondendo senza esagerare la psicologia dei personaggi, avvalendosi di un cast di tutto riguardo: Paul Newman, la moglie Joanna Woodward (era il terzo film che facevano insieme) che interpreta con bravura la parte di una "socialite" cinica per la quale fare vita mondana consente l'utilizzo di ogni mezzo. Tra gli interpreti da segnalare in una parte secondaria la bravissima Myrna Loy nella parte di un'alcolizzata desiderosa di affetto che cercava di appagare con uno squallido rapporto sessuale nonché Ina Balin (L'avventuriero della Luisiana, I comancheros) perfetta dolce ragazza innamorata di Alfred. Certamente nel film ci sono criticità dovute ad una sceneggiatura discontinua che provoca delle cesure nel film: nella prima parte si svolge il rientro in una famiglia la quale poi sparisce nel corso della storia, inoltre i vari eventi non paiono sempre bene assemblati. Alfred sostanzialmente è un uomo che all'inizio cerca di trovare il lavoro giusto, la moglie giusta, la vita sociale giusta, ma poi alla fine scopre che era giusto quello che il cuore gli suggeriva. In conclusione un film discreto bene interpretato e con l'eccellente colonna sonora di Elmer Bernstein.
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luca scialò
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lunedì 7 giugno 2010
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critica ad una societa ipocrita e arrivista
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Alfred Eaton è figlio di un industriale dell'acciaio che tornato dalla seconda guerra mondiale, e non contento delle ricchezze che ha già, tenta di sfondare ancora di più. Di qui una storia di tradimenti, "sgambetti" e pugnalate alle spalle.
Il regista Mark Robson riesce bene nella trasposizione cinematografica del voluminoso romanzo di John O' Hara, sebbene nel film ci siano tempi eccessivamente dilatati e troppa prolissità. Comunque l'obiettivo di criticare la società dei ricchi e degli arrivisti è raggiunto.
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esmeralda11028
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domenica 31 gennaio 2010
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filmone anni sessanta
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Questo film e' il classico "filmone"americano anni sessanta molto ben recitato da tutti gli interpreti,Paul Newman è perfetto nel suo ruolo di uomo in carriera dell'alta finanza , fa tenerezza quando lo si vede non accettato dal padre e spettatore impotente di una madre alcolizzata.Gli scenari e i luoghi esterni sono stati ben studiati e rappresentano lo stile di vita americano dell'epoca.La trama è piacevole e il finale appassionante visto che il protagoista sceglie l'amore al posto di una ricca carriera. E' uno di quei film da vedere anche più volte e che le reti televisive dovrebbero trasmettere frequentemente.
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paolodilautreamont
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lunedì 30 novembre 2009
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un piccolo capolavoro "quotidiano"
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Se è pur vero che nel film ci sono alcune sbavature, tuttavia ciò non deve far dimenticare l'oggetto della discussione. Sono reduce dalla lettura del commento di Mereghetti, col quale non sono mai d'accordo. Mereghetti poteva fare qualsiasi mestiere, nella vita, non quello del critico cinematografico, anche perché il suo ideologismo soffoca il suo occhio. Tornando a Dalla Terrazza, non si può prescindere dal fatto che è un "film di buoni sentimenti", il che non è un filone, ma uno dei due colori fondamentali del cinema americano (l'altro è il noir, importato dalla Francia). Per "cinema di buoni sentimenti" intendo -per fare un nome- John Ford. Parlo cioé di una filmografia che non si pone intenti educativi, che non diffonde melassa di buonismi farisei.
