Presentato in anteprima alle recenti giornate del FuoriCinema di Milano e in uscita nelle sale il 29 ottobre, Dio ride di Giovanni Veronesi affronta un tema ambizioso e potenzialmente fertile: il rapporto tra fede, libertà e autorità. Un terreno nel quale la dimensione spirituale si confronta con quella del potere e nel quale la religione, da esperienza intima e spontanea, rischia di trasformarsi in struttura e istituzione.
Il confronto tra Leopoldo da Casamacchia (Pierfrancesco Favino) e il cardinale Maculani (Silvio Orlando) dà corpo a questa contrapposizione. I due interpreti incarnano, più che semplicemente due personaggi, due modi di intendere la fede: da una parte una spiritualità istintiva, libera e profondamente legata alla natura; dall'altra un'autorità religiosa sempre più condizionata dalle proprie gerarchie e dal rapporto con il potere.
[+]
Presentato in anteprima alle recenti giornate del FuoriCinema di Milano e in uscita nelle sale il 29 ottobre, Dio ride di Giovanni Veronesi affronta un tema ambizioso e potenzialmente fertile: il rapporto tra fede, libertà e autorità. Un terreno nel quale la dimensione spirituale si confronta con quella del potere e nel quale la religione, da esperienza intima e spontanea, rischia di trasformarsi in struttura e istituzione.
Il confronto tra Leopoldo da Casamacchia (Pierfrancesco Favino) e il cardinale Maculani (Silvio Orlando) dà corpo a questa contrapposizione. I due interpreti incarnano, più che semplicemente due personaggi, due modi di intendere la fede: da una parte una spiritualità istintiva, libera e profondamente legata alla natura; dall'altra un'autorità religiosa sempre più condizionata dalle proprie gerarchie e dal rapporto con il potere. È un “duello” sulla carta stimolante, capace di aprire interrogativi interessanti, ma che sullo schermo non trova sempre la forza necessaria per trasformare le proprie premesse in un racconto davvero incisivo.
Il problema principale di Dio ride è infatti un eccesso di esplicitazione. Veronesi tende a sottolineare con insistenza ciò che le immagini potrebbero suggerire autonomamente, spiegando significati ed emozioni invece di affidarsi alla capacità evocativa del cinema. La retorica diventa così troppo evidente e una colonna sonora spesso invadente accompagna, e talvolta anticipa, quello che lo spettatore dovrebbe provare. Ne deriva una narrazione che lascia poco spazio all'ambiguità, al silenzio e alla possibilità di interpretare.
È significativo, allora, che alcuni dei momenti migliori arrivino proprio quando il film smette di spiegare e comincia semplicemente a mostrare. La natura rappresenta una delle sue dimensioni più riuscite: boschi, campagne e paesaggi restituiscono la bellezza e costruiscono un efficace contrasto con un mondo progressivamente deturpato dall'uomo e dalle istituzioni. L'incipit naturalistico con Paolo Rossi è, in questo senso, uno dei passaggi più felici della pellicola, perché riesce a comunicare attraverso le immagini ciò che altrove viene affidato alle parole.
Anche la ricostruzione storica, invece, sembra scontare in alcuni momenti i limiti delle risorse produttive, lasciando emergere una distanza tra l'ampiezza del progetto e la sua effettiva realizzazione. Non è tanto una questione di ambizione, quanto di equilibrio: Dio ride sembra avere spesso idee più grandi degli strumenti con cui riesce a tradurle sullo schermo.
Il risultato è quindi un film interessante soprattutto per ciò che prova a mettere in discussione, meno convincente per il modo in cui sceglie di farlo. Il confronto tra Favino e Orlando conserva un indubbio potenziale, così come restano alcuni momenti visivamente riusciti e un nucleo tematico capace di stimolare la riflessione. Ma le buone intenzioni non bastano sempre a dare forza al racconto.
Dio ride sembra sapere con chiarezza cosa vuole dire, ma non sempre trova il modo cinematograficamente più efficace per dirlo. E quando un film insiste nel sottolineare il proprio significato, rischia di togliere allo spettatore proprio ciò che il cinema dovrebbe lasciargli: lo spazio per scoprirlo da solo.
[-]