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felicity
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martedì 8 ottobre 2024
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tra scorsese e coppola
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The Yards è il film più disperato di James Gray. Quello dove l’amore non viene sublimato in un Two Lovers e quello dove le tenebre non vengono illuminate da un “ti voglio bene” oltre I padroni della notte. Il film dove le ferite non si rimarginano e dove la purezza di Charlize Theron viene anch’essa risucchiata dal vampiro Joaquin Phoenix e dal suo annichilente primo piano nel buio. Ma Leo brama ancora la luce, a tutti i costi: scappa, lotta, viola le leggi della strada e si condanna solo per essere redento agli occhi di una madre in lacrime. Proprio come il cinema di James Gray, figlio di padri troppo grandi e ormai lontani, che concepisce solo la sua fragile umanità come argine a ogni sconfitta immaginaria.
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The Yards è il film più disperato di James Gray. Quello dove l’amore non viene sublimato in un Two Lovers e quello dove le tenebre non vengono illuminate da un “ti voglio bene” oltre I padroni della notte. Il film dove le ferite non si rimarginano e dove la purezza di Charlize Theron viene anch’essa risucchiata dal vampiro Joaquin Phoenix e dal suo annichilente primo piano nel buio. Ma Leo brama ancora la luce, a tutti i costi: scappa, lotta, viola le leggi della strada e si condanna solo per essere redento agli occhi di una madre in lacrime. Proprio come il cinema di James Gray, figlio di padri troppo grandi e ormai lontani, che concepisce solo la sua fragile umanità come argine a ogni sconfitta immaginaria.
E' un cinema di famiglie e riunioni familiari quello di James Gray. Un cinema di amori impossibili e di primi piani affettivi, di sguardi che travalicano le inquadrature e di pericolosi abbracci fraterni, di ancestrali colpe da redimere e di contingenti ferite da curare. I personaggi di Gray sembrano venire sempre da un passato che ci appartiene come collettività, ossia da un cinema che li sapeva comprendere e che oggi li fa solo sopravvivere per testimoniare.
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luigi
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mercoledì 1 luglio 2020
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recensioni non trama
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Sono d'accordo con Lucenera, aggiungo che molti dovrebbero distinguere la recensione dalla trama,è possibile?
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lucenera
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mercoledì 11 maggio 2016
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recensioni
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piu' che una recensione e' una domanda , 99 su 100 , delle vostre recensioni sono dei panegirici che pochissimo hanno a che fare con il film di cui parlano _; tanto che 9 volte su 10 non riesco a capire se parlino del film "succitato" o di altro.
poi sarebbe bello se chiudessero , dopo tutti i loro giri di parole ..riferimenti storici e didascalici ,,,,, con una semplice risposta alla domanda vale la pema di vederlo? si o no?
dal 99 % delle vostre recensioni non si riesce a capirlo , e tutte discordano con il voto del mometro
quindi da quanto leggo da voi non sono assolutamente in grado di capire se devo spendere il mio tempo per vedere il suddetto film
avete ampissimi margini di miglioramento
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filippo catani
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lunedì 27 luglio 2015
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appalti truccati e vite spezzate
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Un giovane ragazzo esce di prigione deciso a cambiare vita anche per non gravare sulla salute malferma della madre. Le cose non andranno bene e il ragazzo si rimetterà immediatamente nei guai.
Ottimo film con un cast di giovanissimi attori che da lì a poco avrebbero spiccato il grande volo verso una brillante carriera (Whalberg e Phoenix bravissimi ma niente male nemmeno la dolente Theron). La pellicola non solo getta uno sguardo inquietante sulla corruzione nei lavori pubblici e appalti che pare essere una piaga anche oltre oceano. La pellicola però indaga anche e soprattutto sui rapporti umani e personali che si vengono a creare tra i quattro protagonisti come un amarissimo finale che va giustamente a chiudere una vicenda ormai andata fuori controllo.
