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cbianchi88
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mercoledì 26 novembre 2025
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aggro dr1ft: harmony korine allo stato puro
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In AGGRO DR1FT Harmony Korine immagina un mondo decadente in cui l’assassino è ormai una figura socialmente accettata, quasi un cavaliere moderno. Il protagonista rientra a casa come un eroe medievale, accolto dalla famiglia e avvolto nel suo giubbotto antiproiettile-armatura: un’immagine che definisce l’intero universo del film.
Dopo la rinascita creativa di The Beach Bum, Korine si conferma uno dei registi americani più “europei” in circolazione, costruendo un’epica sorprendentemente semplice (quasi ingenua), dove i cavalieri combattono draghi trasfigurati in ghouls rapper.
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In AGGRO DR1FT Harmony Korine immagina un mondo decadente in cui l’assassino è ormai una figura socialmente accettata, quasi un cavaliere moderno. Il protagonista rientra a casa come un eroe medievale, accolto dalla famiglia e avvolto nel suo giubbotto antiproiettile-armatura: un’immagine che definisce l’intero universo del film.
Dopo la rinascita creativa di The Beach Bum, Korine si conferma uno dei registi americani più “europei” in circolazione, costruendo un’epica sorprendentemente semplice (quasi ingenua), dove i cavalieri combattono draghi trasfigurati in ghouls rapper. Bo diventa così un San Giorgio postmoderno, un padre disilluso che affronta il nulla del presente come un mostro mitologico.
Il film è un vero guanto di sfida: Korine ingloba neon che né Refn né Noé hanno mai saputo maneggiare così, l’antitrama radicale del Lynch di Inland Empire, l’estetica vaporwave, le cutscene dei videogiochi, il linguaggio dei videoclip rap e un uso spiazzante dell’IA che deforma continuamente l’immagine, suggerendo che viviamo in una realtà ormai procedurale.
Tutto questo senza perdere identità: AGGRO DR1FT è Korine allo stato puro, un punto d’incontro tra Trash Humpers e Spring Breakers, con la solita tendenza a calcare la mano sulla satira, unico vero limite del film. L’uso della termocamera spinge l’opera in una dimensione di “post-realtà” dove l’avanguardia sembra finalmente trovare nuova carne, pur lasciando un interrogativo: chi avrà il coraggio di seguire questa strada?
Come nelle migliori tracce shoegaze, che sotto il wall of sound nascondono melodie classiche, anche qui la sperimentazione più estrema rivela un impianto sorprendentemente semplice. E questa è la vittoria di Korine: dimostrare che, dentro il caos del presente, c’è ancora spazio per un cinema capace di cambiare le regole del gioco.
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cbianchi88
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mercoledì 26 novembre 2025
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aggro dr1ft: korine allo stato puro
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In "AGGRO DR1FT" Harmony Korine immagina un mondo decadente in cui l?assassino ? ormai una figura socialmente accettata, quasi un cavaliere moderno. Il protagonista rientra a casa come un eroe medievale, accolto dalla famiglia e avvolto nel suo giubbotto antiproiettile-?armatura: un?immagine che definisce l?intero universo del film. Dopo la rinascita creativa di "The Beach Bum", Korine si conferma uno dei registi americani pi? ?europei? in circolazione, costruendo un?epica sorprendentemente semplice (quasi ingenua), dove i cavalieri combattono draghi trasfigurati in ghouls rapper. Bo diventa cos? un San Giorgio postmoderno, un padre disilluso che affronta il nulla del presente come un mostro mitologico.
