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sellerone
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sabato 12 dicembre 2020
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gli sfigatissimi 7
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Sulla scia dei magnifici sette se ne sono fatti di film, questo evoca il filone per il numero dei protagonisti, ma ovviamente non ha niente a che vedere con il capostipite del 7. Un gruppo divertente, ironico alla francese e piacevole anche per un italiano. Mi è piaciuto e sopratutto un alcuni punti mi ha fatto crepare dal ridere... senza nulla a pretendere, ovviamente.
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fernando mirra
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domenica 11 ottobre 2020
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in effetti...
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[Contiene spoiler]
Il film è godibile in sé e a tratti diverte anche. 7 vite che si riuniscono assieme con un unico scopo e cioè quello di dimostrare che non fanno poi così schifo. Gli allenamenti sono divertenti e i siparietti con i battibecchi tra i componenti di questa malgestita squadra fanno sorridere. Il film, comunque, e quanto meno prevedibile che il partecipare ad una competizione così importante (pur non avendo numeri e fisico, ma determinazione e grande speranza), non risolva tutto, ma riesca ad aggiustare le loro vite, a riempire le loro lacune. Una improbabile compagine, scalcagnata e male assortita che arriva ai campionati mondiali di nuoto sincronizzato maschile, si presenta, fa il suo numero.
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[Contiene spoiler]
Il film è godibile in sé e a tratti diverte anche. 7 vite che si riuniscono assieme con un unico scopo e cioè quello di dimostrare che non fanno poi così schifo. Gli allenamenti sono divertenti e i siparietti con i battibecchi tra i componenti di questa malgestita squadra fanno sorridere. Il film, comunque, e quanto meno prevedibile che il partecipare ad una competizione così importante (pur non avendo numeri e fisico, ma determinazione e grande speranza), non risolva tutto, ma riesca ad aggiustare le loro vite, a riempire le loro lacune. Una improbabile compagine, scalcagnata e male assortita che arriva ai campionati mondiali di nuoto sincronizzato maschile, si presenta, fa il suo numero... e vince... Era forse più credibile che vedere il Giappone vincere i mondiali giovanili in Holly&Benji? (Capitan Tsubasa). O vedere i Sioux di Cleveland vincere il camponato di baseball in "Major League"? o vedere il Leicester Cty vincere la premiere League a calcio? Ah, no: però quello è successo veramente. Dai, sognare un po' fa bene. Non sarà verosimile, ma è un po' un incoraggiamento, un dare speranza a chi si trova in una situazione che non ha via d'uscita...
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felicity
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mercoledì 22 gennaio 2020
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commedia convenzionale solo a tratti divertente
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Commedia convenzionale solo a tratti divertente, 7 uomini a mollo di Gilles Lellouche, punta tutto sul semplice e un po’ banale inserimento del suo cast stellare in una situazione bizzarra.
Una commedia per il grande pubblico che si riveste di qualche cliché di troppo nel tratteggiare gli uomini in crisi di mezza età e che alla fine resta un piacevole passatempo senza troppe pretese.
Dalle crisi di coppia, alla depressione post licenziamento, sono molti i momenti di difficoltà che affrontano i nostri aspiranti nuotatori, e dopo qualche difficoltà iniziale, ognuno trova conforto nella disgrazia dell’altro, trasformando lo spogliatoio della piscina in un luogo di confronto e di conforto.
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Commedia convenzionale solo a tratti divertente, 7 uomini a mollo di Gilles Lellouche, punta tutto sul semplice e un po’ banale inserimento del suo cast stellare in una situazione bizzarra.
Una commedia per il grande pubblico che si riveste di qualche cliché di troppo nel tratteggiare gli uomini in crisi di mezza età e che alla fine resta un piacevole passatempo senza troppe pretese.
Dalle crisi di coppia, alla depressione post licenziamento, sono molti i momenti di difficoltà che affrontano i nostri aspiranti nuotatori, e dopo qualche difficoltà iniziale, ognuno trova conforto nella disgrazia dell’altro, trasformando lo spogliatoio della piscina in un luogo di confronto e di conforto.
Peccato perché il potenziale comico del cast era notevole e le poche scene davvero ispirate sono esilaranti e trascinanti, probabilmente affidate al talento recitativo dei protagonisti.
