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figliounico
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sabato 18 gennaio 2025
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una telenovela col fantasmino
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Al suo terzo film Guillermo del Toro nel 2001 dirige una ghost story drammatica, scritta da se medesimo, che ha molte cose in comune con una telenovela tanto da sembrare quasi un episodio di una serie Tv, non soltanto per i colori della fotografia, in cui predomina il giallo ocra del deserto che circonda la location, ossia un orfanotrofio mezzo diroccato piazzato in mezzo al nulla, ma anche per la trama in cui si antepongono agli orrori della guerra civile spagnola, che rimane sullo sfondo come fosse un fatto secondario e simbolicamente presente nella grossa bomba inesplosa ficcata nel terreno del cortile, le vicende ambiguamente amorose di una coppia matura e una avventura di ragazzini finita in tragedia; infine per il cast, con un attore giovane e belloccio, Eduardo Noriega, che nonostante faccia progetti di vita con la fidanzatina se la intende con la direttrice del collegio, Marisa Peredes, per impossessarsi dei lingotti dalla stessa tenuti sotto chiave in cassaforte, mentre per la donna attempata e senza una gamba spasima platonicamente il vecchio dottore, Federico Luppi, un divo argentino protagonista soprattutto di serie tv nel suo Paese.
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Al suo terzo film Guillermo del Toro nel 2001 dirige una ghost story drammatica, scritta da se medesimo, che ha molte cose in comune con una telenovela tanto da sembrare quasi un episodio di una serie Tv, non soltanto per i colori della fotografia, in cui predomina il giallo ocra del deserto che circonda la location, ossia un orfanotrofio mezzo diroccato piazzato in mezzo al nulla, ma anche per la trama in cui si antepongono agli orrori della guerra civile spagnola, che rimane sullo sfondo come fosse un fatto secondario e simbolicamente presente nella grossa bomba inesplosa ficcata nel terreno del cortile, le vicende ambiguamente amorose di una coppia matura e una avventura di ragazzini finita in tragedia; infine per il cast, con un attore giovane e belloccio, Eduardo Noriega, che nonostante faccia progetti di vita con la fidanzatina se la intende con la direttrice del collegio, Marisa Peredes, per impossessarsi dei lingotti dalla stessa tenuti sotto chiave in cassaforte, mentre per la donna attempata e senza una gamba spasima platonicamente il vecchio dottore, Federico Luppi, un divo argentino protagonista soprattutto di serie tv nel suo Paese. Il personaggio interpretato da Noriega ricorda il maggiordomo di Diario di una cameriera di Bunuel, sia per la bramosia delle ricchezze della padrona di casa, che gli avrebbero permesso di realizzare i suoi progetti, sia per la nascosta simpatia per i fascisti che si manifesta chiaramente nelle ultime scene di entrambi i film.
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onufrio
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lunedì 18 giugno 2018
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tra fantasmi buoni e umani cattivi
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Ambientato nella Spagna di fine anni '30, in un periodo storico complicato per il popolo spagnolo, la vicenda è concentrata in una specie di orfanotrofio in cui si aggira un bambino fantasma morto in circostanze poco chiare. Ma il pericolo reale non viene dal fantasma, ma dall'uomo. Più che un horror è un film storico drammatico con lievi venature horror, diretto da un Del Toro ancora grezzo, seppur stilisticamente perfetto e con una narrazione ben curata. (Si evolverà successivamente con "Il Labirinto del Fauno")
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themorenina
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lunedì 14 marzo 2016
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fantastico
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Fantastico film, da vedere e rivedere. Amo i film di Guillermo e non mi ha mai deluso.
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toty bottalla
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lunedì 20 gennaio 2014
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storia complicata dalla trama un pò incerta!
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Dopo averlo visto si ha l'impressione che forse la storia del film andava sceneggiata con più cura: la suspance nei frangenti horror è leggera e vaga, la parte sentimentale è evanescente e ambigua ed i personaggi sono poco incisivi complice la regia e un cast di scarsa personalità. Saluti.
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4ng3l
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venerdì 14 settembre 2012
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rivalutato dopo un accurata visione, bel film
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Il film ha i toni del dramma, dell'horror di meno. Nonostante non abbia una trama di contorno, non un difetto ma una difficoltà in più, si dimostra lodevole e strutturato con cura e qualità. Racchiude il dolore della guerra, le difficoltà di più ragazzini orfani e caccia fuori il lato diabolico di una mente disturbata e malvagia. Con questo dico che l'elemento horror è molto più di un fantasma, bensì una concentrazione del male racchiuso in una sola persona. Qui si nota l'elemento thriller perchè l'interessantissimo mostro è celato bene e non dà punti di riferimento. Un bel film.
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ralphscott
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sabato 8 settembre 2012
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spagna al cubo
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Capitato per caso a vedere il passaggio del film in tv,devo confessare che sulle prime la tentazione di cambiar canale c'era tutta. L'atmosfera era troppo kitch per non rimandare ad una telenovela sudamericana di vecchio stampo. Pian piano,accettando un po' tutte le ossessioni iberiche,i luoghi comuni sulla Spagna,sesso,machismo,crocefissi e santi,la trama coinvolge,ma soprattutto sono i bambini il sale di questa storia di paranormale e povertà. La Paredes solita presenza forte,già un motivo valido per rilassarsi e seguire gli altri attori,comunque efficaci. Federico Luppi,il medico,fa tenerezza nella sua apparente estraneità alla disperazione del contesto storico e sociale:occuparsi di poesie e scienza mentre intorno si muore o si stenta,lo farebbe sembrare un po' naif,ma il suo personaggio avrà l'evoluzione più interessante.
