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paolp78
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domenica 27 ottobre 2024
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che errore doppiare le canzoni!
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Versione cinematografica dell’omonimo musical campione d’incassi a Broadway; il film che non ebbe lo stesso successo e la medesima riuscita dell’opera teatrale, venne diretto dal grande John Huston che in età avanzata si cimentò per la prima volta con la commedia musicale.
Sebbene l’opera non convinca, le canzoni originali, in inglese, sono comunque orecchiabili e molto ben interpretate, tuttavia il pubblico italiano non poté apprezzarle perché vennero doppiate, risultando così modificate e marcatamente peggiorate. La scelta della distribuzione, davvero incomprensibile, rovinò l’elemento di maggior pregio della pellicola.
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Versione cinematografica dell’omonimo musical campione d’incassi a Broadway; il film che non ebbe lo stesso successo e la medesima riuscita dell’opera teatrale, venne diretto dal grande John Huston che in età avanzata si cimentò per la prima volta con la commedia musicale.
Sebbene l’opera non convinca, le canzoni originali, in inglese, sono comunque orecchiabili e molto ben interpretate, tuttavia il pubblico italiano non poté apprezzarle perché vennero doppiate, risultando così modificate e marcatamente peggiorate. La scelta della distribuzione, davvero incomprensibile, rovinò l’elemento di maggior pregio della pellicola.
L’opera punta giustamente sui balletti e le canzoni; la trama è quella scontata e già vista mille volte del musical teatrale; i personaggi stereotipati, sono anch’essi troppo poco originali per conquistare il pubblico. In particolare fallisce la piccola protagonista, che forse era pensata per fare il verso a Shirley Temple: viceversa l’esordiente Aileen Quinn che la interpreta, pur essendo molto brava tecnicamente, non ha assolutamente la simpatia e la genuinità della piccola diva degli anni ’30; da confronto ne esce male la Quinn ed anche l’intera pellicola ne risente.
Molto meglio Carol Burnett, davvero bravissima ed in parte, ed il grande Albert Finney, insolitamente calvo, ma sempre molto bravo ed a suo agio nel musical, genere nel quale l’attore britannico si era già cimentato in “La più bella storia di Dickens” di Ronald Neame, dove interpretava il celebre protagonista Ebenezer Scrooge, che ha vari punti in comune col ruolo ricoperto in quest’opera.
Tra gli altri interpreti si devono ricordare il sempre ottimo Tim Curry, molto bene in parte, Bernadette Peters e Ann Reinking, che mette in mostra le sue qualità di eccellente ballerina.
Buoni i costumi e le scenografie.
Il brano “Tomorrow” è quello più noto e riconoscibile della pellicola; presente sia nei titoli di testa che in quelli di coda, ebbe un successo straordinario.
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cionko
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giovedì 10 dicembre 2009
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queste recenzioni...
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il film è fantastico, non capisco proprio come si faccia a scrivere recenzioni tanto meschine e stupide.
ciò che ha scritto non rispecchia la realtà.
e poi un po' più sintetico non poteva essere?
P.S. parlo ironicamente
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stefano
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martedì 19 febbraio 2008
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il morandini
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è scritto da sovietici, vecchi comunisti o da chi altro? meno male che c'è l'individualismo americano, a sto punto mi fate diventare filoamericano con ste cavolo di recensioni...
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