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luca scial�
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mercoledì 12 novembre 2014
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gangster movie firmato ferrara
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Film frutto della sceneggiatura del fedele collaboratore di Abel Ferrara, Nicholas St. Johnson, e della regia ruvida e indisciplinata dello stesso Ferrara. Un film che può essere considerato l'anti-Padrino, perchè se quest'ultimo sottolinea la sacralità della famiglia nella mafia italo-americana, esso tende a dissacrare questo postulato, con i tre fratelli Tempio protagonisti della vicenda che finiscono per farsi la guerra. Si contrastano, la pensano diversamente. Solo il primogenito Rey si avvicina ai canoni del boss, gli altri due, Chez e Johnny, seguono i propri vizi e i propri ideali.
Vinse una Coppa Volpi grazie all'interpretazione di Chris Penn, vissuto sempre professionalmente all'ombra del fratello Sean.
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Film frutto della sceneggiatura del fedele collaboratore di Abel Ferrara, Nicholas St. Johnson, e della regia ruvida e indisciplinata dello stesso Ferrara. Un film che può essere considerato l'anti-Padrino, perchè se quest'ultimo sottolinea la sacralità della famiglia nella mafia italo-americana, esso tende a dissacrare questo postulato, con i tre fratelli Tempio protagonisti della vicenda che finiscono per farsi la guerra. Si contrastano, la pensano diversamente. Solo il primogenito Rey si avvicina ai canoni del boss, gli altri due, Chez e Johnny, seguono i propri vizi e i propri ideali.
Vinse una Coppa Volpi grazie all'interpretazione di Chris Penn, vissuto sempre professionalmente all'ombra del fratello Sean. Per il resto è lontano anche per altro dalla famosa saga dei Corleone.
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paperino
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domenica 17 luglio 2011
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un raro film contro la mafia e non sulla mafia
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Il valore di quest'opera sta nel fatto che si discosta nettamente da altri film sulla mafia che finiscono per renderci simpatico un personaggio ( vedi " Scarface fra gli altri ), a indurci sottilmente a stare dalla sua parte dimenticando il peso morale delle sua azione ( vedi "C'era una volta in america" che pure è uno dei m iei film preferiti) o a farne un mito ( " il Padrino" ).
Qui la violenza è talmente densa e insita nel comportamento della famiglia ( lo si vede chiaramente nel rito di iniziazione a cui vengono sottoposti o assistono i tre fratelli ancora bambini ) che alla fine implode nell'autodistruzione.
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Il valore di quest'opera sta nel fatto che si discosta nettamente da altri film sulla mafia che finiscono per renderci simpatico un personaggio ( vedi " Scarface fra gli altri ), a indurci sottilmente a stare dalla sua parte dimenticando il peso morale delle sua azione ( vedi "C'era una volta in america" che pure è uno dei m iei film preferiti) o a farne un mito ( " il Padrino" ).
Qui la violenza è talmente densa e insita nel comportamento della famiglia ( lo si vede chiaramente nel rito di iniziazione a cui vengono sottoposti o assistono i tre fratelli ancora bambini ) che alla fine implode nell'autodistruzione.
Il richiamo costante alla fede in Dio , così importante in Cosa Nostra, si rivela qui in tutta la sua assurdità, tirato in ballo in occasione di stupri e feroci uccisioni.
E' come se la famiglia si trovasse costretta ad agire in modo brutale e spietato essendo ormai inserita in girone infernale da cui non si può più uscire : o uccidi o sei ucciso. In base a questa logica ogni fratello , a modo suo, va incontro al proprio destino già inconsciamente consapevole del baratro che gli si apre davanti.
La violenza non può che portare alla violenza in un circolo vizioso che si gira su se stesso all'infinito..
Le figure femminili fanno da sfondo ma sono importanti come una specie di "coro" da tragedia greca e, con il loro abbigliamento e il loro atteggiamento sottomesso e umile, non fanno che rendere più pregnante il messaggio del film.
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mirror
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lunedì 22 novembre 2010
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geniale sui generis
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un gangstar movie sui generis. Magnifico, profondo, tocca corde che solo chi vive nel mediterraneo può capire fino in fondo. Forse il capolavoro di Abel Ferrara
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markriv
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lunedì 1 novembre 2010
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tra dolore, fede e vendetta
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New York, anni 30. La veglia funebre per la morte del giovane Johnny Tempio è l'occasione per i suoi due fratelli, Ray e Chaz, per riflettere sulla loro vita, sulla loro educazione religiosa e sulle loro esperienze. Il dolore iniziale lascia presto spazio al desiderio di vendetta di Ray, che in tutti i modi cercherà di trovare il responsabile dell'assassinio del fratello, mentre Chaz inizia una veloce discesa nella paranoia e nei sensi di colpa che lo porterà ad un terribile gesto finale.
Come in quasi tutti i film di Ferrara, la trama non è nient'altro che un mezzo per le abituali riflessioni su religione, fede, peccato e redenzione che contraddistinguono il suo cinema e le sceneggiature del fidato collaboratore Nicolas St.
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New York, anni 30. La veglia funebre per la morte del giovane Johnny Tempio è l'occasione per i suoi due fratelli, Ray e Chaz, per riflettere sulla loro vita, sulla loro educazione religiosa e sulle loro esperienze. Il dolore iniziale lascia presto spazio al desiderio di vendetta di Ray, che in tutti i modi cercherà di trovare il responsabile dell'assassinio del fratello, mentre Chaz inizia una veloce discesa nella paranoia e nei sensi di colpa che lo porterà ad un terribile gesto finale.