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Se è pur vero che nel film ci sono alcune sbavature, tuttavia ciò non deve far dimenticare l'oggetto della discussione. Sono reduce dalla lettura del commento di Mereghetti, col quale non sono mai d'accordo. Mereghetti poteva fare qualsiasi mestiere, nella vita, non quello del critico cinematografico, anche perché il suo ideologismo soffoca il suo occhio. Tornando a Dalla Terrazza, non si può prescindere dal fatto che è un "film di buoni sentimenti", il che non è un filone, ma uno dei due colori fondamentali del cinema americano (l'altro è il noir, importato dalla Francia). Per "cinema di buoni sentimenti" intendo -per fare un nome- John Ford. Parlo cioé di una filmografia che non si pone intenti educativi, che non diffonde melassa di buonismi farisei. Se ci si pensa, Dalla Terrazza non è per niente una narrazione moralista. L'ipocrisia del dirigente anziano di Alfred-Paul Newmann è messa a nudo esplicitamente. Il dramma della famiglia di Alfred è descritto con una ferocia insieme breve, delicata e profonda. Ciò che risalta su tutto è il tema dell'amore contrapposto alla convenienza, dell'amore contrapposto alla superficialità, dell'amore come forma di religione, contrapposto al materialismo. Si finisce per parteggiare per la coppia Alfred-Natalie, riedizione di altre coppie, come Paolo e Virginia di de Saint Pierre.
Poi c'è il realismo della scenografia, che non è pauperistico come nel cinema italiano del dopoguerra, ma è spesso e sofisticato come i quadri di Edward Hopper, e come impone l'appartenenza sociale dei protagonisti. La messa in scena ci cala con potenza nell'America del dopoguerra: le case pompeiane della top class, le strade eternamente postmoderne di New York, le auto che sono le statue di Fidia del '900 etc. Per non parlare degli stili di vita, così ben descritti a latere della trama: lo scorrere infinito di wisky e champagne (com'è fredda a impaurita -al confronto- la vita di oggi, piena di diet coke e di wine no wine, coi bar deserti, le strade vuote, le donne inaridite, gli uomini privi di denti e courage de vivre), la voglia di scalare la società e la capacità di lavorare giorno e notte. Poi il dualismo tra città e la campagna, col suo richiamo infinitamente americano (ricordiamo Thoreau, Emerson, Mark Twain, Steinbeck...), con quel messaggio profondamente divino ma senza passare da preti, pastori o chiese. Come si fa a non percepire che tutto ciò è presente in buone dosi in questo film? Certo, è "solo uno dei tanti" piccoli capolavori di vita quotidiana (della top class), ripresa dall'occhio di un film altrettanto "quotidiano". Ma la grandezza vera si trova nel minore, se il minore ha questo spessore.
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serpico
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domenica 8 marzo 2009
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capolavoro
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bel film newman meraviglioso,condivido la scelta finale.pensare solo alla carriera porta la fine di tutto,c'e la vita fuori..........
film da rivedere e rivedere.
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paolo ciarpaglini
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domenica 28 settembre 2008
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unforgetable, paul.
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Ho scelto uno, fra i tanti film, che nella lunga carriera, Newman, ha interpretato alla grande. Ed anche perchè, questo, è il set dove incontrò quella che, ancora oggi è sua moglie; Johanne Woodward. 35 anni in cui uno, fra i più acclamati divi, ha dimostrato di essere un'uomo. Sul set e nella vita privata. Mai pettegolezzi, ne copertine che ritraessero la coppia. Fatto, questo, che oggi invece determina il grado di successo, degli affamati di divismo. Al tempo per divenire qualcuno, era sì utile la bellezza, ma occorreva soprattutto tanta, tanta stoffa). Ma, e ci tengo a precisarlo, il mio non vuol essere un'omaggio alla fedeltà. Anche se la coerenza e forza di un essere umano, la si misura anche da ciò.