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Capitato per caso a vedere il passaggio del film in tv,devo confessare che sulle prime la tentazione di cambiar canale c'era tutta. L'atmosfera era troppo kitch per non rimandare ad una telenovela sudamericana di vecchio stampo. Pian piano,accettando un po' tutte le ossessioni iberiche,i luoghi comuni sulla Spagna,sesso,machismo,crocefissi e santi,la trama coinvolge,ma soprattutto sono i bambini il sale di questa storia di paranormale e povertà. La Paredes solita presenza forte,già un motivo valido per rilassarsi e seguire gli altri attori,comunque efficaci. Federico Luppi,il medico,fa tenerezza nella sua apparente estraneità alla disperazione del contesto storico e sociale:occuparsi di poesie e scienza mentre intorno si muore o si stenta,lo farebbe sembrare un po' naif,ma il suo personaggio avrà l'evoluzione più interessante. Notevole sequenza da Bmovie quando spira seduto,col fucile ed il volto pieno di sangue,e viene assalito dagli insetti che gli entrano persino in bocca. Sorprende il colorito linguaggio di Noriega,l'orfano-stallone.
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time_traveler
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sabato 11 giugno 2011
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i "soliti" fantasmi buoni di del toro
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No, non ci credevo. Non credevo che ci fossero Del Toro e Almodòvar dietro a questo film. Un film dalla trama tanto contorta quanto scontata. Nella Spagna della guerra civile viene raccontata la vicenda di un orfanotrofio che sembra essere infestato da una presenza oscura, un fantasma. Carlos, un orfanello appena giunto nell'orfanotrofio, è il primo ad imbattersi in questo essere oscuro. Col tempo, i pezzi del puzzle che compongono il mistero che si cela dietro quelle mura verranno messi insieme e la crudele vertità potrà finalmente venire a galla. Quello che soprenderà tutti i fan di Del Toro, chi scrive compreso, è l'incredile monocromaticità della storia, troppo romanzata e che ruota non attorno al fantasma, ma all'oro che Jacinto cerca.
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No, non ci credevo. Non credevo che ci fossero Del Toro e Almodòvar dietro a questo film. Un film dalla trama tanto contorta quanto scontata. Nella Spagna della guerra civile viene raccontata la vicenda di un orfanotrofio che sembra essere infestato da una presenza oscura, un fantasma. Carlos, un orfanello appena giunto nell'orfanotrofio, è il primo ad imbattersi in questo essere oscuro. Col tempo, i pezzi del puzzle che compongono il mistero che si cela dietro quelle mura verranno messi insieme e la crudele vertità potrà finalmente venire a galla. Quello che soprenderà tutti i fan di Del Toro, chi scrive compreso, è l'incredile monocromaticità della storia, troppo romanzata e che ruota non attorno al fantasma, ma all'oro che Jacinto cerca. Veramente incredibile, lascia allibiti tutti, visto che a metà film è tutto chiaro e limpido e speri solo che con un colpo di genio da vero maestro, Del Toro sconvolga gli eventi, e ti lasci a bocca aperta. Ma così non è stato. Per chi come me ha ancora negli occhi El orfanato o Il labirinto del fauno, questo film è una vera delusione. Anche volendo cercare qualcosa di positivo, si fa fatica a trovarlo, si fa fatica ad andare oltre le buone interpretazioni di tutti i personaggio messi in scena. Oltre questo nulla. E poi perchè il titolo "la spina del diavolo" questo ancora devo capirlo. Veramente deludente. Desolante e avvilente. Da dimenticare.
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normajean1953
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venerdì 16 luglio 2010
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bel film
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film molto coinvolgente, mai scontato o noioso. si eleva una spanna al di sopra di altri film del genere. interpretato e diretto magistralmente. dovessi dare un voto assegnerei 5 stelle.
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archpone
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martedì 23 dicembre 2008
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bastano le frasi del dottore
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Il film tratta un tema ricorrente, tuttavia gli autori hanno dato un taglio alla trama e alle scene che rende la visione di questo film qualcosa di poetico. Senza entrare in interpretazioni colte e argute basta pensare ai discorsi del dottore al bambino e le ultime frasi che recita nel per essere certi della scoperta di un modo diverso di vedere l'ALTRO e di interpretare le proprie convinzioni e paure. Mi sembra alla fine che la schizzofrenia esistenziale di Noriega, il patetico e poetico amore del professore, la passione insana di Marisa Paredes sono solo insetti intrappolati nell'esistenza o nell'ambra..........
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elta
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mercoledì 15 ottobre 2008
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trama leggera ma carica di atmosfera.
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A parer mio è un ottimo film: i personaggi sono molto curati, le ambientazioni sono evocative e la trama esula dai soliti clichet, anche se non la si può definire esattamente imprevedibile. Il senso di spaesamento e desolazione del protagonista sono resi alla perfezione, e gli effetti speciali sono semplici ma efficaci. Dato che non si può far rientrare in nessun genere preciso (Horror? Drammatico? Bellico?) lo sconsiglio a chi ha delle aspettative precise in tal senso. Per tutti gli altri... provar non costa nulla, tutt'al più prendetevi un dvd di riserva!
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