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paolp78
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giovedì 23 maggio 2024
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non va a segno in modo completo
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Film giallo che si avvale di una trama intricata, dove non mancano i colpi di scena, alcuni anche di buon effetto.
La regia è affidata all'esperto ed eclettico Henry Hathaway, che nella sua carriera aveva già diretto film appartenenti a questo genere cinematografico.
La regia di Hathaway si fa apprezzare per la spettacolarità di alcune riprese, soprattutto quelle che vanno ad esaltare le celebri cascate, che costituiscono sicuramente uno dei punti di forza dell'opera. Molto bravo Hathaway anche nel creare la giusta suspense in alcune scene, che lasciano il segno e si fanno ricordare proprio grazie alla sapiente costruzione registica.
La sceneggiatura sicuramente buona, ha però la grave colpa di non graffiare fino in fondo; in particolare non si comprende perché il personaggio interpretato da Joseph Cotten non sia stato reso "cattivo" fino in fondo, aspetto che ha tolto la possibilità di uno sviluppo più avvincente nel finale, che in questo modo resta invece deludente e poco incisivo.
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Film giallo che si avvale di una trama intricata, dove non mancano i colpi di scena, alcuni anche di buon effetto.
La regia è affidata all'esperto ed eclettico Henry Hathaway, che nella sua carriera aveva già diretto film appartenenti a questo genere cinematografico.
La regia di Hathaway si fa apprezzare per la spettacolarità di alcune riprese, soprattutto quelle che vanno ad esaltare le celebri cascate, che costituiscono sicuramente uno dei punti di forza dell'opera. Molto bravo Hathaway anche nel creare la giusta suspense in alcune scene, che lasciano il segno e si fanno ricordare proprio grazie alla sapiente costruzione registica.
La sceneggiatura sicuramente buona, ha però la grave colpa di non graffiare fino in fondo; in particolare non si comprende perché il personaggio interpretato da Joseph Cotten non sia stato reso "cattivo" fino in fondo, aspetto che ha tolto la possibilità di uno sviluppo più avvincente nel finale, che in questo modo resta invece deludente e poco incisivo.
Nel cast, oltre al già citato Cotten, bravo come al solito in un ruolo per lui non nuovo, c'è nella parte della protagonista Jean Peters, ma la scena le viene rubata da Marylin Monroe, che sebbene abbia un ruolo antipatico e con un minor minutaggio, è comunque l'attrazione principale del film (insieme alle cascate).
In effetti la pellicola avrà un ruolo chiave nella carriera della diva americana, che proprio grazie a questa interpretazione riceverà la consacrazione definitiva, accedendo di lì in avanti a soli ruoli da protagonista. Il film resta anche l'unico, almeno a mia memoria, in cui alla Monroe viene assegnato un personaggio malvagio, molto diverso da quello classico della bella svampita che le toccherà ricoprire nelle numerose commedie girate in carriera.
Dialoghi poco curati.
Visto il risalto dato alle cascate del Niagara e la scelta di girare in technicolor, non si esclude che la pellicola avesse anche finalità di promozione della splendida località turistica.
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elgatoloco
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venerdì 13 aprile 2018
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a suo modo un grande film
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"NIagara"(1953, Henry Hathaway")è un film coloratissimo, che ha sequenze bellissimre, diremmo quasi"turistiche"deil"Niagara Falls"(cascate del Niagara); struggenti quelle iniziale with the rainbow, con l'arcobaleno. Ma poi, quasi lentamente, ossia con una progressione narrativa non accelerata ma appunto progressiva, graduale, siamo in mezzo al dramma noir: una moglie"sbarazzina"(un'ottima Monroe, Marilyn allora era in forma anche artistica,, lontana dagli ultimi anni del"fall"così ben descritto da Arthur Miller, uno dei suoi mariti, in un suo dramma omomimo)ha un amante, ma il marito, "mentalmente disturbato"(disturbo post-traumatico da stressa, diremmo tecnicamente, dopo la guerra di Corea del 1950)sospetta ciò e uccide l'amante della donna, per difendersi dal suo tentativo di omicidio.
