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figliounico
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mercoledì 30 novembre 2022
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un sonoro insopportabile
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Esordio incerto e farraginoso di Balaguerò che diventerà poi un maestro degli horror iberici con la serie dei Rec e un piccolo gioiello come Bed Time. La trama è confusa, artificiosamente complicata, troppo cerebrale e arzigogolata per coinvolgere lo spettatore. Per essere un thriller delude per la totale assenza di suspense. Un sonoro insopportabile e soltanto nella versione doppiata in italiano rende il film inguardabile. Al posto della colonna sonora c’è un rumore ininterrotto di sottofondo, un traffico perenne di camion e auto all’ora di punta, che copre le voci e rende incomprensibili la maggior parte dei dialoghi. Il plot, incentrato su una setta satanica, ritornerà molto simile tre anni dopo, riveduto e corretto, nel meglio riuscito Darkness, e senza il traffico.
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toty bottalla
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giovedì 15 gennaio 2015
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thriller lento, confuso e noioso!
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Più di cento minuti di noia, un film dalla sceneggiatura dilettantistica, dialoghi da soap opera e recitazione scadente, una storia raccontata così male che dopo un pò ne hai già abbastanza, produzione spagnola inadeguata, lo stesso film di stampo usa sarebbe stato un'altra cosa, horror thriller da dimenticare! Saluti.
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onufrio
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giovedì 17 aprile 2014
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la figlioletta scomparsa
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Opera prima del regista spagnolo Balaguerò, colui che in seguito, negli anni a venire ha dato vita alla saga di REC. Maestro dell'Horror spagnolo, nella sua prima pellicola la storia lascia un pò a desiderare, l'alone di mistero diventa noia dietro a degli attori poco credibili ed un finale davvero deludente.
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_melindo__
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lunedì 4 aprile 2011
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thriller oscuro e angosciante sul male
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Un buon film sulla ricerca della pura essenza del male. Non manca di tensione e, perchè no, paura. Gli attori sono molto bravi, soprattutto Emma Vilarasau, molto calata nella parte, che sa rendere bene il dolore di una madre che ha perso una figlia. Film stupendo!
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yagulino
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martedì 22 settembre 2009
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io non ne direi troppo male
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Stiamo parlando di un film che con, un badget limitato, regala una storia non scontata ma anzi avvincente e piena di attesa. Le scene finali del film rimandano all'abilità dei maestri del piccolo spazo come fu a suo tempo Sam Raimi. Una tale abilità fotografica, incolla lo spettatore alla sedia.
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dian71cinema
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domenica 30 agosto 2009
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film scadente.. chiamato anche b-movie
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IN REALTA' QUESTO FILM APPARTIENE A FILM DI CATEGORIA C. MAL DIRETTO, MAL MONTATO, LA TRAMA E' COMPLESSA SIAMO DACCORDO MA MAL SVILUPPATA AL PUBBLICO. MOLTE SCENE NON SONO APPROFONDITE.. LA SCELTA DELLA SCENEGGIATURA E' DAVVERO AI LIMITI DI UN SENSO LOGICO..CERTAMENTE E' UN FILM DI GENERE HORROR..MA PUR NELL'ASSURDITA' DELLA SITUAZIONE MARTYRS (CHE RAPPRESENTA UN ESEMPIO DI FILM HORROR DELL'ASSURDO..E' ALMENO BEN COSTRUITO..). QUI VIOLENZA O EFFETTI SPLATTER NON SONO PRESENTI..L'UNICO ARGOMENTO CENTRALE DEL FILM E' SULLA TENSIONE E DISPERAZIONE DELLA MADRE (BUONA L'INTERPRETAZIONE)..MA GLI ELEMENTI STRUTTURALI DI QUESTO FILM RESTANO SI BASANO SU QUESTO UNICO ELEMENTO CHE DOPO UN PO' ANNOIA LO SPETTATORE.
