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elgatoloco
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martedì 29 settembre 2020
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...comico sexy-"demenziale"
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IN"W la foca"(Nando Cicero, anche autore della sceneggiatura, da un soggetto da Galliano Juso, con Stefano Sudriè e Francesco Milizia, 1982), film a suo tempo sequestrato che oggi passa in TV, è demenziale(pensare che in casa un medico, pur se di "Larghe vedute"e per di più sessualmente assatanato, accetti che la moglie faccia l'amore nel"letto coniugale"e che la domstica "proovchi"il figlio diciottenne "ritardato"a livello intellettivo è almeno"curioso"), comico-gorttesco, con papà"maniaco", moglie idem, figlio come si è detto, nonno di casa(riccardo Billi alla sua ultima interpretazione, bravissimo), con un'infermiera veneta bellissima(Lory Del Santo), maniaco(Enzo Andronico, che si"mostra"nel parco, con risvolti da barzelletta)e altro ancora(la foca, comunuque, resta il top, non si dica di no), fran camente oggi"non tange"molto, a dimostrazione di un rinnovamento(?altri diranno"degnenerazione"dei costumi, facendo gridare"o tempora o mores"a chi magari è ipocrita o codino o invece fa finta di nulla).
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IN"W la foca"(Nando Cicero, anche autore della sceneggiatura, da un soggetto da Galliano Juso, con Stefano Sudriè e Francesco Milizia, 1982), film a suo tempo sequestrato che oggi passa in TV, è demenziale(pensare che in casa un medico, pur se di "Larghe vedute"e per di più sessualmente assatanato, accetti che la moglie faccia l'amore nel"letto coniugale"e che la domstica "proovchi"il figlio diciottenne "ritardato"a livello intellettivo è almeno"curioso"), comico-gorttesco, con papà"maniaco", moglie idem, figlio come si è detto, nonno di casa(riccardo Billi alla sua ultima interpretazione, bravissimo), con un'infermiera veneta bellissima(Lory Del Santo), maniaco(Enzo Andronico, che si"mostra"nel parco, con risvolti da barzelletta)e altro ancora(la foca, comunuque, resta il top, non si dica di no), fran camente oggi"non tange"molto, a dimostrazione di un rinnovamento(?altri diranno"degnenerazione"dei costumi, facendo gridare"o tempora o mores"a chi magari è ipocrita o codino o invece fa finta di nulla). Prevlae nel film, in maniera assoluta, il dialetto e comunque l'accento romanesco, sempre simpaticissimo(fa pendant, paradosssalmente, con la foca...), ma poi il film è sturtturato in una serie di scenette, di "barzellette"(come tale è da vedere, se proprio si vuol farlo)ì...), senza necessariamente seguire il plot e la trama, che hanno valore relativo, Da dire ancora, in ogni caso, che Bombolo come medico..padrone di casa è bravo e dirlo non è inutile considerando il fatto che l'interprete turco di orgine ma romanissimo d'adozione è in ogni caso stato "bistrattato"per anni, pur dando corpo(in ogni senso, indubbiamente)a tatnti iflm comici, ceero di s erie anche"Z", ma di successo, il che è da considerare anche a livello di gettito economico-finanziario. Per il resto c'è un a schiera di interpreti, da Dagmar Lassander a Lory Del Santo(che dice ben poche battute, certo meno della Lassander, qui non doppiata)e ci sono presneze-apparizioni, come quella di Moana Pozzi o di Maurizio Mattioli. di Franco Bracardi, "assist"di Renzo Arbore, ma anche di altre e altri. "W la foca", "riabilitato "dalla proiezione al Festival di Venezia 2004, dimostra come il cinema possa essere arte, ma spesso sia anche "altro", in ogni senso... El Gato
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dandy
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domenica 16 marzo 2014
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tira davvero il pelo di foca!
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Considerata da molti la commediaccia per eccellenza(complice anche il titolo pecoreccio),è invece uno dei film che incredibilmente ha inciso di meno nell'immaginario dell'epoca.C'è stato bisogno di una prioezione nella retrospettiva veneziana sul "cinema italiano segreto" nel 2004 per ricordarsi di quello che è uno dei classici del genere.Il produttore Galliano Juso aveva in mente una semplice raccolta di sketch-barzellette maliziosi,probabilmente sullo stile dell'appena precedente "Pierino la peste".Ma Cicero,sceneggiatore e interprete dell'energumeno bendato,si scatena tra amplessi consumati,interrotti,clandestini,sprazzi surreali(la vera foca che Andrea porta a spasso nel passeggino,gli episodii dell'imbianchino infoiato),doppi sensi,battutacce a freddo,schiaffoni e innumerevoli appetitosi nudi.