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Un giovane ragazzo esce di prigione deciso a cambiare vita anche per non gravare sulla salute malferma della madre. Le cose non andranno bene e il ragazzo si rimetterà immediatamente nei guai.
Ottimo film con un cast di giovanissimi attori che da lì a poco avrebbero spiccato il grande volo verso una brillante carriera (Whalberg e Phoenix bravissimi ma niente male nemmeno la dolente Theron). La pellicola non solo getta uno sguardo inquietante sulla corruzione nei lavori pubblici e appalti che pare essere una piaga anche oltre oceano. La pellicola però indaga anche e soprattutto sui rapporti umani e personali che si vengono a creare tra i quattro protagonisti come un amarissimo finale che va giustamente a chiudere una vicenda ormai andata fuori controllo. Una storia che si gioca su più tavoli e che dimostra quanto la famiglia nel bene e nel male possa essere decisiva nello sviluppo e nei comportamenti dei propri appartenenti.
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dario
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domenica 2 marzo 2014
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confuso
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Appare rapidamente una certa diccoltà mel condurre la storia che è semplice quanto involuta. Il regosta ha molte difficoltà a renderla più agile, affidandosi a continui colpi di scena, con tanto di effetti faticati e forzature. L'insieme è assai poco credibile. Buona l'ambientazioe, attori bravi, non bravissimi.
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brian77
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venerdì 7 ottobre 2011
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soliti equivoci...
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Gran bel film, che dovrebbe aiutare anche a capire "I padroni della notte", visto che affronta gli stessi temi. A proposito di quanto dice la scheda principale, vorrei precisare: era stato proiettato a Cannes nel 2000, ma quasi tutta la critica non se l'era minimamente filato, forse perché non esibiva stigmate autoriali alla moda, e sappiamo che ai festival trionfa sempre solo il cinema più bassamente modaiolo, da Dams. A "I padroni della notte", qualche anno dopo, capitò anche di peggio: fu addirittura fischiato, bocciato con rabbia, incompreso sia dal pubblico festivaliero (che sappiamo ne capisce ben poco di cinema, visto che non ne azzecca mai una) sia da buona parte del pubblico e della critica quando uscì in sala.
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Gran bel film, che dovrebbe aiutare anche a capire "I padroni della notte", visto che affronta gli stessi temi. A proposito di quanto dice la scheda principale, vorrei precisare: era stato proiettato a Cannes nel 2000, ma quasi tutta la critica non se l'era minimamente filato, forse perché non esibiva stigmate autoriali alla moda, e sappiamo che ai festival trionfa sempre solo il cinema più bassamente modaiolo, da Dams. A "I padroni della notte", qualche anno dopo, capitò anche di peggio: fu addirittura fischiato, bocciato con rabbia, incompreso sia dal pubblico festivaliero (che sappiamo ne capisce ben poco di cinema, visto che non ne azzecca mai una) sia da buona parte del pubblico e della critica quando uscì in sala. Forse anche per questo la scheda dice che "I padroni della notte" è inferiore a "The Yards": per me è superiore, ma "The Yards" è un ottimo film, molto denso. Potevano accorgersene critici e cinefili a Cannes...
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dado1987
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martedì 22 marzo 2011
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potevano chiamarlo trains!
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The Yards è la storia di Leo, un ragazzo che è appena uscito di galera dopo aver scontato una pena per un reato minore, che si va ad impelagare lavorando a fianco di un suo amico d'infanzia (Will) e al di sotto dello zio acquisito, che gestisce un'anzienda per le riparazioni delle ferrovie. Lo zio per poter ottenere gli appalti corrompe le varie commisioni e sabota le aziende concorrenti, il suo braccio operativo e Will, che si rivela essere un poveretto non cattivo, ma che non sa gestire le situazioni, complicando tutto nel peggiore dei modi, compresa la vita di Leo.
