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La spina del diavolo |
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Un film di Guillermo Del Toro.
Con Eduardo Noriega, Marisa Paredes, Federico Luppi, Fernando Tielve, Íñigo Garcés.
continua»
Titolo originale El espinazo del diablo.
Horror,
durata 106 min.
- Spagna, Messico 2001.
uscita venerdì 30 giugno 2006.
MYMONETRO
La spina del diavolo
valutazione media:
3,04
su
20
recensioni di critica, pubblico e dizionari.
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Una desolata landa spagnola. Un imponente edificio come orfanotrofio. Bambini fantasma.
![]() Horror infantile tecnicamente ottimo e ben interpretato |
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Andrea Chirichelli
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Spagna 1939: la Seconda Guerra Mondiale scuote l’Europa ma nel paese c’è ancora la guerra civile. Carlos, giovane orfano, entra in un riformatorio sinistro e atipico, diretto dalla dolce Carmen, dal dottor Casares (di lei segretamente innamorato) e da Jacinto, enigmatico e aitante custode. Carlos entra subito nel mirino di Jaime, compagno violento e cattivo, che non perde occasione per rendergli la vita un inferno. A complicare ulteriormente le cose arrivano le apparizioni di Santi, alunno scomparso misteriosamente anni prima.
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| Che cos'è un fantasma? Un evento terribile condannato a ripetersi all'infinito, forse solo un istante di dolore, qualcosa di morto che sembra ancora vivo, un sentimento sospeso nel tempo come una fotografia sfuocata, come un insetto intrappolato nell'ambra, un fantasma, questo sono io. | |
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DVD | La spina del diavoloUscita in DVD
Disponibile on line da mercoledì 22 novembre 2006
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I fantasmi di Del Toro metafore della solitudine
di Roberto Nepoti La Repubblica
1939, verso la fine della guerra civile spagnola. Figlio di un eroe di guerra repubblicano ucciso dai nazionalisti Carlos, dieci anni, finisce in un orfanotrofio sperduto alla periferia di tutto. Già i personaggi che lo popolano — direttore, insegnanti, inservienti — sono poco rassicuranti; ma è ancora nulla a paragone del fantasma fanciullo che appare ai poveri pensionanti, per annunciare la morte imminente di molti di loro. Non bastasse, piantata nel bel mezzo del cortile c'è una bomba inesplosa, "ricordo" di un bombardamento. » |
Franchismo fantasmi e incubi
di Lietta Tornabuoni La Stampa
La spina del diavolo sarebbe la spina dorsale bifida che procurava morte ai feti o agli appena nati male: nel film, i piccoli corpi conservati nell'alcol in contenitori di vetro secernono un liquido bevuto a volte come energetico. Si può ringraziare l'estate se emergono film come questo, prodotto dai fratelli Augustin e Pedro Almodóvar, che risale al 2001: di Guillermo Del Toro, regista messicano- americano, s'è già fatto in tempo a vedere al festival. di Cannès l'ultimo film Il labirinto del fauno. » |
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di Violetta Bellocchio Rolling Stone
Distribuito con cinque anni di ritardo, alla faccia dei premi raccattati ovunque, rischia di passare inosservato tra gli avanzi di fine stagione. O, peggio, di venire assimilato agli horror fasulli sul genere "Aiuto! C'è un ragazzino inquietante nascosto nel mio ripostiglio!". Sgombriamo subito il campo: questo non è un film, è un gioiello. E non importa quale sia la ragione dietro al recupero (i prodotti di successo sfornati dal regista, Blade II e Hellboy? La sua presenza all'ultimo Cannes con un progetto simile?), perché vederlo su grande schermo resta comunque un privilegio. » |
Grande cinema tra storia e fiaba
di Francesco Alò Il Messaggero
Mentre i sudamericani (Salles, Cuarón, Agresti) vanno a Hollywood, ecco che il messicano Guillermo del Toro, hollywoodiano d'adozione (suoi i pregevoli Mimic, Blade II, Hellboy), viene in Europa. Chiamato da Pedro Almodóvar firma il suo capolavoro: La spina del diavolo. Spagna del 1939. Guerra civile. I nazionalisti di Franco stanno per prendere il potere. In un collegio isolato vivono i figli dei repubblicani morti in guerra. L'ultimo arrivato, Carlos, ha tre problemi: gli altri ragazzini lo perseguitano, il minaccioso factotum (Eduardo Noriega, fantastico) lo prende di mira e, dulcis in fundo, il fantasma di un bambino vuole comunicare con lui. » |
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