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"NIagara"(1953, Henry Hathaway")è un film coloratissimo, che ha sequenze bellissimre, diremmo quasi"turistiche"deil"Niagara Falls"(cascate del Niagara); struggenti quelle iniziale with the rainbow, con l'arcobaleno. Ma poi, quasi lentamente, ossia con una progressione narrativa non accelerata ma appunto progressiva, graduale, siamo in mezzo al dramma noir: una moglie"sbarazzina"(un'ottima Monroe, Marilyn allora era in forma anche artistica,, lontana dagli ultimi anni del"fall"così ben descritto da Arthur Miller, uno dei suoi mariti, in un suo dramma omomimo)ha un amante, ma il marito, "mentalmente disturbato"(disturbo post-traumatico da stressa, diremmo tecnicamente, dopo la guerra di Corea del 1950)sospetta ciò e uccide l'amante della donna, per difendersi dal suo tentativo di omicidio. Poi, però, si trova a confronto con la moglie e... (suspense anche per il tettore, non si può svelare tutto, specie in un noir). Il, tutto viene osservato da una coppia in luna di miele, e ciò provoca anche un certo "mutamento prospettico", filmicamente molto pregevole. Forse psicologicamente a tratti un po'"debole"8il film dà per scontate forse troppe cose)ma tutt'altro che banale, con la Monroe e Joseph Cotten molto bravi , ognuno nel suo ruolo, certo, e, a suo modo, anche Jean Peters, attrice dalla carriere meno brillante, senz'altro, ma qui decisamente convincente e che non sfigura, come bellezza, neppure a confronto con la "great"marilyn... Hathaway qui, come anhce altrove, si conferma regista forse non propriamente geniale(lo è Hitchcock, , Kubrik, pochissimi altri)ma di indubbia efficacia realiizzatrice. Da vedere, inserendosi in un anno e in periodo dei"Fifthies"nel quale venivano realizzate opere di grande qualità. El Gato
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gianleo67
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domenica 26 maggio 2013
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delitto e castigo a niagara falls
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Bella e procace moglie di un reduce della guerra di Corea in vacanza con il marito a Niagara Falls, progetta di ucciderlo con la complicità dell'amante. Lui scopre la tresca e, dopo aver eliminato il rivale, simula la propria morte per far fuori anche la consorte. Scoperto da una coppietta in luna di miele che alloggia nello stesso residence, fugge braccato dalla polizia e trascinando con sè la bella vicina di bungalow.
Pittoresco melodramma turistico di Henry Hataway che gioca sul filo di una tensione hitchockiana imbastendo la trama di una turpe storia di tradimento e vendetta nel roboante anfiteatro di una natura selvaggia ad uso e consumo di coppiette in luna di miele e 'menage agee' sull'orlo di una crisi del settimo anno.
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Bella e procace moglie di un reduce della guerra di Corea in vacanza con il marito a Niagara Falls, progetta di ucciderlo con la complicità dell'amante. Lui scopre la tresca e, dopo aver eliminato il rivale, simula la propria morte per far fuori anche la consorte. Scoperto da una coppietta in luna di miele che alloggia nello stesso residence, fugge braccato dalla polizia e trascinando con sè la bella vicina di bungalow.
Pittoresco melodramma turistico di Henry Hataway che gioca sul filo di una tensione hitchockiana imbastendo la trama di una turpe storia di tradimento e vendetta nel roboante anfiteatro di una natura selvaggia ad uso e consumo di coppiette in luna di miele e 'menage agee' sull'orlo di una crisi del settimo anno.
