Il pianista

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Un film di Roman Polanski. Con Adrien Brody, Thomas Kretschmann, Frank Finlay, Emilia Fox, Maureen Lipman.
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Titolo originale The Pianist. Drammatico, durata 148 min. - Polonia 2002. - 01 Distribution uscita venerdì 25 ottobre 2002. MYMONETRO Il pianista * * * 1/2 - valutazione media: 3,75 su -1 recensioni di critica, pubblico e dizionari.
   
   
   
al5bruchi martedì 3 febbraio 2026
per lo spettacolo cmq del film Valutazione 3 stelle su cinque
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No
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Nel 44 dopo 6 anni di conflitto circa
il furer e mussolini con quel
loro schema plateale che pareva
dovesse di conseguenza essere
di utilizzo per chiunque, con quei  
loro sproloqui, per quanto assurdi e quasi comici
per le cose che dicevano sia per quei
gesti teatrali, adunavano comunque delle
folle ad ascoltarli, addomesticati dal quel totalitarismo
del quale l'informazione e il mondo intellettuale
non sembravano parlarne, ne di quei
loro numeri senza i quali sennò
non avevano ne un microfono ne un palco,
la droga e gli antidolorifici come anestesia per quella
follia elitaria, pensando di non
incontrare mai un avversario e di poter
gestire il mondo come gli pareva con l'impunità
dettata dal loro patetismo che si erano costruiti
e invenati nei decenni. [+]

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the adrenalin addict martedì 28 gennaio 2025
la salvezza ? fortuna, sincerit?, passione Valutazione 5 stelle su cinque
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Chi l'ha detto che solo i santi muoiono per qualcuno?
Un film drammatico che sa trascinare col cuore l? dove nemmeno si pu? immaginare, l? dove a salvare la pelle del protagonista sar? una passione: la musica. Qualcosa che unisce, al di l? di ogni barriera. Sar? un caso che anche nelle forze armate esiste una banda musicale?
Szpilman ha il talento, ? un genio fin da piccolo. E un genio non pu? non fare carriera! A meno che non ci si metta di mezzo la guerra. Una guerra che acceca tutti, una guerra che non fa sconti per nessuno. Neppure per un uomo abituato a vivere nel benessere e che, improvvisamente, si ritrova a fare una vita da mendicante, solo, tra le macerie, a cercare qualcosa da mangiare tra le case evacuate, a bere acqua sporca, a scappare sempre dalla morte in agguato. [+]

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emanuele 1968 lunedì 15 marzo 2021
bellissimo 19 anni e non sentirli Valutazione 5 stelle su cinque
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( 4.5 ) Visto ieri in tv, credo sia tratto da una storia vera, un buon film, ben ricostruito; sembrano documentari del passato......... eppure ancora oggi si vedono nelle cronache queste situazioni di repressione, armamenti, muri, divisioni, indifferenza, ipocrisie, l'ideologia di costruire armi per portare la pace non mi convince...........mah?

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giulio andreetta martedì 1 settembre 2020
polanski racconta l''abisso della guerra Valutazione 4 stelle su cinque
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No
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Forse non un capolavoro, ma in ogni modo un gran film che ha fatto epoca. Opera notevole per la resa fotografica e per l'eccezionale bravura e compostezza espressiva degli attori, il film supera se stesso nella parte fotografica che è gestita veramente in modo straordinario, sia nelle scene che rappresentano una Varsavia ridotta a un cumulo di macerie, sia per quel che riguarda il racconto della vicenda personale del pianista Władysław Szpilman, interpretato realmente in modo ineccepibile sotto ogni aspetto da Adrien Brody. Ma a sorprendere è anche la capacità del regista - anche per merito di una narrazione avvincente, tratta dal romanzo autobriafico dello Szpilman - di tenere desta l'attenzione dello spettatore in modo continuativo e senza cali. [+]

