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paolorol
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lunedì 14 luglio 2025
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miseria nera
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"Facciamo finta che questo sia un film coreano e che non ci siano i sottotitoli" Questo ho pensato dopo qualche minuto di visione, ormai perse le speranze di riuscire a capire un'acca dei dialoghi, tutti rigorosamente biascicati dai pessimi attori Forse l'idea poteva essere anche carina ma la realizzazione è al di sotto dei più infimi minimi sindacali. Pare, e forse lo è, realizzato con i soliti immeritati contributi e con un telefonino di bassa qualità. Il sonoro è completamente incomprensibile, si capiscono parole isolate, per lo più parolacce, imprecazioni e volgarità. Il che per rappresentare un gruppo di tamarri che si illudono di suonare hardcore ci può stare.
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"Facciamo finta che questo sia un film coreano e che non ci siano i sottotitoli" Questo ho pensato dopo qualche minuto di visione, ormai perse le speranze di riuscire a capire un'acca dei dialoghi, tutti rigorosamente biascicati dai pessimi attori Forse l'idea poteva essere anche carina ma la realizzazione è al di sotto dei più infimi minimi sindacali. Pare, e forse lo è, realizzato con i soliti immeritati contributi e con un telefonino di bassa qualità. Il sonoro è completamente incomprensibile, si capiscono parole isolate, per lo più parolacce, imprecazioni e volgarità. Il che per rappresentare un gruppo di tamarri che si illudono di suonare hardcore ci può stare. Ma non credo che si tratti di una scelta stilistica. È una povertà di mezzi desolante e imbarazzante. I sottotiloli dal tamarrese all'italiano sarebbero stati indispensabili. Non so se nelle sale, dove quattro gatti morti hanno visto questo capolavoro, esistessero. Su Raiplay, dove l'ho visto io, non c'erano per cui, ripeto, l'ho guardato come " un mediocre film coreano senza sottotitoli".
Una ignobile schifezza !!!
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jurix
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domenica 6 aprile 2025
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ho letto sino a "naziskin".
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"Naziskin"... Cioè, come si fa a scrivere la recensione di un film così, senza un minimo di conoscenza delle terminologie, delle dinamiche, del contesto sociale di cui il film tratta?
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jonnylogan
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sabato 11 febbraio 2023
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vite marginali
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I Wait for Nothing sono un gruppo hardcore-punk di Grosseto composto da Michele, Naziskin disoccupato e sposato con Margherita, oltre che padre della piccola Alice. Iacopo prossimo a partire in tournée per suonare il violoncello nell’orchestra di Daniel Barenboim ed Edoardo, costretto a lavorare per il compagno della madre presso la sua sala da ballo.
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I Wait for Nothing sono un gruppo hardcore-punk di Grosseto composto da Michele, Naziskin disoccupato e sposato con Margherita, oltre che padre della piccola Alice. Iacopo prossimo a partire in tournée per suonare il violoncello nell’orchestra di Daniel Barenboim ed Edoardo, costretto a lavorare per il compagno della madre presso la sua sala da ballo. I tre alternano le rispettive esistenze con l’attesa per il concerto Bolognese dei Defense, punk band d’oltreoceano, per il quale faranno da gruppo spalla. Quando però la tappa italiana dei Defense viene cancellata i tre decidono di organizzare il concerto proprio nella loro città.
“Ma sei pazzo? Vuoi mettere dei buttafuori a un concerto punk ?”
A parlare è Francesco Turbanti, alias Michele, attore originario di Grosseto e autore a quattro mani del soggetto della pellicola. In queste poche parole pronunciate a muso duro con il proprietario di una sala da ballo c’è la sintesi di cosa significhi vivere ai margini del regno, immersi nella splendida e rigogliosa toscana, ma limitati da un contesto che può spingerti ad accontentarti e a non fare molto altro che condurre una vita anonima perché situati a due ore d’auto da Firenze, Pisa e Roma.
Niccolò Falsetti per la sua prima opera attinge dalle proprie esperienze musicali, perché cofondatore con Turbanti dei Pegs, hardcore-punk band di Grosseto, narrando e romanzando l’arrivo in città degli statunitensi Madball nel lontano 2007. Da questo incipit e dal desiderio di narrare la subcultura di appartenenza in un piccolo contesto marginale rispetto a Bologna e alle altre città dove probabilmente c’è più vita, parte la storia di un terzetto di amici storici, differenti per estrazione sociale e vita, ma tutti uniti sotto la stella di un genere non certo facile da assimilare e da far digerire alle feste dell’unità e nelle sagre dove i Wait for Nothing si esibiscono, spesso al cospetto di anziani che da loro si aspetterebbero qualche cosa di ben più classico e meno difficile e internazionale. Ma Margini è anche molto altro. È la storia di una crescita personale vissuta da ciascun protagonista in maniera differente fino al rischio peggiore ovvero che con l’avvicinarsi del concerto toscano dei Defense si allontanino coloro che hanno fatto di tutto perché questo si verificasse.
Sommerso da critiche positive e il premio del pubblico al 37° Festival di Venezia, Margini è anche impreziosito da una colonna sonora che vanta i migliori gruppi del genere street - Punk di casa nostra. E vanta un ulteriore merito, il desiderio di ricominciarlo da capo dopo che lo hai terminato, perché in ognuno di noi alberga una vita marginale che fatichiamo a lasciarci alle spalle.