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Considerata da molti la commediaccia per eccellenza(complice anche il titolo pecoreccio),è invece uno dei film che incredibilmente ha inciso di meno nell'immaginario dell'epoca.C'è stato bisogno di una prioezione nella retrospettiva veneziana sul "cinema italiano segreto" nel 2004 per ricordarsi di quello che è uno dei classici del genere.Il produttore Galliano Juso aveva in mente una semplice raccolta di sketch-barzellette maliziosi,probabilmente sullo stile dell'appena precedente "Pierino la peste".Ma Cicero,sceneggiatore e interprete dell'energumeno bendato,si scatena tra amplessi consumati,interrotti,clandestini,sprazzi surreali(la vera foca che Andrea porta a spasso nel passeggino,gli episodii dell'imbianchino infoiato),doppi sensi,battutacce a freddo,schiaffoni e innumerevoli appetitosi nudi.Il risultato è spiazzante,rocambolesco,esplicito e goliardico senza essere volgare.E l'erotismo è audace in modo irriverente(memorabile l'amplesso tra il bestione nero e la moglie di Patacchiola),allegramente triviale come nessun'altro ha più fatto.La sintesi delle pulsioni principali dei protagonisti di queste pellicole(maschi sempre in fregola,donne bellissime ingenuamente provocanti,e neanche troppo contrariate).Strepitoso Bombolo(ma bravi anche Riccardo Billi,Franco Bracardi,jimmy il Fenomeno),che in questo caso gli schiaffi invece di prenderli li da al figlio imbecille.E Lory Del Santo è meravigliosa,come pure il resto del cast femminile(Michela Miti,Moana Pozzi,Dagmar Lassander).Ebbe guai giudiziari all'epoca.Immotivati come l'accoglienza fredda che ricevette.Il critico Sergio Grmek Germani ne fece una lettura "deleuziana" su "Filmcritica" che divenne celebre.Per i fan del genere è una tappa indispensabile.
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m.raffaele92
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mercoledì 9 ottobre 2013
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il capolavoro assoluto del genere
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Spesso e volentieri, il fatto che su un film ci sia poco da dire non significa che si tratti per forza di un film di scarsa importanza. “W la foca” (il titolo dice già tutto sullo spessore del film) è importante perché è la summa, il massimo risultato ed esponente di un filone che tra gli anni 70 e la prima metà degli anni 80 è stato, nel nostro Paese, prolifico a dir poco.
Anche se questa volta mancano molti dei grandi nomi del “pecoreccio all’italiana”, quali Edwige Fenech, Alvaro Vitali e (manco a dirlo) Lino Banfi, non possiamo certo lamentarci se in scena ci sono Lory del Santo (recitazione scult come di rado s’è visto) e (udite udite) il mitico Bombolo, che da solo vale tutto il film (il che è tutto un dire).
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Spesso e volentieri, il fatto che su un film ci sia poco da dire non significa che si tratti per forza di un film di scarsa importanza. “W la foca” (il titolo dice già tutto sullo spessore del film) è importante perché è la summa, il massimo risultato ed esponente di un filone che tra gli anni 70 e la prima metà degli anni 80 è stato, nel nostro Paese, prolifico a dir poco.
Anche se questa volta mancano molti dei grandi nomi del “pecoreccio all’italiana”, quali Edwige Fenech, Alvaro Vitali e (manco a dirlo) Lino Banfi, non possiamo certo lamentarci se in scena ci sono Lory del Santo (recitazione scult come di rado s’è visto) e (udite udite) il mitico Bombolo, che da solo vale tutto il film (il che è tutto un dire).
Se negli altri film della serie esisteva lontanamente (ma molto molto lontanamente) una remota, astratta, appena percettibile parvenza di trama, questo film è invece una mera raccolta di barzellette sparate a raffica.
E non lo dico affatto con intento critico, anzi, questo tipo di film in fondo serve proprio a questo (della serie: perché scervellarsi a cercare per forza una trama quando in realtà non ce n’è bisogno?).
Un film a suo modo irresistibile, il trash movie perfetto un vero cul(t) movie, la giusta commistione di erotico e comico come usava all’epoca. Le battute trash “memorabili” da citare sarebbero infinite: ricordiamo il fischio del treno all’inizio, la “bufera di neve” provocata dalla foca, nonché ogni perla del “Bombolo dottore”.
