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siebenzwerg
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giovedì 18 dicembre 2025
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un viaggio nella notte buia dell''anima
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La prima cosa da dire è che un film ispirato ma duro, non certo un film da popcorn. Parte come un film sul lutto, ma poi via via apre squarci di dolore per il rifiuto della propria fragilità, fino a scoprire nel protagonista (Benedict Cumberbatch) una realtà interiore da incubo per attraversare l'abulia, la disperazione, il delirio, la tenerezza e infine la riscoperta della vita. È un incredibile viaggio allucinato nella "notte buia dell'anima", condotto da una mano che evidentemente conosce ciò di cui parla, perché niente è messo a caso. Da mattatore, Cumberbatch regge tutto su di sé e gli va dato merito di riuscire nel difficile compito rendere credibili emotivamente situazioni al limite del grottesco e della follia, tra la paura e il pianto, tra le visioni e le situazioni reali che lo tormentano.
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La prima cosa da dire è che un film ispirato ma duro, non certo un film da popcorn. Parte come un film sul lutto, ma poi via via apre squarci di dolore per il rifiuto della propria fragilità, fino a scoprire nel protagonista (Benedict Cumberbatch) una realtà interiore da incubo per attraversare l'abulia, la disperazione, il delirio, la tenerezza e infine la riscoperta della vita. È un incredibile viaggio allucinato nella "notte buia dell'anima", condotto da una mano che evidentemente conosce ciò di cui parla, perché niente è messo a caso. Da mattatore, Cumberbatch regge tutto su di sé e gli va dato merito di riuscire nel difficile compito rendere credibili emotivamente situazioni al limite del grottesco e della follia, tra la paura e il pianto, tra le visioni e le situazioni reali che lo tormentano. Questo film può essere visto anche come la rappresentazione visiva di un continuo dialogo/combattimento interiore per attraversare il tunnel del lutto, incluse le tentazioni autodistruttive, e uscirne rigenerati. Si può intuire che la sceneggiatura è tratta da un romanzo per la profondità del tema, ma il linguaggio filmico fortemente visivo non ne risente affatto.
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antonio andrea miriello
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martedì 16 dicembre 2025
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film molto sottovalutato, consigliatissimo
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Mi dispiace leggere voti che ritengo assolutamente inopportuni. Il film non ? per tutti, non per questo non bisogna cercare di capirlo. Ho appena finito di vedere L?ombra del corvo e sento il bisogno di consigliarlo con convinzione. ? un film che non si limita a raccontare una storia, ma accompagna lo spettatore in un percorso di consapevolezza profonda sul dolore, sulla perdita e su ci? che accade dentro di noi quando la vita viene segnata da un evento tragico.
Il Corvo diventa la personificazione di un dolore che all?inizio rifiutiamo: ? scomodo, fastidioso, persino disturbante, proprio come lo ? il lutto quando irrompe nella nostra quotidianit?. Eppure, il film ci invita con delicatezza a comprendere che quella presenza, anzich? essere respinta, va riconosciuta e attraversata.
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Mi dispiace leggere voti che ritengo assolutamente inopportuni. Il film non ? per tutti, non per questo non bisogna cercare di capirlo. Ho appena finito di vedere L?ombra del corvo e sento il bisogno di consigliarlo con convinzione. ? un film che non si limita a raccontare una storia, ma accompagna lo spettatore in un percorso di consapevolezza profonda sul dolore, sulla perdita e su ci? che accade dentro di noi quando la vita viene segnata da un evento tragico.
Il Corvo diventa la personificazione di un dolore che all?inizio rifiutiamo: ? scomodo, fastidioso, persino disturbante, proprio come lo ? il lutto quando irrompe nella nostra quotidianit?. Eppure, il film ci invita con delicatezza a comprendere che quella presenza, anzich? essere respinta, va riconosciuta e attraversata. Solo cos? pu? trasformarsi in uno strumento di crescita e non in un peso che paralizza.
L?ombra del corvo offre quindi qualcosa di prezioso a chi desidera arricchire il proprio sapere personale e culturale: non risposte semplici, ma una chiave di lettura matura sugli eventi tragici della vita e sul modo in cui essi possono, col tempo, ridefinire la nostra identit?. ? un film che lascia traccia, perch? educa alla complessit? del dolore e alla possibilit? di continuare a vivere senza negarlo.
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