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IN REALTA' QUESTO FILM APPARTIENE A FILM DI CATEGORIA C. MAL DIRETTO, MAL MONTATO, LA TRAMA E' COMPLESSA SIAMO DACCORDO MA MAL SVILUPPATA AL PUBBLICO. MOLTE SCENE NON SONO APPROFONDITE.. LA SCELTA DELLA SCENEGGIATURA E' DAVVERO AI LIMITI DI UN SENSO LOGICO..CERTAMENTE E' UN FILM DI GENERE HORROR..MA PUR NELL'ASSURDITA' DELLA SITUAZIONE MARTYRS (CHE RAPPRESENTA UN ESEMPIO DI FILM HORROR DELL'ASSURDO..E' ALMENO BEN COSTRUITO..). QUI VIOLENZA O EFFETTI SPLATTER NON SONO PRESENTI..L'UNICO ARGOMENTO CENTRALE DEL FILM E' SULLA TENSIONE E DISPERAZIONE DELLA MADRE (BUONA L'INTERPRETAZIONE)..MA GLI ELEMENTI STRUTTURALI DI QUESTO FILM RESTANO SI BASANO SU QUESTO UNICO ELEMENTO CHE DOPO UN PO' ANNOIA LO SPETTATORE.. PRIVO DI AZIONE RESTA QUINDI UN FILM MAL REALIZZATO.. PRIVO DI IDEE ANCHE NELL'UNICO ELEMENTO CHE ANDAVA DA SVILUPPARE..ABBASTANZA PREVEDIBILE IL FINALE ANCHE SE NON VOGLIO AGGIUNGERE PARTICOLARI.. GLI ULTIMI DUE MINUTI INVECE DEL FILM SINCERAMENTE LI TROVO ALQUANTO RIDICOLI..CERCARE DI DARE UN COLPO DI SCENA FORTE PER ABBANDONARE LO SPETTATORE CON LA CONVINZIONE DI AVERE FATTO CENTRO.. RISULTA INVECE UN VERO BUCO NELL'ACQUA QUESTO FILM CULLATO SOLO DA UNA PIACEVOLE COLONNA SONORA DEL MAGICO SUONO DEL PIANOFORTE E DELLA BUONA INTERPRETAZIONE DELLA PROTAGONISTA..MA NON E' SUFFICIENTE AFFATTO.. IL FILM NON RAGGIUNGE LA MEDIOCRITA'. VOTO 4
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(di yagulino)
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matteo m
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giovedì 12 marzo 2009
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da rivalutare
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credo che non sia un brutto film tiene la tensione per buona parte del film,poi il finale magari è un pò caricato ma per questo non è un film da buttare via.da rivalutare
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maspi
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venerdì 18 luglio 2008
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fantastico!
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Il film procede volutamente lento nella prima parte, dove vengono presentati i personaggi, le loro storie dolorose, e dove si comincia ad intravedere il punto centrale, cioè la rivelazione della setta dei senza nome e delle loro raccapriccianti pratiche. Vengono disseminati indizi che, senza fretta, porteranno alla disclusione della verità nascosta. Nella seconda parte e soprattutto nel finale il ritmo si fa più mosso, la tensione aumenta proporzionalmente al crescere delle possibilità di ritrovare la bambina, fino ad un finale davvero agghiacciante, che mette i brividi e rimane indelebilmente impresso nella memoria: l'apoteosi del dolore, l'inimmaginabile atrocità che diventà realtà, tanto più cruda e straziante quando più pura ed infantile.
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Il film procede volutamente lento nella prima parte, dove vengono presentati i personaggi, le loro storie dolorose, e dove si comincia ad intravedere il punto centrale, cioè la rivelazione della setta dei senza nome e delle loro raccapriccianti pratiche. Vengono disseminati indizi che, senza fretta, porteranno alla disclusione della verità nascosta. Nella seconda parte e soprattutto nel finale il ritmo si fa più mosso, la tensione aumenta proporzionalmente al crescere delle possibilità di ritrovare la bambina, fino ad un finale davvero agghiacciante, che mette i brividi e rimane indelebilmente impresso nella memoria: l'apoteosi del dolore, l'inimmaginabile atrocità che diventà realtà, tanto più cruda e straziante quando più pura ed infantile. Complice una fotografia al contempo cupa ed algida, il film è a mio giudizio davvero molto bello e di effetto, certo richiede concentrazione per essere adeguatamente seguito, perchè, come dicevo, la prima parte è volutamente pesante, ma è indispensabile per immergersi nella psicologia dei personaggi, in particolare della protagonista, straziata dal dolore ed al contempo ancora speranzosa di ritrovare una felicità che alla fine le sarà brutalmente negata, realizzando la possibilità del puro dolore attraverso un atto di sacrificio supremo. Il bello è che il film finisce qui, e lascia alla nostra immaginazione il compito di prefigurarsi cosa può esserci oltre: questo è un grande pregio, perchè la scena finale non solo non si dimentica, ma inevitabilmente porta alla riflessione su quali potrebbero essere le conseguenze di quel gesto, dettato dalla disperazione o da una lucida follia?
Un film, in conclusione, che vale davvero la pena di vedere: c'è meno tensione e paura che in Darkness, ma la valorizzazione degli aspetti psicologici ed umani dei personaggi in contrapposizione alla spersonalizzazione già suggerita dal titolo è davvero notevole.
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