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sorcinelli
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domenica 11 aprile 2021
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offersi cinquanta euro
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Offresi cinquanta euro a chi mi spiega come finisce la storia (per ciascuno dei tre personaggi).
Grazie.
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(di valentina allavevena)
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ennio
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mercoledì 7 aprile 2021
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occasione persa per troppa voglia di onirismo
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Poteva essere un thriller originale, per le ambientazioni e gli scenari in primo luogo. Passi il mistero della bambina un pò problematica e della madre ancora più problematica e alcolista, per il padre donnaiolo e in procinto di andarsene. Lo spettatore a questo punto si aspetta uan forma di rivelazione, un sussulto di realtà carnale che illumini le tante immagini oniriche-metaforiche-simboliche. E invece no, "parlami di Lucy" finisce peggio di com'era iniziato, forse con la scena più inquietante di tutto il film. La troppa voglia di spostare tutto su onirismo-onanismo, di fare il verso a David Lynch e altri alfieri del mistero fine a sè stesso, allontana lo spettatore normale da visioni di questo tipo.
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Poteva essere un thriller originale, per le ambientazioni e gli scenari in primo luogo. Passi il mistero della bambina un pò problematica e della madre ancora più problematica e alcolista, per il padre donnaiolo e in procinto di andarsene. Lo spettatore a questo punto si aspetta uan forma di rivelazione, un sussulto di realtà carnale che illumini le tante immagini oniriche-metaforiche-simboliche. E invece no, "parlami di Lucy" finisce peggio di com'era iniziato, forse con la scena più inquietante di tutto il film. La troppa voglia di spostare tutto su onirismo-onanismo, di fare il verso a David Lynch e altri alfieri del mistero fine a sè stesso, allontana lo spettatore normale da visioni di questo tipo. Ogni tanto dovreste ricordarvi che c'è sempre e comunque bisogno di un assassino, di un buono, di un cattivo e di un colpevole, non solo di anarchia immaginifica per sognatori perpetui.
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flyanto
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martedì 24 aprile 2018
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una donna e la sua bambina lucy
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"Parlami di Lucy" del prematuramente scomparso regista Giuseppe Petitto, è un thriller psicologico in cui una donna, che vive in una villa sperduta tra le montagne con la propria famiglia, composta dal marito e dalla loro bambina Lucy, vive le proprie giornate in una sorta di malessere interiore crescente man mano che il tempo passa. Ella non ha un buon rapporto col marito che ha una relazione con un'altra donna e nemmeno con la figlia, molto affezionata, invece, al papà che le è ostile o, per lo meno, scontrosa. Nonostante i suoi sforzi, la situazione peggiora sempre di più e la donna cerca, inutilmente, a porvi rimedio. Ciò a cui arriverà le svelerà una verità terribile e sconcertante.
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"Parlami di Lucy" del prematuramente scomparso regista Giuseppe Petitto, è un thriller psicologico in cui una donna, che vive in una villa sperduta tra le montagne con la propria famiglia, composta dal marito e dalla loro bambina Lucy, vive le proprie giornate in una sorta di malessere interiore crescente man mano che il tempo passa. Ella non ha un buon rapporto col marito che ha una relazione con un'altra donna e nemmeno con la figlia, molto affezionata, invece, al papà che le è ostile o, per lo meno, scontrosa. Nonostante i suoi sforzi, la situazione peggiora sempre di più e la donna cerca, inutilmente, a porvi rimedio. Ciò a cui arriverà le svelerà una verità terribile e sconcertante.
Per non svelare nulla di più della trama, occorre rimanere sul vago riguardo "Parlami di Lucy" che risulta un film interessante e, pertanto, avvincente per lo spettatore che è desideroso di giungere alla verità finale, ma nel complesso questa pellicola appare piuttosto confusa nella sua presentazione, soprattutto nella seconda parte del film (ben spiegabile, del resto, dal fatto che è intervenuto un altro regista a terminarlo dopo la morte improvvisa di Petitto). Il finale, che arriva agghiacciante, è posto di netto sullo schermo senza però spiegare a fondo certi momenti presentati precedentemente: in conclusione, la spiegazione di tutto è comprensibile ma numerosi interrogativi rimangono ancora o sfuggono ad una prima visione. Forse, per apprezzarlo appieno, in quanto le premesse sono buone, bisognerebbe guardare il film una seconda volta. In ogni caso, un encomio va diretto all'attrice Antonia Liskova che molto bene interpreta, soprattutto attraverso le espressioni del volto, il ruolo di una donna psicologicamente fragile e tormentata, dimostrandosi pienamente all'altezza di questa difficile e delicata parte.
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[+] lento, incomprensibile
(di no_data)
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