Come in quasi tutti i film di Ferrara, la trama non è nient'altro che un mezzo per le abituali riflessioni su religione, fede, peccato e redenzione che contraddistinguono il suo cinema e le sceneggiature del fidato collaboratore Nicolas St. John. Qui i momenti alti sono parecchi, a cominciare dalla straziante scena del primo omicidio commesso da Ray in età adolescenziale, episodio che segnerà profondamente la sua esistenza; o la sua "conversione", quando ammette, davanti all'assassino del fratello, di credere in Dio, e di essere consapevole di aver commesso delle azioni che lo <<faranno bruciare all'inferno>>. Peculiare la figura delle donne, simbolo positivo e di speranza e non solo succubi della violenza degli uomini di famiglia ma, come si è detto, questo è tutt'altro che un semplice film di genere. All'ottimo risultato concorrono anche la stupenda e scurissima fotografia virata sul nero e sul verde, la sceneggiatura profonda e la grande recitazione di un'ottima compagnia di attori. Un cinema sicuramente non per tutti i gusti, ma, se guardato con attenzione, estremamente gratificante e pieno di spunti di riflessione.
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paride86
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sabato 3 aprile 2010
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molto bello
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Straordinario ritratto morale di una famiglia mafiosa.
Abel Ferrara realizza un film che ha come argomento principale l'odio, e lo affronta da varie angolazioni, studiando caratteri maschili e femminile con freddo realismo.
Una storia che rimane.
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dado1987
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martedì 17 novembre 2009
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non bastano walken e c.penn per fare un bel film..
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Film estremamente sopravvalutato, ridicolous (scritto proprio così!), non è neanche da definire un gangster movie, ma una presa in giro di un'ora e mezza... vero è che Walken e fat Penn sono dei bravi attori, ma la sceneggiatura lascia al quanto a desiderare, lasciando nascosta la natura dei personaggi, e basando tutto il plot sulla morte di uno dei fratelli. E' un film che le professoresse delle medie definirebbero lacunoso e privo delle basi fondamentali.
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elvis shot jfk
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mercoledì 26 novembre 2008
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gran finale
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film di un certo spessore e con grandi potenzialità non del tutto sfruttate.....i flashback e la vicenda del sindacato depotenziano molto il film a mio parere......grandissimo il finale e la scelta di far girare buona parte della storia attorno al funerale........
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piernelweb
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domenica 25 marzo 2007
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fratelli di (e nel) sangue
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Come lo stesso regista newyorkese ha più volte precisato "Fratelli" più che un vero e proprio Mafia movie è un film sull'importanza dei legami famigliari, sulla vita e sulla morte. Le qualità registiche di Ferrara, purtroppo note solo ad una ristretta cerchia di cinefili e ultimamente in verità un pò disperse, sono ben dimostrate in questo nero e densissimo dramma, quasi un inno sull'impossibilità di redenzione e di sottrazione ai meccanismi psicologici e pratici dell'ambiente criminale. Il cast davvero ragguardevole contribuisce all'intensità della pellicola, e i ruoli femminili rivestono, finalmente, un'importanza di primo piano. Favolosa la sequenza finale nella sua assoluta tragicità. Per contro, il difetto principale di "Fratelli" sta, non tanto nella sua mancata capacità di suscitare empatia/simpatia per i personaggi (come invece avviene tipicamente nel cinema di Scorsese o De Palma) quanto in una sua eccessiva brevità; la riuscita struttura a flashback non risulta pertanto sufficiente ad approfondire il passato di tutti i personaggi evidenziandone l'evoluzione.
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Come lo stesso regista newyorkese ha più volte precisato "Fratelli" più che un vero e proprio Mafia movie è un film sull'importanza dei legami famigliari, sulla vita e sulla morte. Le qualità registiche di Ferrara, purtroppo note solo ad una ristretta cerchia di cinefili e ultimamente in verità un pò disperse, sono ben dimostrate in questo nero e densissimo dramma, quasi un inno sull'impossibilità di redenzione e di sottrazione ai meccanismi psicologici e pratici dell'ambiente criminale. Il cast davvero ragguardevole contribuisce all'intensità della pellicola, e i ruoli femminili rivestono, finalmente, un'importanza di primo piano. Favolosa la sequenza finale nella sua assoluta tragicità. Per contro, il difetto principale di "Fratelli" sta, non tanto nella sua mancata capacità di suscitare empatia/simpatia per i personaggi (come invece avviene tipicamente nel cinema di Scorsese o De Palma) quanto in una sua eccessiva brevità; la riuscita struttura a flashback non risulta pertanto sufficiente ad approfondire il passato di tutti i personaggi evidenziandone l'evoluzione. Tutto quanto viene mostrato è comunque di qualità. Un film da riscoprire.
Voto: 7 e 1/2
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hurricaneplane
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venerdì 9 febbraio 2007
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fratelli
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Come spesso accade nelle opere di Ferrara la trama è solo un pretesto per raccontare i personaggi che la animano. Come in fratelli: la guerra contro i sindacati e gli omicidi non servono a spiegare una storia ma ad analizzare la passione e l'anima di una famiglia mafiosa vista non più come salda organizzazione criminale bensì come una qualsiasi famiglia piena di problemi e contraddizioni. Piano piano le paure e i traumi emergono fino a raggiungere un amaro epilogo. Questa tragedia moderna di Abel Ferrara credo sia tra i migliori film degli ultimi vent'anni. Perfetto in tutto: dalla ricostruzione storica (minimale ma incisiva) alla splendida prova generale di tutti gli attori.
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diotima
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mercoledì 14 giugno 2006
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incisivo ed esaustivo
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signore
lei ha un futuro come critico cinematografico
complimenti
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