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fabriziog
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martedì 10 febbraio 2026
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misery in salsa crusoe
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L’autentico genere horror nasce e muore negli anni ’70 con un prologo negli anni ’60 ed epigoni dagli anni ’80 in poi, epigoni sempre più zuppi di sangue, mutilazioni e truculenza e sempre più scarsi di trama, attese e tremori.
Sam Raimiè un regista cult del genere horror e fantastico e per anni ha abbracciato la Marvel con la produzione su Spider Man.
L’ultimo suo lavoro “Send help” non è certamente un “film di paura” avvicinandosi invero alla filmografia attinta da alcune opere di Stephen King come “Misery non deve morire”.
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L’autentico genere horror nasce e muore negli anni ’70 con un prologo negli anni ’60 ed epigoni dagli anni ’80 in poi, epigoni sempre più zuppi di sangue, mutilazioni e truculenza e sempre più scarsi di trama, attese e tremori.
Sam Raimiè un regista cult del genere horror e fantastico e per anni ha abbracciato la Marvel con la produzione su Spider Man.
L’ultimo suo lavoro “Send help” non è certamente un “film di paura” avvicinandosi invero alla filmografia attinta da alcune opere di Stephen King come “Misery non deve morire”.
L’ambientazione su un’isola deserta dopo un tragico incidente aereo risulta essere un buon cocktail fra Robinson Crusoe, “Cast away”, “L’isola del dottor Moreau” e “King Kong”, insieme a tutta la cinematografia avente come set uno spazio misterioso e apparentemente disabitato in mezzo all’oceano, con storie di naufraghi e di abbandono nella solitudine e nell’infinito.
Un po' Adamo ed Eva e un po' “Paredise” “Send Help” si fa vedere, con alcuni tratti trash e qualche comparsata della poetica splatter tarantiniana.
La morale si evidenzia dalla mutazione situazionale della protagonista (Rachel McAdams), da “sfigata” ma geniale dipendente di una grande società americana, sfruttata e denigrata per la sgradevolezza dell’aspetto ed i modi impacciati e maldestri, a dominatrice del proprio “capo” (Dylan O'Brien), incapace, tracotante e molto sleale.
Fabrizio Giulimondi
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fabal
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lunedì 9 febbraio 2026
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troppi dej? vu
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Linda spera nella promozione a vicepresidente nella società finanziaria per la quale lavora. Purtroppo, però, il titolare muore e a lui subentra il figlio che ha altri piani e che, per giunta, è disgustato dall'aspetto trasandato di Linda. Durante un viaggio di lavoro l'aereo precipita e i due, unici sopravvissuti, si trovano a convivere su un'isola deserta.
Il primo quarto d'ora ha la spigliatezza di un b-movie pomeridano, una commedia sulla trasformazione del brutto anatroccolo in power girl. Le poche note horror che subentrano a partire dal disastro aereo non vanno oltre qualche canonico jumpscare, di cui solo un paio colgono davvero di sorpresa.
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Linda spera nella promozione a vicepresidente nella società finanziaria per la quale lavora. Purtroppo, però, il titolare muore e a lui subentra il figlio che ha altri piani e che, per giunta, è disgustato dall'aspetto trasandato di Linda. Durante un viaggio di lavoro l'aereo precipita e i due, unici sopravvissuti, si trovano a convivere su un'isola deserta.
Il primo quarto d'ora ha la spigliatezza di un b-movie pomeridano, una commedia sulla trasformazione del brutto anatroccolo in power girl. Le poche note horror che subentrano a partire dal disastro aereo non vanno oltre qualche canonico jumpscare, di cui solo un paio colgono davvero di sorpresa. Il pregio di Send Help è riuscire nell'intento di mantenere una certa scanzonatura da humor nero, legittimando anche lo spatter e un taglio volutamente kitsch dei grossolani effetti (non molto) speciali. Il ritmo fila, l'allegoria sul rapporto di forza tra classi (e sessi) sociali è forse banale ma tiene in sospeso lo spettatore su due fronti: non sa bene da che parte stare - con Linda finché non la combina troppo grossa ma poi la storia si ripete con Bradley – e non sa cosa aspettarsi da un finale raggiunto per esasperazione.
