Sicuramente l'argomento del documentario, la storia, è affascinante. La creazione artistica, poi nel campo della danza, non è cosa che si può improvvisare. Certamente Millepied è un creativo e un innovativo. La danza deve conoscerla molto bene, e deve sentirla dentro. Il suo spettacolo, per quello che si può desumere dagli spezzoni dei ballerini impegnati nella danza, è formidabile. Quello che annoia è l'interminabile sequenza di lui che parla, che continua a ripetere, quando non è impegnato con lo smart phone, che con lui cambia tutto, che il passato è finito, che si prende cura dei ballerini (in modo poco convincente). E' vero che l'elemento fondamentale di quando fai qualcosa, è quello di farlo perché ti piace, ti diverte, lo senti dentro, ma il documentario non lo trasmette.
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Sicuramente l'argomento del documentario, la storia, è affascinante. La creazione artistica, poi nel campo della danza, non è cosa che si può improvvisare. Certamente Millepied è un creativo e un innovativo. La danza deve conoscerla molto bene, e deve sentirla dentro. Il suo spettacolo, per quello che si può desumere dagli spezzoni dei ballerini impegnati nella danza, è formidabile. Quello che annoia è l'interminabile sequenza di lui che parla, che continua a ripetere, quando non è impegnato con lo smart phone, che con lui cambia tutto, che il passato è finito, che si prende cura dei ballerini (in modo poco convincente). E' vero che l'elemento fondamentale di quando fai qualcosa, è quello di farlo perché ti piace, ti diverte, lo senti dentro, ma il documentario non lo trasmette. Forse Millepied non sa recitare, forse Thierry Demaizière e Alban Teurlai hanno bisogno di un tirocinio più lungo.
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