È un peccato che di film così si sia perso lo stampo, perché vale molto di più “W la foca” che non tutti i cinepanettoni degli ultimi anni messi assieme. Perché, se nel primo si tratta solo di divertimento cialtrone e squallido, nei film di Natale con De Sica & company si è scesi in un vergognoso baratro di volgarità.
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morpheus80
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sabato 17 marzo 2012
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assolutamente da vedere !!
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trama anche scadente se vogliamo, con salti netti da una scena all'altra... però sono una sequenza DI PERLE !!! ASSOLUTAMENTE DA VEDERE !!!
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paolo 67
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venerdì 4 novembre 2011
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perchè è un mito
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"Quando la trovata è nel titolo, il film è fatto a metà" dice un vecchio adagio cinematografico. La graziosa Lory del Santo smussa l'aggressiva comicità da avanspettacolo e ingentilisce le situazioni oscene di un film che si inserisce nel filone del barzelletta-movie, non sempre nobilmente ma tuttavia elevandosi dalla media del genere per le svolte nel surreale e nel paradossale. Film come questo andrebbero studiati seriamente per riconoscerne le radici e il portato della società italiana reale, di cui spiega il passato e anticipa profeticamente il futuro.
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il piccolo
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lunedì 24 ottobre 2011
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dalla suburra alla mostra di venezia
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Nando Cicero è un regista che per sua stessa ammissione, venuto a Roma "preferiva andare appresso alle donne che andare a lavorare". Questo film si inserisce nel particolare momento in cui la commedia all'italiana col Pierino di Alvaro Vitali aveva imboccato la strada delle barzellette sceneggiate, più o meno oscene, nella quale confluiva però anche la vecchia e gloriosa tradizione dell'avanspettacolo, con la sua comicità aggressiva e sfacciata. La vicenda è poco più di un pretesto da cui il film svicola continuamente per lazzi e freddure che costituiscono un vero campionario della comicità "porcacciona". Anche se il film possiede un grano di follia che lo eleva al di sopra della media del genere.
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Nando Cicero è un regista che per sua stessa ammissione, venuto a Roma "preferiva andare appresso alle donne che andare a lavorare". Questo film si inserisce nel particolare momento in cui la commedia all'italiana col Pierino di Alvaro Vitali aveva imboccato la strada delle barzellette sceneggiate, più o meno oscene, nella quale confluiva però anche la vecchia e gloriosa tradizione dell'avanspettacolo, con la sua comicità aggressiva e sfacciata. La vicenda è poco più di un pretesto da cui il film svicola continuamente per lazzi e freddure che costituiscono un vero campionario della comicità "porcacciona". Anche se il film possiede un grano di follia che lo eleva al di sopra della media del genere. Lory Del Santo è graziosa, alleggerisce la volgarità delle situazioni e la trovata del titolo è notevole (c'è chi ha detto che trovato un titolo un film è fatto a metà).
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gianluca78
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venerdì 15 aprile 2011
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un cinema comico senza eredi
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Per anni stroncato, a dir poco criticato, e quando uscì persino arrivò in tribunale, cosi da non potersi neritare il meritato successo di pubblico.Ma il tempo,è galantuomo.
Il film altro non è che una sequela ininterrotta, di ottime trovate comiche nonsense, che non nuotano le acque della volgarità, ma la costeggiano.Attori perfetti, e un grande Bombolo, rendono grande un genere, a torto di falso moralismo,con una commedia fresca, leggera, e con una scrittura e visione comica di Nando Cicero che in Italia non si sono più visti.
Boccciare a priori, un talento della classe, è sinonimo di invidia.
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ultimoboyscout
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sabato 1 maggio 2010
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osceno.
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Film senza trama ne storia, ma una serie di scenette alcune carine altre stupide messe assieme senza pensarci troppo. Si salva giusto Bombolo, protagonista assoluto, lui è veramente fantastico. Bellissima la scenetta al campo da tennis...out net cazz...cambio palla!!!!
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paride86
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martedì 3 febbraio 2009
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il migliore degli inutili
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Pur essendo diventato un cult questo film non è niente di che. La sceneggiatura è frammentata e ogni piccolo episodio è a se stante. La comicità è pecoreccia e nella maggior parte dei casi non fa ridere per niente (almeno per quello che mi riguarda, s'intende). Il resto è una sequenza ininterrotta di tette e soprattutto culi.
Lory Del Santo è, a suo modo, strepitosa e questa parte le è congeniale: con quella finta ingenuità sembra davvero esserci capitata per caso sul set di una commedia sexy.
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junkman
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venerdì 14 marzo 2008
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adoro il trash
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bello proprio per via della sua estrema volgarita e pochezza.talmente brutto da risultare sublime!!!
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