Molte sono le particolarità di questo film. La prima è che nonostante il protagonista sia Maciste, il suo nome non figura nel titolo. La seconda è che l’eroe ideato da D’Annunzio vive in questa pellicola la sua ultima avventura nella storia del peplum italiano. La terza e, forse, la più significativa è che la sua forza è al servizio di Allah e tutte le vicende si svolgono in terre attraversate dall’islamismo delle origini, un ambiente decisamente inusuale per il peplum italiano più abituato ad attingere storie e personaggi dall’epopea del cristianesimo militante. Uscito nel 1964 quando il mitologico all’italiana è ormai in declino viene penalizzato da una pessima distribuzione nelle sale in parte compensata due anni dopo dal recupero nelle sale francesi con il titolo Maciste et le filles de la vallée.
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Molte sono le particolarità di questo film. La prima è che nonostante il protagonista sia Maciste, il suo nome non figura nel titolo. La seconda è che l’eroe ideato da D’Annunzio vive in questa pellicola la sua ultima avventura nella storia del peplum italiano. La terza e, forse, la più significativa è che la sua forza è al servizio di Allah e tutte le vicende si svolgono in terre attraversate dall’islamismo delle origini, un ambiente decisamente inusuale per il peplum italiano più abituato ad attingere storie e personaggi dall’epopea del cristianesimo militante. Uscito nel 1964 quando il mitologico all’italiana è ormai in declino viene penalizzato da una pessima distribuzione nelle sale in parte compensata due anni dopo dal recupero nelle sale francesi con il titolo Maciste et le filles de la vallée. Nei panni del forzuto protagonista c’è il solito Kirk Morris, alias Adriano Bellini in una delle sue ultime presenze su grande schermo. Accolto con lazzi e frizzi dalla critica dell’epoca verrà recuperato nel 1987 da Domenico Cammarota che nel suo saggio sul cinema peplum lo definirà un «Piccolo gioiellino del genere». Oggi è un film di culto per gli appassionati.
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