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Ho scelto uno, fra i tanti film, che nella lunga carriera, Newman, ha interpretato alla grande. Ed anche perchè, questo, è il set dove incontrò quella che, ancora oggi è sua moglie; Johanne Woodward. 35 anni in cui uno, fra i più acclamati divi, ha dimostrato di essere un'uomo. Sul set e nella vita privata. Mai pettegolezzi, ne copertine che ritraessero la coppia. Fatto, questo, che oggi invece determina il grado di successo, degli affamati di divismo. Al tempo per divenire qualcuno, era sì utile la bellezza, ma occorreva soprattutto tanta, tanta stoffa). Ma, e ci tengo a precisarlo, il mio non vuol essere un'omaggio alla fedeltà. Anche se la coerenza e forza di un essere umano, la si misura anche da ciò. Ma un accorato e sentito plauso, per un divo, che proprio ieri ci ha lasciati. All'età di 83 anni. Con lui, se n'è andato, non solo un grandissimo interprete, dei meravigliosi tempi d'oro di Hollywood. Ma un'icona del suo tempo. Che lottò non poco per distinguersi dall'allora già affermati clischè e sex simbol, James Dean e Marlon Brando. Come saprete, purtroppo, sarà proprio la morte prematura del primo, a determinare una svolta per Newman. L'occasione negatagli fin'allora la ottenne in 'Qualcuno lassù mi ama'. Il resto è storia, quella del cinema più bello. Ricordo del film, in modo particolare la scena in cui il giovane, Alfred Hiton, appena tornato dalla guerra, è gelidamente accolto da un padre che continua ostinatamente a preferirgli, il defunto fratello. Indimenticabile, lo scambio di opinioni, proprio quando suo padre, in un momento di rara intensità cinematografica, tenta di fargli comprendere cosa rappresentava il figlio perduto. E di spiegargli che purtropo, non può soffocare, questa voce, nonostante ammetta di aver sbagliato con Alfred. Il dolore di questa confessione, è tanto, da provocare una reazione di non belligeranza di Newman, toccato ma glaciale, che se ne va. "..Alfred..non te ne andare..", l'infarto gli sarà fatale.
Alfred è un giovane rampollo, ricco, e con un'avvenire già stabilito, a modo di vedere del padre. Ma lui, non la pensa affatto così. Come chiarisce a colazione, lui stesso: "non voglio diventare il tuo lacchè". Ad un party, incontra Mary S. Jhon (la Woodward), con 'l'amico'. Uno sguardo tra i due è sufficente, affinchè Alfred, scommetta con l'amico di riuscire a farla sua. Il fascino di Newman, in questo film, è prorompente. Pregno di un magnetismo che solo pochi attori, prima e dopo di lui, hanno posseduto. Il matrimonio con Mary, sarà un completo fallimento, a causa della frivolezza di una moglie che vorrebbe il marito, più presente. Il giovane Eaton, difatti, stà solo impegnandosi con tutte le forze per distinguersi dal padre, e costruire un futuro per loro due. Lei, tornerà fra le braccia del vecchio 'amico'. Lui troverà l'amore, in una donna di modesta famiglia. Unica pecca del film, il finale, un po compresso. Tagliato. Ma ciò non ne intacca più di tanto lo spessore ed il fascino.
'Lo spaccone', consacrerà Newman, fra i più indiscussi divi di Hollywood. Ma, e questo è un parere personale, è con "Nick mano fredda" che Newman, compie il suo capolavoro. Assolutamente indimenticabile. Come per sempre, indimenticabili, resteranno nell'immaginario collettivo, i suoi occhi leggendari. Ciao Paul.
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julian
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venerdì 6 giugno 2008
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desidero il dvd dalla terrazza
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Julian
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julian
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venerdì 6 giugno 2008
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Mi Piace quando me lo procuri? Anche usato.
Julian
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ez99
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sabato 10 maggio 2008
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g-r-a-n-d-i-o-s-o
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Un film grandioso. La più intensa interpretazione di Paul Newman. L'esito finale rimane incerto fino all'ultimo.
L'intelligenza e la poesia del simbolismo dell'ultima scena fa dimenticare i salti di sceneggiatura.
Frase celebre: "L'infedeltà riguarda soltanto il marito, la moglie e Dio".
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biola
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mercoledì 30 aprile 2008
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dalla terrazza
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LO ADORO!!
E' UNO DEI FILM CHE ADORO DIPIU' DEL GRANDE PAUL!
CON TUTTI I SUI DIFETTI DI SCENEGGIATURA (E CE NE SONO!)-
ME LO RIVEDO OGNI TANTO IN UNA VECCHISSIMA VIDEOREGISTRAZIONE DA RETE4.
E' UN MIO FILM DEL CUORE!
E SECONDO ME C'E' UNA STRAORDINARIA E ANCHE ODIOSA JOANNE WOODWARD!
BELLISSIMO!
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