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gabriella
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lunedì 4 marzo 2019
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i loser francesi
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Adoro il cinema francese, riesce sempre a sorprendermi o quantomeno mettermi di buon umore, riesce sempre a coniugare la semplicità di storie comuni con un’eccellente qualità, così a Gilles Lellouche non rimane che allineare in campo, in questo caso in piscina, buona parte della miglior nazionale del cinema francese e il risultato è garantito. Un gruppetto di uomini dai quaranta ai cinquant’anni, in ciuffia e infradito, pancette prominenti e maniglie dell’amore, muscoli tutt’altro che tonici, si allenano cercando di stare a galla in piscina, mentre invece affogano nel grigiore e nella problematica delle loro vite.
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Adoro il cinema francese, riesce sempre a sorprendermi o quantomeno mettermi di buon umore, riesce sempre a coniugare la semplicità di storie comuni con un’eccellente qualità, così a Gilles Lellouche non rimane che allineare in campo, in questo caso in piscina, buona parte della miglior nazionale del cinema francese e il risultato è garantito. Un gruppetto di uomini dai quaranta ai cinquant’anni, in ciuffia e infradito, pancette prominenti e maniglie dell’amore, muscoli tutt’altro che tonici, si allenano cercando di stare a galla in piscina, mentre invece affogano nel grigiore e nella problematica delle loro vite. Laurent è un frustrato , collerico con un figlio balbuziente e un matrimonio allo sfascio, più una madre demente in una casa di riposo, Simon lavora come lavapiatti in una mensa scolastica con la convinzione di essere un talento rock incompreso , Thierry è un complessato, Marcus è un imprenditore che fa fallire qualsiasi azienda metta in piedi, Basile ha perso la casa, Avanish un immigrato che non parla francese, al gruppo si aggiunge Bertrand , senza lavoro da un paio d’anni fa colazione con latte e antidepressivi, cosa di meglio allora di un corso di nuoto sincronizzato maschile? Che tanto virile non è ,almeno secondo gli stereotipi, che sono sempre duri da estirpare, ma per combattere contro qualcosa bisogna sempre andare controcorrente, o almeno tentare. L’allenatrice, Delphine, non è messa meglio di loro ,ex promessa del nuoto sincro di coppia, alterna gli allenamenti con gli incontri degli alcolisti anonimi, problema sorto dopo un incidente accaduto alla sua partner, Amanda che entrerà in scena nella sua carrozzina dopo che l’altra ha una ricaduta con l’alcool. Quest’ultima sottoporrà il gruppo ad allenamenti duri e costanti con una determinazione e una rabbia che sembra abbia una squadra di marines, anche perché nel frattempo si sono messi in testa di partecipare ai mondiali di nuoto sincronizzato in Norvegia, Si, perché nel frattempo cominciano ad avere fiducia in loro stessi, a superare le loro paure e fragilità, si relazionano tra di loro, acquisiscono il senso della collettività, complice lo spogliatoio che funge da sala terapia, imparano ad accettarsi e accettare l’altro. L’acqua diventa elemento che purifica, per la sua flessibilità e adattabilità, si trasforma, trasmette forza ed energia, crea un anello di congiunzione tra spirito e materia, esercita la sua risorsa di rigenerazione, elimina le impurità e imperfezioni, anche se il regista non ne focalizza la simbologia, preferisce un’immersione in uno spleen contrastante tra il dolce e amaro. Anche le donne, però, non tutte, ovviamente ,sono figure forti e decise, come la moglie di Bertrand, capace di stare in apnea per lunghissimi mesi, anni, il vero “pilone” della famiglia che sostiene il marito quando qualsiasi altra sarebbe crollata, o Lola, la figlia adolescente di Simon che mette il padre di fronte alla realtà ( una delle scene migliori del film) così che possono riabbracciarsi. Qualcuno ha trovato esagerato il finale, ma più che l’improbabile trionfo, ancora più improbabile sarebbe stata la partecipazione al mondiale, una squadra attempata che oltretutto nonostante i duri allenamenti non ha perso nemmeno un etto di peso non è credibile,però diverte, se uno non crede agli eroi è meglio che non vada al cinema, per dirla tutta- Grandi Amalric, Canet e Poelvoorde, due ore di divertimento e di riflessione.
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kaipy
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venerdì 11 gennaio 2019
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bello
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Piaciuto. Il sorriso amaro di molte commedie francesi rientra nei miei gusti. In questo film Jonas prezzo molto la prima parte, delicata e profonda, la.seconda da trailer è la solita palestra del riscatto, ma nel finale c'è un tocco di regia che ho molto gradto. Bello.