Si sente la traccia di una solida scrittura dei professionisti di hollywood che giocano a(ma)bilmente con i luoghi comuni del genere tra la brillante ironia della commedia sentimentale ed i risvolti minacciosi di una palpabile tensione sessuale, tra la dolcezza materna e amorevole della bellissima Jean Peters e la tarchiata sensualità della Monroe che ancheggia e ammicca una volta di troppo. La struttura narrativa si basa su di un classico impianto melodrammatico e offre qualche buono spunto nella costruzione della tensione (la torre che suona il ferale richiamo di un tradimento consumato, la presenza minacciosa del marito redivivo, la suspence mozzafiato di una colluttazzione sull'orlo di un precipizio liquido) e sul simbolismo strisciante di una fiume tranquillo che cambia il suo corso verso il tumultuso epilogo di un finale drammatico, ma ma soffre di una irrimediabile banalizzazione delle dinamiche psicologiche e di qualche forzatura e inverosimiglianza di troppo (il protagonista che si acquatta nell'ombra sempre al posto e al momento giusto,il finale melodrammatico con inevitabile happy end).
Girato nella suggestiva location al confine tra USA e Canada e fotografato nello splendore policromo del technicolor, riunisce un buon assortimento di comprimari tra cui la maschera nevrotica e frustrata di un dolente Joseph Cotten (già ambiguo protagonista del'Hitchcokiano 'L'ombra del dubbio'), la dolcezza sensuale della Peters e la languida e un po' pacchiana avvenenza di una Monroe sopra le righe. Delitto e castigo a Niagara Falls.
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ralphscott
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mercoledì 22 settembre 2010
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logico pensare ad hitch
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Buon filmone,con suspence degna dei grandi registi del giallo-noir (Hathaway non lo era). La Monroe attraversa lo schermo con un'ancheggiare mai visto,brava come gli altri tre protagonisti. Lunga e un po' noiosa la deriva del motoscafo verso le cascate
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jos_d
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venerdì 15 gennaio 2010
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uno dei primissimi noir in technicolor
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Appena arrivati nell’affascinante villaggio turistico con vista sulle cascate del Niagara, Polly (Jean Peters) e Ray (Casey Adams) Cutler fanno la conoscenza dei coniugi Loomis -che di fatto stanno occupando il loro chalet; lei, Rose (Marilyn Monroe), è una donna estremamente affascinante e misteriosa, mentre lui, George (Joseph Cotten), è un uomo provato, vicino all’esaurimento nervoso. Si scoprirà che Rose ha in mente un piano per uccidere suo marito -facendo passare la cosa per disgrazia-, ed i Cutler, loro malgrado, non potranno fare a meno di essere coinvolti nella vicenda. Non è un film perfetto ma ci sono diversi motivi per cui merita di essere ricordato: innanzitutto perché si tratta di una storia intrigante con un grande colpo di scena -alla Hitchcock, per intenderci; secondariamente per la stupenda ambientazione: le cascate del Niagara, una delle “meraviglie del mondo”, fotografate con maestria da Joe McDonald; ma anche, e forse soprattutto, perché fa parte della prima generazione di film girati in technicolor e ciò è particolarmente di rilievo visto che si tratta essenzialmente di un noir, un genere che, a differenza di molti altri, è rimasto nell’immaginario comune particolarmente legato a determinati canoni, anche estetici (non è un caso che negli hanni ‘90 i fratelli Coen, avendo deciso di omaggiare il genere con “L’uomo che non c’era”, abbiano scelto il bianco e nero), quindi si tratta senza dubbio di un’innovazione.
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stefano
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venerdì 8 febbraio 2008
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niagara, una cascata di glamour chiamata marilyn..
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il film non è un capolavoro, ma questo non è certo colpa di Marilyn....anzi, la trama e la sceneggiatura sono banalotti, il regista non era certo un Htch o un Billy Wilder(LA FIAMMA DEL PECCATO)
non ha saputo rendere al meglio la storia noir, nè ha saputo creare quella suspense necessaria a film del genere, per contro ha dalla sua una certa spettacolarità visiva, buoni attori, e poi lei.......
marilyn, quando lei appare in scena......si resta senza parole......altro che "bucare"lo schermo!!!