Questo film inizia su un treno, con Leo fresco di prigione che non sa cosa fare, continua con il ragazzo che ormai è uno sbandato ed ha bisogno di soldi, e cerca di salire sul treno della vita facile, ma purtroppo non ci riesce, e la sua vita deraglia completamente, fino a quando non riesce a rimetterla in carreggiata, e a prendere il treno giusto, quello lento, in ritardo, ma che alla fine ti porta dove ti meriti di andare.
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The Yards è la storia di Leo, un ragazzo che è appena uscito di galera dopo aver scontato una pena per un reato minore, che si va ad impelagare lavorando a fianco di un suo amico d'infanzia (Will) e al di sotto dello zio acquisito, che gestisce un'anzienda per le riparazioni delle ferrovie. Lo zio per poter ottenere gli appalti corrompe le varie commisioni e sabota le aziende concorrenti, il suo braccio operativo e Will, che si rivela essere un poveretto non cattivo, ma che non sa gestire le situazioni, complicando tutto nel peggiore dei modi, compresa la vita di Leo.
Questo film inizia su un treno, con Leo fresco di prigione che non sa cosa fare, continua con il ragazzo che ormai è uno sbandato ed ha bisogno di soldi, e cerca di salire sul treno della vita facile, ma purtroppo non ci riesce, e la sua vita deraglia completamente, fino a quando non riesce a rimetterla in carreggiata, e a prendere il treno giusto, quello lento, in ritardo, ma che alla fine ti porta dove ti meriti di andare.
Questo film, come tutti quelli di Gray è ben fatto, seppur molto lento, con una storia da non sottovalutare e con un cast notevole: Wahlberg, Phoenix, Theron, Dunaway, Caan e Burstyn.
Voto 6,5
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dandy
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domenica 6 febbraio 2011
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non un capolavoro ma degno di interesse e rispetto
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Dopo "Little Odessa",Gray continua ad esplorare i rapporti familiari in chiave noir,con la metropoli violenta e corrotta a fare da sfondo.Lo stile certo non gli manca,e il cast(di classe)testimonia una passione per il miglior cinema americano e non anni 70.Ma i personaggi sono troppo semplici e risaputi per reggere temi come la necessità del tradimento,e spesso fa capolino la retorica.Bella colonna sonora di Howard Shore.Flop totale in patria.
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majakovskij
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domenica 26 ottobre 2008
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da recuperare
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Se vi è piaciuto I padroni della notte, non dovreste perdere questo film, che ruota attorno agli stessi temi e ha la stessa impronta stilistica. Rispetto al lavoro successivo, è però più chiuso e soffocato in una dimensione melodrammatica, meno interessato alle scene d'azione. Ma è comunque un dramma familiar-criminale notevole, un noir molto classico sull'individuo soffocato dalla famiglia, dall'ambiente in cui vive, da una serie di avvenimenti che finiscono a poco a poco per intrappolarlo. E il lavoro sull'immagine, sulle ombre e sulle luci è notevolissimo, così come la recitazione, spesso a voce bassa, come compressa: James Gray si conferma un maestro di interni, e il racconto è apparentemente lento, ma con una tensione che lo percorre interiormente dall'inizio alla fine.
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Se vi è piaciuto I padroni della notte, non dovreste perdere questo film, che ruota attorno agli stessi temi e ha la stessa impronta stilistica. Rispetto al lavoro successivo, è però più chiuso e soffocato in una dimensione melodrammatica, meno interessato alle scene d'azione. Ma è comunque un dramma familiar-criminale notevole, un noir molto classico sull'individuo soffocato dalla famiglia, dall'ambiente in cui vive, da una serie di avvenimenti che finiscono a poco a poco per intrappolarlo. E il lavoro sull'immagine, sulle ombre e sulle luci è notevolissimo, così come la recitazione, spesso a voce bassa, come compressa: James Gray si conferma un maestro di interni, e il racconto è apparentemente lento, ma con una tensione che lo percorre interiormente dall'inizio alla fine. Da recuperare: regaliamogli pure una mezza stella in più.
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