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rumon
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lunedì 31 dicembre 2018
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buttarsi e nuotare per ritrovare la dignità
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"7 uomini a mollo" si inserisce in un ampio filone di pellicole che hanno per tema il riscatto finale di un gruppo eterogeneo di sconfitti, che, attraverso l'impegno e lo spirito di gruppo, riescono a tirare fuori da se stessi e dai compagni il meglio delle loro possibilità. Nel caso specifico, un gruppo raccogliticcio di falliti o aspiranti tali si ritrova ad allenarsi sotto la guida di due ex campionesse di nuoto sincronizzato femminile, loro stesse scivolate sul ciglio del fallimento umano. Scopo: prepararsi per i mondiali di nuoto sincronizzato maschile, che si tengono in Norvegia. Contro ogni previsione, la squadra francese vince il mondiale. La ritrovata fiducia in se stessi e nella vita genera una serie di conseguenze positive, come veniamo a sapere nel finale.
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"7 uomini a mollo" si inserisce in un ampio filone di pellicole che hanno per tema il riscatto finale di un gruppo eterogeneo di sconfitti, che, attraverso l'impegno e lo spirito di gruppo, riescono a tirare fuori da se stessi e dai compagni il meglio delle loro possibilità. Nel caso specifico, un gruppo raccogliticcio di falliti o aspiranti tali si ritrova ad allenarsi sotto la guida di due ex campionesse di nuoto sincronizzato femminile, loro stesse scivolate sul ciglio del fallimento umano. Scopo: prepararsi per i mondiali di nuoto sincronizzato maschile, che si tengono in Norvegia. Contro ogni previsione, la squadra francese vince il mondiale. La ritrovata fiducia in se stessi e nella vita genera una serie di conseguenze positive, come veniamo a sapere nel finale. Il regista è bravo a evitare scivoloni nella melensaggine o nell'umorismo terra terra. Riesce a darci, sia pure abbozzati con pochi tratti, dei personaggi veri, che potrebbero essere nostri vicini di casa o nostri amici. Sono persone che trovano la chiave, o se si preferisce il salvagente, nel reimparare a cercare di capire l'altro, nell'avere fiducia nelle sue possibilità e appunto nell'impegno e nello spirito di gruppo. E allora, "Allez, les bleus".
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spione
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mercoledì 26 dicembre 2018
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ma perché quel finale?!?
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(contiene spoiler) Il film è ben fatto, e pur senza essere un capolavoro si segue volentieri e diverte. Il tema del disagio psicologico degli "esclusi" dalla società dell'apparenza è trattato con una certa leggerezza ma in maniera non superficiale, e la scena della preparazione alla gara finale crea una suspense perfetta: tutto il cinema era nei panni (anzi: nel costume da bagno) dei protagonisti. Quello che davvero non si capisce è perché alla fine li si sia voluti far diventare addirittura campioni del mondo. A meno di volerlo leggere in chiave puramente metaforica, non ha alcuna credibilità. "La mossa del pinguino", che ricorda molto la vicenda, aveva avuto il pregio di ridimensionare realisticamente la "vittoria" dei nostri eroi circoscrivendola alla conquista di un singolo punto in una gara di selezione.
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(contiene spoiler) Il film è ben fatto, e pur senza essere un capolavoro si segue volentieri e diverte. Il tema del disagio psicologico degli "esclusi" dalla società dell'apparenza è trattato con una certa leggerezza ma in maniera non superficiale, e la scena della preparazione alla gara finale crea una suspense perfetta: tutto il cinema era nei panni (anzi: nel costume da bagno) dei protagonisti. Quello che davvero non si capisce è perché alla fine li si sia voluti far diventare addirittura campioni del mondo. A meno di volerlo leggere in chiave puramente metaforica, non ha alcuna credibilità. "La mossa del pinguino", che ricorda molto la vicenda, aveva avuto il pregio di ridimensionare realisticamente la "vittoria" dei nostri eroi circoscrivendola alla conquista di un singolo punto in una gara di selezione. Questi invece sono degli sfigati che si iscrivono online a un campionato del mondo, ci vanno attraversando mezza Europa a bordo di un camper e... vincono, battendo atleti con la metà dei loro anni e il decuplo della loro preparazione. Mi chiedo che bisogno ci fosse di tirare così tanto la corda.
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