Il difetto sta nella scelta della location, la solita isola deserta, luogo di prevedibilissime catarsi già esplorate allo sfinimento dal cinema e dalle serie tv. Su Send Help grava un pesante senso di dejà vù che non fa che stimolare lo spettatore a ricordarsi dove ha già visto una tal cosa: oltre a Cast away molti riferimenti rimandano a Lost e soprattutto, all'ultima mezz'ora di Triangle of Sandness di Östlund. Inevitabile, dunque, cadere in un meccanicismo che annovera, per gradi, tutte le tappe della sopravvivenza: la ricerca di un riparo, la caccia a un cinghiale in una pessima CGI, la tentata fuga in zattera, la reciproca diffidenza dei protagonisti. Obbligato a fare i conti con queste situazioni schematiche, Send Help si ingarbuglia da solo, sacrificando la sua grottesca originalità in favore del cliché.
La bravissima Rachel Mc Adams, perfetta nel passare dalla sciatta impiegata all'avventuriera psicopatica, è la nota migliore del film. Il resto è così così.
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imperior max
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lunedì 2 febbraio 2026
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"non scambiare la mia gentilezza per debolezza", disse lei...!
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(Le stelle sarebbero 4,5/5 stelle) SEND HELP.
Cosa succederebbe se si togliesse praticamente ogni filtro al femminismo moderno? Verrebbe fuori l?ultimo film di Sam Raimi con tutta la sua poetica scenica e concettuale che non vedevamo da Drag Me to Hell, praticamente scomparsa con Doctor Strange nel Multiverso della follia. Ma andiamo con ordine.
In una compagnia dedita a strategie e pianificazioni aziendali la nostra tanto promettente e talentuosa quanto particolare e trasandata Linda Liddle si vedr? scivolare di mano la possibilit? di una promozione a vicepresidente, nonostante la promessa del suo capo che ? venuto a mancare. Tale decisione ? presa dal figlio narcisista e incompetente Bradley Preston, succeduto come neopresidente, che non vede alcuna capacit? in Linda in quanto appunto apparentemente fuori posto in mezzo ad altri colleghi di bell?aspetto e opportunisti fino a fare carte false.
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(Le stelle sarebbero 4,5/5 stelle) SEND HELP.
Cosa succederebbe se si togliesse praticamente ogni filtro al femminismo moderno? Verrebbe fuori l?ultimo film di Sam Raimi con tutta la sua poetica scenica e concettuale che non vedevamo da Drag Me to Hell, praticamente scomparsa con Doctor Strange nel Multiverso della follia. Ma andiamo con ordine.
In una compagnia dedita a strategie e pianificazioni aziendali la nostra tanto promettente e talentuosa quanto particolare e trasandata Linda Liddle si vedr? scivolare di mano la possibilit? di una promozione a vicepresidente, nonostante la promessa del suo capo che ? venuto a mancare. Tale decisione ? presa dal figlio narcisista e incompetente Bradley Preston, succeduto come neopresidente, che non vede alcuna capacit? in Linda in quanto appunto apparentemente fuori posto in mezzo ad altri colleghi di bell?aspetto e opportunisti fino a fare carte false. Essendo per? lei di carattere e stufa di continue indifferenze e prese in giro alle sue spalle e rinfacciandogli la cosa, Bradley si convince a darle una possibilit? con un viaggio di lavoro a Bangkok per un?acquisizione aziendale con altri colleghi.
Durante il volo l?aereo ha una grossa avaria per un bruttissimo maltempo e si schianta in mare vicino ad un?isola tropicale sperduta. Linda e Bradley rimangono gli unici sopravvissuti e nel sostenersi sia a vicenda che individualmente si vedranno in corso d?opera le loro parti sempre pi? invertite rivelando la loro vera natura tra dissapori, trascorsi rivelati e sassolini nelle scarpe tirati fuori.
Ritorna appunto Sam Raimi in splendida forma e non soltanto con la sua tecnica che anche nei suoi film meno riusciti o pi? su commissione ? sempre di alto livello. Dai suoi tipici movimenti di macchina in soggettiva distorta e sbilenca, la voglia dark e gotica di alcune scene e al ?kitsch? nella violenza cartoonesca e nello spauracchio, qui si va? ancora pi? oltre. Una grandiosit? nel rendere ampi spazi paesaggistici dell?isola tropicale bella tangibile all?improvviso sempre pi? ristretti tanto da dare una sensazione pi? da survival movie circondati da una giungla, una spiaggia, una grotta o una scogliera pronte a ingoiare lo spettatore. Con la profondit? di campo dei primi piani e dei riquadri atti ad evidenziare particolari neanche scontati sia a fuoco che addirittura fuori fuoco. Una fotografia pi? elaborata nel rendere chiari i colori della natura, ma pronta ad esaltare quelli pi? d?impatto quali i rossi del sangue pi? viscerale, gli azzurri del mare pi? profondo e del nero della notte pi? oscura. Danny Elfman ritorna alla colonna sonora accompagnando le scene nelle situazioni pi? tese, spaventose, thriller e con il giusto accenno di gotico nelle parti pi? grottesche.
