L'amico immaginario è un tema comune nella schizofrenia, quasi una valvola di sfogo contro una situazione di disagio e di forte stress. Anche nella cinematografia si ritrova spesso questo tema, da Fight Club con Brad Pitt, a Secret Window con Johnny Deep, a Fantasma d'amore con la coppia Mastroianni/Schneider fino al casereccio "Ma che bella sorpresa" co Bisio e la Lodovini. Roberto Russo, compagno di Monica Vitti, di professione fotografo, si inventa regista e fa questo bel film del 1983 dove lo stress degli anni '80 è tangibile e può provocare dei disastri nella mente della gente comune. Così un programmatore di computer d'improvviso si inventa un'amante che non esiste nella realtà, ma che per lui è talmente reale da presentarla alla moglie che lo ha pedinato e seguito nella casa al mare.
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L'amico immaginario è un tema comune nella schizofrenia, quasi una valvola di sfogo contro una situazione di disagio e di forte stress. Anche nella cinematografia si ritrova spesso questo tema, da Fight Club con Brad Pitt, a Secret Window con Johnny Deep, a Fantasma d'amore con la coppia Mastroianni/Schneider fino al casereccio "Ma che bella sorpresa" co Bisio e la Lodovini. Roberto Russo, compagno di Monica Vitti, di professione fotografo, si inventa regista e fa questo bel film del 1983 dove lo stress degli anni '80 è tangibile e può provocare dei disastri nella mente della gente comune. Così un programmatore di computer d'improvviso si inventa un'amante che non esiste nella realtà, ma che per lui è talmente reale da presentarla alla moglie che lo ha pedinato e seguito nella casa al mare. La bravura di Monica Vitti è il collante che tiene in vita questa esile sceneggiatura che altrimenti farebbe acqua da tutte le parti, con una splendida fotografia e le musiche di un Francesco de Gregori ispirato nella sua "Donna cannone", che echeggia nel finale quando la coppia si è finalmente liberata di questo fantasma e i due si abbracciano felici sulle dune di Torvaianica. Ho rivisto questo film dopo 40 anni e l'ho trovato sempre attuale, uno spaccato degli anni '80 dove all'edonismo si contrapponeva spesso la depressione soprattutto in chi pensava di avere una vita felice.
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