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figliounico
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domenica 8 gennaio 2023
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dalla parte dei vincitori, sempre
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Film neorealista di propaganda di regime e di ispirazione cattolica dello stesso regista, tipico esempio del trasformismo italico, che appena due anni dopo firmerà quello che viene considerato il capolavoro di Roma città aperta. Con uno stile retorico e nazionalpopolare, che peraltro contraddistinguerà anche Italiani brava gente nel dopoguerra, film girato da De Santis sempre sul corpo di spedizione militare in Russia, ma da un opposto punto di vista, e con i toni melodrammatici del peggiore neorealismo, Rossellini, amico di Vittorio, il figlio cineasta del Duce, nel 1943 tesse le lodi degli eroici fascisti impegnati nella campagna di Russia contro il barbaro nemico, incivile e senza fede, che per l’occasione è il popolo sovietico e due anni dopo sarà quello tedesco.
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Film neorealista di propaganda di regime e di ispirazione cattolica dello stesso regista, tipico esempio del trasformismo italico, che appena due anni dopo firmerà quello che viene considerato il capolavoro di Roma città aperta. Con uno stile retorico e nazionalpopolare, che peraltro contraddistinguerà anche Italiani brava gente nel dopoguerra, film girato da De Santis sempre sul corpo di spedizione militare in Russia, ma da un opposto punto di vista, e con i toni melodrammatici del peggiore neorealismo, Rossellini, amico di Vittorio, il figlio cineasta del Duce, nel 1943 tesse le lodi degli eroici fascisti impegnati nella campagna di Russia contro il barbaro nemico, incivile e senza fede, che per l’occasione è il popolo sovietico e due anni dopo sarà quello tedesco. Il protagonista è il prete cappellano, Alberto Tavazzi, che interpreterà il ruolo del prete nuovamente in Roma città aperta, ma questa volta, visto l’esito della guerra, degradato a comparsa, che si immola per dare l’estrema unzione a un moribondo comunista convertendolo in extremis. Miracolo della fede che si ripeterà due anni dopo per lo stesso Rossellini e per tanti Italiani brava gente ed eccellenti opportunisti, che si convertirà ex abrupto all’antifascismo osannato e portato in paradiso dalla critica del nuovo regime.
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onufrio
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sabato 23 settembre 2017
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un cappellano sul fronte russo
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Terzo ed un ultimo film della trilogia della guerra fascista filmata da Rossellini, dopo "La nave bianca" e "Un pilota ritorna", ne "L'uomo dalla croce" la storia racconta di un cappellano cattolico impegnato in guerra sul fronte russo pronto a curare le anime, qualsiasi esse siano, fascisti, russi, non importa perchè la sua missione è quella di aiutare il prossimo. Rossellini si sofferma molto sull'aspetto religioso e cattolico.
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fedeleto
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mercoledì 6 luglio 2016
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una croce contro la guerra
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Fronte russo 1942,un cappellano soccorre un fascista in terra nemica,verrà catturato dai russi e rischierà la fucilazione.Tenterà di portare la parola di dio,ma la guerra con le sue bombe ha la voce più alta.Roberto Rossellini (la nave bianca,un pilota ritorna) dirige il suo terzo film e chiude la trilogia bellica fascista.Da un soggetto di Asvero Gavelli, e una sceneggiatura a più mani di Consiglio,D'Alicandro,e Rossellini, la pellicola si ispira alla figura del cappellano Reginaldo Giuliani, cappellano delle camicie nere.Nonostante un intento propagandistico iniziale nel soggetto,Il regista romano riesce ad andare ben oltre, sottolineando un messaggio profondo e coraggioso, l'unione delle anime attraverso l'ideologia,l'universalità della fede nei cuori delle persone vittime di questi odi senza fine è generatrici della guerra tragica.
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Fronte russo 1942,un cappellano soccorre un fascista in terra nemica,verrà catturato dai russi e rischierà la fucilazione.Tenterà di portare la parola di dio,ma la guerra con le sue bombe ha la voce più alta.Roberto Rossellini (la nave bianca,un pilota ritorna) dirige il suo terzo film e chiude la trilogia bellica fascista.Da un soggetto di Asvero Gavelli, e una sceneggiatura a più mani di Consiglio,D'Alicandro,e Rossellini, la pellicola si ispira alla figura del cappellano Reginaldo Giuliani, cappellano delle camicie nere.Nonostante un intento propagandistico iniziale nel soggetto,Il regista romano riesce ad andare ben oltre, sottolineando un messaggio profondo e coraggioso, l'unione delle anime attraverso l'ideologia,l'universalità della fede nei cuori delle persone vittime di questi odi senza fine è generatrici della guerra tragica.Il personaggio del cappellano rappresenta la fede(il collegamento con Nave Bianca attraverso l'inquadratura finale è lo stesso ovvero la croce) la coralità di un messaggero di pace,l'elemento del cristianesimo viene espresso anche in simbolismi semplici (il parto del neonato sembra ricordare la nascita di Cristo nella grotta).Da una parte invece abbiamo la figura dei "compagni" ovvero la coppia di Sergej e Irina,dediti alla rivoluzione e alla guerra,in netto contrasto con il cappellano, ma ad ogni modo la donna mostra il suo lato umano (e infatti si salva) nonostante l'odio verso altre persone, mentre il cappellano si sacrifica.Una pellicola emozionante infarcita di molte scene belliche ben girate (artiglieria,carri armati),e di un messaggio di pace fin troppo diverso dalla propaganda.
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