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jackomo
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venerdì 30 settembre 2022
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un film vero
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Un coinvolgente sguardo alla vita di periferia, ai margini (titolo azzeccatissimo) di una società che si distacca perennemente dall’unico desiderio dei protagonisti: fare un concerto. La colonna sonora quasi interamente punk, facendo eccezione per “Se bruciasse la città”, porta lo spettatore ad immedesimarsi nella storia, arricchita da fulgidi momenti comici. Non mancano le tensioni, i numerosi imprevisti in stile “Malavoglia” di Pirandello: ogni personaggio pare destinato a perdere nello stretto intreccio dei personaggi in quel di Grosseto.
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Un coinvolgente sguardo alla vita di periferia, ai margini (titolo azzeccatissimo) di una società che si distacca perennemente dall’unico desiderio dei protagonisti: fare un concerto. La colonna sonora quasi interamente punk, facendo eccezione per “Se bruciasse la città”, porta lo spettatore ad immedesimarsi nella storia, arricchita da fulgidi momenti comici. Non mancano le tensioni, i numerosi imprevisti in stile “Malavoglia” di Pirandello: ogni personaggio pare destinato a perdere nello stretto intreccio dei personaggi in quel di Grosseto. Nota dolente: inoltrandosi nel film varie scene tendono a lasciare la presa dallo spettatore nel tentativo di sostenere il sottile limbo tra tragedia e commedia. D’altro canto, impeccabile e carismatica la collaborazione con Zerocalcare.
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jackomo
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venerdì 30 settembre 2022
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un film vero
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Un coinvolgente sguardo alla vita di periferia, ai margini (titolo azzeccatissimo) di una società che si distacca perennemente dall’unico desiderio dei protagonisti: fare un concerto. La colonna sonora quasi interamente punk, facendo eccezione per “Se bruciasse la città”, porta lo spettatore ad immedesimarsi nella storia, arricchita da fulgidi momenti comici. Non mancano le tensioni, i numerosi imprevisti in stile “Malavoglia” di Pirandello: ogni personaggio pare destinato a perdere nello stretto intreccio dei personaggi in quel di Grosseto.
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Un coinvolgente sguardo alla vita di periferia, ai margini (titolo azzeccatissimo) di una società che si distacca perennemente dall’unico desiderio dei protagonisti: fare un concerto. La colonna sonora quasi interamente punk, facendo eccezione per “Se bruciasse la città”, porta lo spettatore ad immedesimarsi nella storia, arricchita da fulgidi momenti comici. Non mancano le tensioni, i numerosi imprevisti in stile “Malavoglia” di Pirandello: ogni personaggio pare destinato a perdere nello stretto intreccio dei personaggi in quel di Grosseto. Nota dolente: inoltrandosi nel film varie scene tendono a lasciare la presa dallo spettatore nel tentativo di sostenere il sottile limbo tra tragedia e commedia. D’altro canto, impeccabile e carismatica la collaborazione con Zerocalcare.
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domenica 18 settembre 2022
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recensione fuorviante
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Non ho trovato alcuno spunto divertente e niente per cui ridere. Farò caso alla firma delle prossime recensioni. Dopo una settimana di intenso e stressante lavoro speravamo di poterci rilassare e invece...
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plgrulla
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venerdì 16 settembre 2022
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si ride tanto?
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Commedia amara italiana carina, in cui si sorride ogni tanto, ma di certo non si ride. Una piacevole serata, però uno di quei film di cui dopo un mese non ricordi più molto.
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venerdì 16 settembre 2022
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banale, noioso, prevedibile
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Semplicemente il film più brutto visto negli ultimi 10 anni. Dopo 5 minuti dall'inizio già mi era chiaro che avrei assistito a un rosario di scenette e battute scontate. Non basta un'ideuzza, peraltro tutt'altro che inedita, per fare un buon film, né mi sembrano centrati i richiami di certa critica al cinema di Virzì e in particolare a Ovosodo, se non per la comune ambientazione Toscana (qui Grosseto, là Livorno). Tutto troppo prevedibile, dalla sceneggiatura alla recitazione, fino all'ormai consueta e stucchevole ripresa dell'immancabile canzone anni '60, in questo caso "Se bruciasse la città..." a chiudere, non certo a impreziosire, un film sostanzialmente inutile e noioso.
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marco conti
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giovedì 15 settembre 2022
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la parola a villaggio
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assolutamente sì ? vogliamo scherzare ! un filmetto di nessun valore tanto povero di idee quanto pieno di urli, merita, ma col diminutivo, la sintesi critica del piu' citato Villaggio: una cagatina pazzesca !!!
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martedì 6 settembre 2022
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problemi di sonoro
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Salve, nel passaggio "Al netto dei consueti problemi di sonoro del cinema italiano" può spiegarci meglio di cosa parla? Di problemi di recitazione poco chiara, di presa diretta, di montaggio dialoghi?
[+] sonoro pessimo
(di micliuz)
[ - ] sonoro pessimo
[+] meno di zero
(di paolorol)
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