|
samanta
|
mercoledì 29 gennaio 2025
|
il pastore aviatore
|
|
|
|
E' un biopic del 1957, riguardante Dean Hess un pastore protestante (Chiesa Discepoli di Cristo) a Cleveland, pilota nella II guerra mondiale pluridecorato, al termine delle operazioni belliche aveva ripreso il suo ministero, viene richiamato quando scoppia la guerra di Corea nel 1950 con il grado di colonnello, ha il compito di addestrare i piloti sudcoreani all'utilizzo di nuovi caccia, in quel periodo durante l'avanzata dei comunisti riuscì a salvare 950 orfani coreani riuscendo a organizzare il loro trasporto aereo nell'isola di Cheju; sull'episodio scrisse un libro e con i proventi costruì a Seul un orfanotrofio per ospitarli. La regia è di Douglas Sirk bravo artigiano di Hollywood, realizzò numerosi film anche di successo spesso drammi (Magnifica ossessione, Come le foglie al vento, Lo specchio della vita quest'ultimo considerato un film cult del genere) divagando anche nel western (Il figlio di Kociss) scoprì e lanciò nel cinema Rock Hudson interprete di vari suoi film.
[+]
E' un biopic del 1957, riguardante Dean Hess un pastore protestante (Chiesa Discepoli di Cristo) a Cleveland, pilota nella II guerra mondiale pluridecorato, al termine delle operazioni belliche aveva ripreso il suo ministero, viene richiamato quando scoppia la guerra di Corea nel 1950 con il grado di colonnello, ha il compito di addestrare i piloti sudcoreani all'utilizzo di nuovi caccia, in quel periodo durante l'avanzata dei comunisti riuscì a salvare 950 orfani coreani riuscendo a organizzare il loro trasporto aereo nell'isola di Cheju; sull'episodio scrisse un libro e con i proventi costruì a Seul un orfanotrofio per ospitarli. La regia è di Douglas Sirk bravo artigiano di Hollywood, realizzò numerosi film anche di successo spesso drammi (Magnifica ossessione, Come le foglie al vento, Lo specchio della vita quest'ultimo considerato un film cult del genere) divagando anche nel western (Il figlio di Kociss) scoprì e lanciò nel cinema Rock Hudson interprete di vari suoi film. Il titolo del film si riferisce all'inno di battaglia dell'esercito americano o della Repubblica (in origine John Brown Body) lo abbiamo sentito al giuramento di Trump e qui viene cantato nel finale dagli orfani sudcoreani.
Dean Hess (Rock Hudson) pastore protestante vive una vita tranquilla con la moglie (Martha Hyer), ma è tormentato da un episodio avvenuto durante la II guerra mondiale: durante un bombardamento per un difetto tecnico la bomba da lui lanciata colpisce un orfanotrofio causando la morte di 37 bambini. Scopiata la guerra di Corea accetta di fare l'istruttore di piloti sudcoreani, nella base diventa amico del capitano Skidmare (Don DeFore) e del sergente Herman (Dan Duryea) simpatico ed empatico. Ci sono vari episodi ed incidenti, ma la svolta avviene quando alcuni orfani trovano rifugio nella base dove sono accolti e rifocillati, Hess aumentando il numero dei bambini si rende conto dell'impossibilità di accudirli, incontra una giovane ragazza insegnante En Soon (Anna Kashfi) che ne ha accolti 5 in un tempio, aiutata dal vecchio artigiano Lu-Wan (Philip Ahn) e la convince ad accettare centinaia di bambini rifornendola di viveri e indumenti. L'avanzata dei comunisti convince Hess a fare sgomberare il ricovero e con la ragazza, Lu-Wan e il sergente Herman dopo una marcia forzata con 950 orfani raggiunge una base aerea abbandonata dove arrivano aerei da trasporto che portano i bambini in un'isola al sicuro. Il film termina quando si vede Hess ritornato pastore che visita l'orfanotrofio costruito con i fondi da lui raccolti.
