Buona l'idea di seguire l'evoluzione dell'Italia nel '900 (1917-1978) narrando le vicende di tre generazioni di una famiglia. I singoli esponenti della terza generazione risultano però meno focalizzati e il regista confida sulla solida memoria dello spettatore per ricordare le caratteristiche di ognuno di essi. Un po' semplicistico il risvolto di far risalire al capostipite Maurizio il "peccato originale" dell'indecisione e del ripensamento, e a sua moglie il merito redentore della riaggregazione familiare e della saggezza spicciola. L'adesione dei singoli a "ideologie" di massa è ridicolizzata: vedi la fede trasformata in bigottismo deludente e la "coerenza cristiana" di una madre che abbandona suo figlio per aiutare i derelitti lontani; vedi l'idea di comunismo, prima intesa monoliticamente (con gigantografia di Stalin in una sezione del PCI degli anni '70), poi repentinamente dismessa da un protagonista.
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Buona l'idea di seguire l'evoluzione dell'Italia nel '900 (1917-1978) narrando le vicende di tre generazioni di una famiglia. I singoli esponenti della terza generazione risultano però meno focalizzati e il regista confida sulla solida memoria dello spettatore per ricordare le caratteristiche di ognuno di essi. Un po' semplicistico il risvolto di far risalire al capostipite Maurizio il "peccato originale" dell'indecisione e del ripensamento, e a sua moglie il merito redentore della riaggregazione familiare e della saggezza spicciola. L'adesione dei singoli a "ideologie" di massa è ridicolizzata: vedi la fede trasformata in bigottismo deludente e la "coerenza cristiana" di una madre che abbandona suo figlio per aiutare i derelitti lontani; vedi l'idea di comunismo, prima intesa monoliticamente (con gigantografia di Stalin in una sezione del PCI degli anni '70), poi repentinamente dismessa da un protagonista. Viene privilegiato il postulato, proprio del terzo millennio, che la scelta individuale è sempre apprezzabile, con l'esempio di un amore omofilo, prima contrastato e poi accettato nel finale. Insomma una serie di genitori che non sanno fare i genitori e di figli che risentono del "peccato originale". Una nota positiva sono le ambientazioni nei vari decenni che fanno rivisitare gli ambienti e i loro mutamenti. Il ricomponimento finale della famiglia soddisfa l'happy end, ma contrasta sul piano narrativo proprio con la primazia assegnata alle scelte singole. Insomma può valere per la saga familiare un famoso incipit: "Ogni famiglia infelice, è infelice a modo suo".
Giorpaolo
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