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rmarci 05 domenica 28 luglio 2019
una testimonianza straziante e molto personale Valutazione 4 stelle su cinque
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 Memore del periodo più buio che il mondo abbia mai vissuto negli ultimi secoli, il grande Roman Polanski realizza un’opera estremamente personale oltre che dall’infallibile tensione drammatica, che si configura sia come una straziante testimonianza delle atrocità compiute dai Nazisti nel ghetto di Varsavia durante la Seconda Guerra Mondiale, sia come una toccante riflessione sul potere salvifico dell’arte, unico ideale di sopravvivenza dell’emaciato protagonista interpretato con ammirevole intensità da un bravissimo Adrian Brody. Ad una prima parte descrittiva e quasi corale, che mostra con un realismo ineccepibile e con un tono drammaticamente consapevole le condizioni disumane del popolo ebraico, si contrappone una seconda parte stilisticamente molto più polanskiana, in cui la fotografia desaturata e la scenografia decadente rispecchiano perfettamente lo stato fisico e psicologico del protagonista, solo, debole e costretto all’interno di un luogo svuotato di qualsiasi forma di umanità. [+]

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mercoledì 19 dicembre 2018
banale Valutazione 0 stelle su cinque
50%
No
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Sir Farinotti, perdoni la mia imprescindibile raffinatezza, ma da quando leggo le sue patetiche recensioni non posso fare a meno di chiedermi se le sue considerazioni sono determinate dal proprio stato o espressioni del suo sadismo e mancanza di attitudine a manifestare se stesso,il proprio pensiero,umanità, la propria essenza preoccupandosi più di sembrare che essere rendendosi ai lettori accondiscendente al pensiero della massa, sacrificando la sua meschina e povera personalità. L ipocrisia è un compromesso spesso sprecato, come vendere senza compenso la propria anima... al diavolo!

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stefano capasso venerdì 29 gennaio 2016
l'identità che salva nella crisi Valutazione 5 stelle su cinque
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Roman Polanski firma la regia di questo film straordinario per intensità espressiva, che catalizza l’attenzione dall’inizio alla fine senza cedimenti, raccontando la storia di un pianista ebreo durante la seconda guerra mondiale.
Wladyslaw è un giovane pianista di grande talento. Suona Chopin alla radio polacca ed ha raggiunto la fama nazionale. Nel ‘38 le leggi razziali cominciano a limitare la sua vita e quella della sua famiglia, e con il trascorrere del tempo la situazione si farà sempre più difficile. Confinato nel ghetto di Varsavia prima, nascosto in appartamenti clandestini grazie alla generosità di amici della resistenza poi, assistiamo al degrado inesorabile di Varsavia e della sua vita. [+]

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sim one giovedì 28 gennaio 2016
a volte stento a credere che sia successo davvero Valutazione 4 stelle su cinque
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E' il primo film sull'Olocausto che mi ha dato il quadro generale dell'orreda situazione dell'epoca. Storicamente fatto bene, anche troppo, viste certe scene crude e impressionanti: ma purtroppo sono realmente accadute. Gli attori molto validi, come la regia.

[+] l''olocausto comincia qui (di alex)
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il befe martedì 10 marzo 2015
capolavoro Valutazione 5 stelle su cinque
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bello

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borghij giovedì 29 gennaio 2015
una sinfonia per la libertà. Valutazione 5 stelle su cinque
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A Varsavia quando tutto doveva ancora cominciare, nessuno avrebbe mai immaginato cosa sarebbe successo. In una famiglia Ebrea benestante si scatena la paura come anche nel resto del mondo, quando i tedeschi invadono la Polonia, scoppia il terrore. Il processo è graduale e preciso, come solo i Tedeschi sapevano fare, senza manco accorgersene le famiglie Ebree di Varsavia sono prima costrette a non camminare più sui marciapiedi, a entrare nei bar, a camminare nei parchi; sono picchiate, umiliate, sfregiate, uccise, e poi di colpo sfrattate e poi subito dopo deportate in campi di sterminio a lavorare e a morire, come una grande fabbrica della morte. Tutto così veloce, raccapricciante, scene crude e pesanti da digerire, la normalità con cui tutto questo succedeva, la velocità con cui tutto questo si sviluppava è angosciante ma così vero. [+]

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