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In "AGGRO DR1FT" Harmony Korine immagina un mondo decadente in cui l?assassino ? ormai una figura socialmente accettata, quasi un cavaliere moderno. Il protagonista rientra a casa come un eroe medievale, accolto dalla famiglia e avvolto nel suo giubbotto antiproiettile-?armatura: un?immagine che definisce l?intero universo del film. Dopo la rinascita creativa di "The Beach Bum", Korine si conferma uno dei registi americani pi? ?europei? in circolazione, costruendo un?epica sorprendentemente semplice (quasi ingenua), dove i cavalieri combattono draghi trasfigurati in ghouls rapper. Bo diventa cos? un San Giorgio postmoderno, un padre disilluso che affronta il nulla del presente come un mostro mitologico. Il film ? un vero guanto di sfida: Korine ingloba neon che n? Refn n? No? hanno mai saputo maneggiare cos?, l?antitrama radicale del Lynch di Inland Empire, l?estetica vaporwave, le cutscene dei videogiochi, il linguaggio dei videoclip rap e un uso spiazzante dell?IA che deforma continuamente l?immagine, suggerendo che viviamo in una realt? ormai procedurale. Tutto questo senza perdere identit?: "AGGRO DR1FT" ? Korine allo stato puro, un punto d?incontro tra "Trash Humpers" e "Spring Breakers", con la solita tendenza a calcare la mano sulla satira, unico vero limite del film. L?uso della termocamera spinge l?opera in una dimensione di ?post-realt?? dove l?avanguardia sembra finalmente trovare nuova carne, pur lasciando un interrogativo: chi avr? il coraggio di seguire questa strada? Come nelle migliori tracce shoegaze, che sotto il wall of sound nascondono melodie classiche, anche qui la sperimentazione pi? estrema rivela un impianto sorprendentemente semplice. E questa ? la vittoria di Korine: dimostrare che, dentro il caos del presente, c?? ancora spazio per un cinema capace di cambiare le regole del gioco.
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peer gynt
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lunedì 4 settembre 2023
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prove tecniche per il cinema del futuro
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All'inizio della storia del cinema, intorno agli anni Venti del secolo scorso, c'era la cosiddetta avanguardia cinematografica: esperimenti visivi, cinema astratto, pittura dinamica, trasformazione ritmica degli oggetti, una continua sperimentazione linguistico-espressiva (i vari Viking Eggeling, Hans Richter, Walter Ruttmann fra gli altri) alla ricerca di una vera consonanza fra ritmi visivi e ritmi sonori, e alla commistione di più arti (cinema, pittura, fotografia) in una sola. Oggi Korine, con questo strano film, cerca di fare qualcosa di analogo, fondendo cinema e videogioco alla ricerca di una fusione delle arti ludiche di oggi in una forma di nuovo cinema del futuro. Le riprese sono state fatte utilizzando macchine da presa ad infrarossi, per cui prevalgono i rossi e i blu (parti calde e fredde dei corpi), gli alberi sono gialli, gli sfondi verdi, i cieli blu-viola.
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All'inizio della storia del cinema, intorno agli anni Venti del secolo scorso, c'era la cosiddetta avanguardia cinematografica: esperimenti visivi, cinema astratto, pittura dinamica, trasformazione ritmica degli oggetti, una continua sperimentazione linguistico-espressiva (i vari Viking Eggeling, Hans Richter, Walter Ruttmann fra gli altri) alla ricerca di una vera consonanza fra ritmi visivi e ritmi sonori, e alla commistione di più arti (cinema, pittura, fotografia) in una sola. Oggi Korine, con questo strano film, cerca di fare qualcosa di analogo, fondendo cinema e videogioco alla ricerca di una fusione delle arti ludiche di oggi in una forma di nuovo cinema del futuro. Le riprese sono state fatte utilizzando macchine da presa ad infrarossi, per cui prevalgono i rossi e i blu (parti calde e fredde dei corpi), gli alberi sono gialli, gli sfondi verdi, i cieli blu-viola. Il titolo allude ad un vagabondo aggressivo, che sarebbe il protagonista, ma la storia è quasi inesistente (il sicario Bo, chiamato a sconfiggere un criminale mostruoso dalla voce da orco, commenta il tutto con la sua voce fuori campo che riflette su amore e morte in modo lirico e ripetitivo), alle immagini termiche vengono sovrapposti effetti visivi di computer grafica che disegnano, sui corpi dei personaggi mostruosi che infestano Miami, strani tatuaggi metallici che sembrano in 3-D, la musica (dovuta ad AraabMuzik) è pure ripetitiva e ipnotica (ricorda molto da vicino il lavoro del più recente Burzum) e rende bene il fascino ipnotico delle immagini coloratissime che ci stordiscono. Ovviamente l'esperimento, portato avanti per 80 minuti, alla lunga stanca un po', ma non se ne può negare una certa originalità e un latente fascino difficilmente definibile.
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moskin
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domenica 3 settembre 2023
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non so cosa ho visto, ma mi è piaciuto.
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Il regista per primo non lo considera propriamente un film. E' sicuramente un'opera sperimentale, un'esperienza video-musicale che vale la pena di essere vissuta al cinema alla quale si aggiungono forme d'arte pittorica e grafica. Non ho mai apprezzato particolarmente le opere video presentate alla biennale d'arte di Venezia...questa sarebbe stata perfetta in un contesto del genere.
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