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luca scialò
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giovedì 6 maggio 2010
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un povero vetraio dal cuore nobile
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In una Londra divisa tra ricchi e poveri, una giovane madre sola dalla disperazione abbandona il suo neonato, e vive nel rimorso anche quando arriverà per lei il successo e diventerà ricca. Un povero vetraio trova il fagotto abbandonato e decide, nonostante il proprio stato di povertà, di allevarlo. Quando poi il neonato diventa un pò più grande, si fa aiutare dal piccolo monello facendogli rompere i vetri delle case che egli poi ripara, guadagnandosi un minimo per vivere. Dopo una rissa con un altro monello, il bimbo si sente male e chiamato il medico, quest'ultimo decide di chiamare l'orfanotrofio per far vivere il piccolo in condizioni più consone.
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In una Londra divisa tra ricchi e poveri, una giovane madre sola dalla disperazione abbandona il suo neonato, e vive nel rimorso anche quando arriverà per lei il successo e diventerà ricca. Un povero vetraio trova il fagotto abbandonato e decide, nonostante il proprio stato di povertà, di allevarlo. Quando poi il neonato diventa un pò più grande, si fa aiutare dal piccolo monello facendogli rompere i vetri delle case che egli poi ripara, guadagnandosi un minimo per vivere. Dopo una rissa con un altro monello, il bimbo si sente male e chiamato il medico, quest'ultimo decide di chiamare l'orfanotrofio per far vivere il piccolo in condizioni più consone. Il vetraio però riesce a riprenderselo, ma la legge ha la meglio. Non fino in fondo però, e al povero ma ricco di amore, alla donna disperata e al piccolo orfanello, il destino sorriderà...
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g. romagna
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venerdì 30 ottobre 2009
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il monello
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Una piccola perla che fa ridere, piangere e riflettere, in un rapido turbinio di emozioni, tanto novant'anni fa quanto oggi. Charlot e il piccolo abbandonato divengono il simbolo dal cuore grande di un'intera classe sociale, quella degli ultimi, e delle disparità sociali nei confronti dei detentori del potere. Fortunatamente, nel continuo alternarsi degli stati d'animo con cui si segue l'evolversi della vicenda, è il sorriso che succede alla lacrima alla chiusura del film.
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tony71
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domenica 9 agosto 2009
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chaplin dolceamaro al suo primo lungometraggio
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Malinconico, commovente, straordinario esordio di Chaplin nel lungometraggio.Impressionante l'interpretazione del piccolo Coogan. I momenti esilaranti sono tantissimi, ogni scena del film offre motivo per ridere, ma anche per commuoversi. Srabiliante la parte del sogno, con invenzioni che possono sembrare dozzinali, ma si rivelano efficaci. Ottimo.
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stalilo
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sabato 21 marzo 2009
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umano
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Il contenuto è molto crudo e sincero anche in momenti di spensierta e frugale allegria, la situazione che di volta in volta si presenta è molto ricca di apparente cinismo ma poi appare il senso molto spiccato di altruismo e ciò rende la recitazione delle immagini piene di umanità e solidarietà.
Solo pochi personaggi in tali situazioni riescono ad eporre in modo positivo i lati dell' Esistenza in vita.
Con una scrollata di spalle.
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andrea78
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venerdì 19 dicembre 2008
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jackie coogan
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Fu il primo lungometraggio di Chaplin;Il protagonista il giovanissimo Jackie Coogan(che negli anni '60 interpretò zio Fester nella serie tv della famiglia Addams)fornì sotto la direzione di Chaplin,una splendida interpretazione.
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simone rz
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mercoledì 1 ottobre 2008
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un film....
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che ti potra far ridere...ma anche far piangere...insuperabile chaplin
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gianmarco
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mercoledì 9 luglio 2008
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un film che fa ridere, commuovere e piangere
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Charlot raccoglie un neonato abbandonato da una madre snaturata, i due diventano subito amici e il monello aiuta il padre adottivo a fare soldi con mille stratagemmi, ma cinque anni dopo la madre, divenuta celebre cantante rivorebbe il figlioletto. 1° lungometraggio di Chaplin, dopo quasi 70 cortometraggi, è una bellissima storia commovente e strappalacrime con moltissima originalità che rispecchia molto la misera infanzia del regista e dei quartieri malfamati della Londra di fine '800 qui raccontati con garbo e allo stesso tempo rancore. E forse il film di Chaplin che graffia e incide di più sulla cattiveria, la prepotenza e le ingiustizie sociali e culturali, è anche un emblema della povertà e della misericordia senza consolazioni.
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Charlot raccoglie un neonato abbandonato da una madre snaturata, i due diventano subito amici e il monello aiuta il padre adottivo a fare soldi con mille stratagemmi, ma cinque anni dopo la madre, divenuta celebre cantante rivorebbe il figlioletto. 1° lungometraggio di Chaplin, dopo quasi 70 cortometraggi, è una bellissima storia commovente e strappalacrime con moltissima originalità che rispecchia molto la misera infanzia del regista e dei quartieri malfamati della Londra di fine '800 qui raccontati con garbo e allo stesso tempo rancore. E forse il film di Chaplin che graffia e incide di più sulla cattiveria, la prepotenza e le ingiustizie sociali e culturali, è anche un emblema della povertà e della misericordia senza consolazioni. Esordio al cinema di Jackie Coogan (1914-84) che in seguito a questo film ebbe una breve carriera di attore bambino non sempre con successo e finita male nel 1935 con il trafugamento dei suoi risparmi. Primo vero capolavoro del regista inglese, che riedito il film nel 1971 eliminando alcune brevi scene e aggiungendo una splendida colonna sonora, come di consueto, di sua composizione. Restaurato nel 2002 dalla Cineteca di Bologna con contributi digitali che hanno riportato in vita quest'immortale pietra miliare come tante altre del regista, pubblicato in DVD nel 2003
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diletta
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martedì 8 aprile 2008
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grazie, chaplin!
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Per questo film non ci sono parole,è poesia pura. Ma la scena in cui la disperazione detta all'amore quella furia che annichilisce e mette in fuga i biechi esecutori della legge che avevano strappato il bambino al povero Charlot...rimarrà unica nella storia del cinema. Pensare che c'è qualcuno che osa avvicinare l'arte di Chaplin a quella di certi poveri, premiatissimi buffoni.
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jo
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giovedì 14 febbraio 2008
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good
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voyeurista
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sabato 5 gennaio 2008
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pietra miliare
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se siete mossi dal pregiudizio che un film muto e "datato" non valga la pena di essere visto, vi ricrederete con questo film, che lascia un sorriso sulla bocca e una lacrima negli occhi. semplicità e ricchezza di archetipi del cinema che verrò dopo. bellissime musiche. imperdibile!
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