E' un film discreto girato con uno splendido Cinemascope Technicolor, il regista cerca di non scivolare nel buonismo, anche se la retorica, inevitabilmente, è un pò presente, ma non s'intravede nella figura del protagonista che uomo sostanzialmente tranquillo, soffre per l'episodio che lo ha coinvolto bombardando un orfanotrofio durante la II guerra mondiale. Ci sono anche momenti che Sirk ha realizzato con molta delicatezza e semplicità, come quando il capitano Skindmore sta morendo tra le braccia di Hess e gli chiede cosa l'aspetti e questi gli risponde "vedrai il buio e poi una porta che si apre e sarai inondato di luce"; Sirk con il suo inconfondibile stile asciutto ma intenso, riesce a mettere in evidenza che anche in guerra ci possono essere momenti di condivisione della sofferenza, bene realizzate le scene aeree alcune delle quali di combattimento. Rock Hudson è il protagonista assoluto del film, l'anno prima aveva girato "Il gigante" che lo aveva consacrato star, negli anni seguenti interpretò diverse commedie brillanti e sentimentali (Il letto racconta, Lo sport preferito dall'uomo, Non mandarmi fiori) avendo partner importanti come Doris Day, comunque continuando a interpretare film di guerra o drammatici, in questo film è un Hess pastore convincente, interpretando una parte complessa con una prestazione credibile. Un accenno a Marha Hyer, attrice ormai dimenticata, iniziò giovane la carriera cinematografica nell'immediato dopoguerra, riuscì ad affermarsi negli anni '50 (Sabrina, Qualcuno verrà, con cui ebbe la nomination all'Oscar, L'uomo che non sapeva amare) bellezza bionda ma non appariscente, fu vista dai produttori come possibile rivale di Grace Kelly, brava attrice lasciò ancora giovane ancora il cinema, d'altra parte Hollywood era brutale nelle spegnere giovani promesse, a 40 anni si era messi nel dimeticatoio.
[-]
|
|
|
[+] lascia un commento a samanta »
[ - ] lascia un commento a samanta »
|
|
d'accordo? |
|
|
|
elgatoloco
|
giovedì 8 marzo 2018
|
sirk grande regista
|
|
|
|
Nonostante la canea retorica sulla guerra, da un lato considerata terribile, dall'altra considerata come necessaria, e il fatto di considerare la guerra di Corea un fatto di civilità e liberazione dal"barbaro comunismo"invece che un brutale atto di imperialismo cinico e demolitore, "Battle Hymn"(1957)di Douglas Sirk è un grande film, dove il grande regista tedesco, quasi certamente fin dall'inizio antinazista(sposò un'attrice ebrea), dimostra la sua grandezza ancora una volta, quasi applicando il suo"white melodrama"al film bellico, al film di impatto retorico e il risultato è comunque notevolissimo, con un Rock Hudson, che impersona "l'eroe di guerra"(purtroppo con tanto di "Glory, Glory Halleluja"esibito a ogni piè sospinto, persino fatto cantare dai bambini coreani), più tormentato del solito, con Hess(nulla a che vedere con Rudolf, buena suerte e neppure con Moses, che invece sarebbe molto meglio-era un pensatore ebreo della"sinistra hegeliana")che fa, per un certo tempo, persino il pastore, tornando poi(con altro spirito)alla guerra, quella di Corea(1950).
[+]
Nonostante la canea retorica sulla guerra, da un lato considerata terribile, dall'altra considerata come necessaria, e il fatto di considerare la guerra di Corea un fatto di civilità e liberazione dal"barbaro comunismo"invece che un brutale atto di imperialismo cinico e demolitore, "Battle Hymn"(1957)di Douglas Sirk è un grande film, dove il grande regista tedesco, quasi certamente fin dall'inizio antinazista(sposò un'attrice ebrea), dimostra la sua grandezza ancora una volta, quasi applicando il suo"white melodrama"al film bellico, al film di impatto retorico e il risultato è comunque notevolissimo, con un Rock Hudson, che impersona "l'eroe di guerra"(purtroppo con tanto di "Glory, Glory Halleluja"esibito a ogni piè sospinto, persino fatto cantare dai bambini coreani), più tormentato del solito, con Hess(nulla a che vedere con Rudolf, buena suerte e neppure con Moses, che invece sarebbe molto meglio-era un pensatore ebreo della"sinistra hegeliana")che fa, per un certo tempo, persino il pastore, tornando poi(con altro spirito)alla guerra, quella di Corea(1950). Ma è nelle parti intimistiche, "sentimentali", il rapporto con i bambini e la dolce istitutrice, che Sirk e Hudson danno il meglio di sé, dove anche Martha Hyer dà il meglio di sé, come anche Dan Duryea, nella parte di un sergente"beffardo"quando può... La componente comica, in ogni film americano(di genere western, di guerra, di spionaggio o altro genere)c'è sempre e in genere"funziona". Un ulteriore motivo per recuperare in pieno Douglas Sirk, grande autore, per anni bistrattato come pochi, da critici ingenerosi come anche spesso improvvisati. El Gato
[-]
|
|
|
[+] lascia un commento a elgatoloco »
[ - ] lascia un commento a elgatoloco »
|
|
d'accordo? |
|
|
|