Un montaggio senza praticamente tempi morti e ben tagliato nei raccordi e donando un ritmo alla tensione, all?azione e ai dialoghi. Inutile dire che non mancano la violenza, gli spruzzi di sangue e la voglia trash, ma mai kitsch grazie alla messinscena grottesca e dal giusto spessore di grande ironia divertente ormai diventata marchio di fabbrica di Raimi dal primo Evil Dead. Giusto un tocco di cgi in alcune scene di caccia al cinghiale e visioni oniriche, ma per il resto ? tutta un?artigianalit? coi fiocchi. Pi? che splendida Rachel McAdams con una Linda credibile sia quando ? sopra le righe che nei momenti pi? folli e posati e non sembra neanche portarli quei 47 anni di et?, Dylan O'Brien ha la giusta e perfetta faccia da culo con Bradley Preston e sorprendentemente coinvolgente in due o tre punti abbastanza tesi.
La storia potrebbe ricordare per ambientazioni e trama Cast Away o addirittura Travolti da un insolito destino nell'azzurro mare d'agosto, ma laddove nel primo si sopravviveva preservando brandelli di umanit? e lucidit? e nel secondo era nell?insieme la perfetta metafora storico-politica di lotta tra capitalismo e comunismo, in Send Help si sceglie un po? la via di mezzo con toni pi? grotteschi da noir comedy con tinte thriller horror per poi sviare verso una perversit? sempre pi? lacerante. Una Linda apparentemente insicura, un po? impacciata ed estrosa, ma comunque in gamba, intelligente e laboriosa e sempre sottovalutata dai colleghi, soprattutto da uomini spocchiosi, doppiogiochisti, stronzi, maschilisti e coglioni. E una volta sull?isola i ruoli si ribalteranno mostrando Linda molto pi? decisa, risolutiva, ingegnosa e combattiva nell?accamparsi, costruire utensili di legno, cocco, canne di bamb?, esplorare l?isola, andare a caccia e a pesca mentre Bradley semplicemente un disadattato, viziato, ferito e molto meno capace di lei a fare tutto. Sicuramente ci sono dispute, battibecchi, raggiri e grossi divari di potere e valori tra di loro che mettono Linda in una posizione di grandissimo vantaggio rispetto a Bradley per poi dover convivere, dividere i compiti, collaborare e compensare pregi e difetti con insegnamenti e dialoghi per dare spessore e background ai due personaggi. Non mancher? una bella scena di alta tensione con Linda che praticher? un gran bel monito manipolatorio a Bradley difficile da dimenticare.
Ad un certo punto per? gli sceneggiatori si accorgono di un bivio molto importante: sceglieranno di tenere i personaggi s? con dei trascorsi comprensibili, ma che cresceranno a tal punto da farli evolvere oppure di decostruirli nella maniera pi? bastarda, viscida, truculenta, degenerata e intricata possibile?! Beh, conoscendo Raimi si opter? nell?inserirci anche un colpo di scena che risponder? a un bel po? di dubbi e che metter? in luci diverse e squadrettate sia Linda che Bradley, fino ad un finale non proprio del tutto consolatorio.
Ed ? forse nel finale che si intravede una situazione forse un po? buttata l? e affrettata, ma quella beffarda rottura della quarta parete nell?ultima inquadratura non lascer? la cosa troppo scontata e senza riflessioni.
Ah, un quadro appeso nello sfondo forse vi far? morire dal ridere, sperando che sia anche scaramantico?!
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teto vignola
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domenica 1 febbraio 2026
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quando sam raimi fa il sam raimi...
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Film brillante, con continui cambi di registro e mescolamento di generi. Eccessivo, sarcastico e irriverente. Fa manifestamente eco a triangle of sadness. Ma reinventando l'idea la riesce ad elaborare con molta pi? incisivit?. In alcuni punti la commedia non riesce fino in fondo. Nel complesso un film che restituisce a Raimi tutta la sua libert? delle origini. Sam Raimi, lontano dalla Marvel, sa fare ancora il Sam Raimi. Da vedere, anche se non ? un film per tutti.
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john rudy
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sabato 31 gennaio 2026
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poteva essere ma non ? stato
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Poteva essere un buon film, mi aspettavo un Cast Away in due, invece la seconda parte del film ? stata priva di idee che avessero un senso, finito molto peggio di quello che la critica letta qui, mi aveva fatto sperare. Imparer? a non dare troppo peso a Mymovies.
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