è impossibile non guardare un volto e un corpo come il suo, in questo film in particolare di una bellezza che ancora oggi lascia esterreffati.......una DIVA nel vero e assoluto termine della parola.
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alessandra verdino
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sabato 26 maggio 2007
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l'inizio di marilyn
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Questo è un film da vedere almeno una volta nella vita.
Altamente spettacolare, con una trama noir molto avvincente (anche se non si tratta di Hitch), perfetto nella caratterizzazione dei personaggi(stupendo quello dell'attrice co-protagonista, una donna peraltro molto seducente), è stato il trampolino di lancio per quella donna stupenda che corrisponde al nome di Marilyn Monroe.
Quest'attrice, l'icona per eccellenza, è entrata nella leggenda anche per quel vestito rosso che indossa nella scena/party di fronte alle cascate.
Ma non si tratta, certamente, solo di bellezza.
A mio parere, la Monroe è stata una delle migliori attrici americane.
Già in questo film, praticamente il suo primo grande successo, si può osservare una bravura non da poco.
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Questo è un film da vedere almeno una volta nella vita.
Altamente spettacolare, con una trama noir molto avvincente (anche se non si tratta di Hitch), perfetto nella caratterizzazione dei personaggi(stupendo quello dell'attrice co-protagonista, una donna peraltro molto seducente), è stato il trampolino di lancio per quella donna stupenda che corrisponde al nome di Marilyn Monroe.
Quest'attrice, l'icona per eccellenza, è entrata nella leggenda anche per quel vestito rosso che indossa nella scena/party di fronte alle cascate.
Ma non si tratta, certamente, solo di bellezza.
A mio parere, la Monroe è stata una delle migliori attrici americane.
Già in questo film, praticamente il suo primo grande successo, si può osservare una bravura non da poco.
Affronta l'unico personaggio di "dark lady" della sua carriera con una tenacità ed un'abilità espressiva che coinvolgono.
Riesce a fare affiorare una grande solitudine e un desiderio per una vita migliore nascosto sotto la patina della grande seduttrice.
Sa tratteggiare, molto bene, l'immagine di una donna coinvolta in un matrimonio sbagliato, indurita delle esperienze e, allo stesso tempo, molto fragile e vittima delle circostanze.
Come è stata, in realtà, nella vita.
Marilyn ha sempre interpretato se stessa, vedendosi sotto angolature diverse.
Dotata di una bellezza e di una sensualità a dir poco stupefacente, è stata, proprio per questo, profondamente infelice.
Come è in questo film, premonitore del suo successo professionale e del suo grande insuccesso di donna.
Il suo bisogno d'amore l'ha uccisa. Come avviene in "Niagara"
La grande seduttrice vittima di se stessa, quindi.
In questo film, Marilyn incarna una moglie vittima di una vita sbagliata, di un marito che non riesce a capirla e, allo stesso tempo, la capisce troppo.
Joseph Cotten è perfetto nella figura di un marito profondamente infelice, innamorato della moglie ma molto duro di cuore.
Su tutto giganteggia l'altra protagonista: la città di Niagara, con le sue cascate magnifiche e violente nella loro grande bellezza.
Così come violenta è stata la vita per Marilyn.
Un inizio premonitore. E non, assolutamente, nel bene, ma nella forza della violenza.
E nella sua grande, grandissima, bellezza.
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jacqueline divette
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mercoledì 16 maggio 2007
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marilyn dark lady
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Uno dei primi film in cui vede per protagonista Marilyn e uno dei pochi nel ruolo da perfida dark lady che qui assieme all'amante progetta d'uccidere il marito Joseph Cotten,che però capito il complotto ucciderà prima uno poi l'altra.
La presenza di Marilyn con i suoi abiti aderentissimi e di scenari suggestivi migliorano una trama forse un po banale
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