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lucaguar
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giovedì 13 novembre 2025
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una piccola perla
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Quando si parla di “Ms. 45” (“L'angelo della vendetta” nella distribuzione italiana) lo si definisce spesso un film minore di Abel Ferrara (e Nicolas St. John), e per certi versi così è, visto che esso rappresenta solo la terza fatica del regista newyorkese e che i mezzi impiegati e l'esperienza ancora acerba e grezza del nostro rendono questa un'opera dall'aura decisamente "underground". In effetti però, Ms. 45 è un film potentissimo: la protagonista, interpretata alla grande da una giovanissima Zoe Lund è praticamente perfetta nel ruolo, con quel viso angelico da bambola e al contempo con una freddezza nordica e distante, anche rafforzata dal mutismo del personaggio.
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Quando si parla di “Ms. 45” (“L'angelo della vendetta” nella distribuzione italiana) lo si definisce spesso un film minore di Abel Ferrara (e Nicolas St. John), e per certi versi così è, visto che esso rappresenta solo la terza fatica del regista newyorkese e che i mezzi impiegati e l'esperienza ancora acerba e grezza del nostro rendono questa un'opera dall'aura decisamente "underground". In effetti però, Ms. 45 è un film potentissimo: la protagonista, interpretata alla grande da una giovanissima Zoe Lund è praticamente perfetta nel ruolo, con quel viso angelico da bambola e al contempo con una freddezza nordica e distante, anche rafforzata dal mutismo del personaggio. In questo piccolo gioiello, che è giustamente diventato una sorta di cult tra il pubblico, troviamo in nuce moltissimi dei temi portanti della filmografia di Ferrara, almeno fino a che questi si è avvalso della collaborazione di St. John (a detta di moltissimi il suo periodo più florido): un contesto urbano newyorkese ricolmo di criminalità, pericoli, peccati e malavita, la religione, la vendetta e l'espiazione, la violenza ecc... Pur con una sceneggiatura limitata, questa pellicola riesce ad entusiasmare per il ritmo incalzante, dove la violenza non viene nascosta, anzi viene esposta in modo quasi iperbolico, così come iperbolica è la vendetta della ragazza, che, dopo aver subito due stupri, inizia a vendicarsi di tutti gli uomini da lei ritenuti "impuri", che possono cioè rappresentare una minaccia verso la sacralità del femminile. La progressione del personaggio è a mio avviso uno degli aspetti più riusciti del film, con questa ragazza che nonostante il suo mutismo riesce ad esprimere benissimo una parabola che si dipana attraverso il trauma iniziale dovuto al primo stupro, l’omicidio per legittima difesa da lei compiuto dopo il secondo stupro, la pratica spaventosa della sezione del cadavere per far scomparire il corpo, ed infine la trasformazione in un sicario spietato ed implacabile, fino alla iconica scena finale in cui ella giunge a compiere una vera a propria strage, vestita da suora.
In Ms 45 (così chiamata perché per i suoi omicidi si serve di una calibro 45) emerge il risentimento per una sacralità violata, da una innocenza ferita, rappresentata da un silenzio che sembra trasmettere un misticismo quasi inviolabile e sacro appunto, che viene profanato dagli stupri. L'ira dell'angelo che si scatena è devastante: uscendo dalla cultura cristiana si potrebbero citare le Erinni vendicatrici di ellenica memoria, che spesso tormentavano chi compiva gravi crimini e che risolvevano in modo nefasto il conflitto tragico. Alcune scene sono davvero di una potenza sorprendente, come quella già citata dell'efferato modo in cui la protagonista si libera del cadavere dello stupratore, che crea un pathos indicibile proprio perchè in quel momento nessuno si aspetterebbe un tale atto da una ragazza così "angelica" appunto. Altre scene sono di grande finezza espressiva, ad esempio la scena del secondo stupro, nel quale si vede contemporaneamente lo stupratore lasciare la pistola in preda all’amplesso e la ragazza impugnare un soprammobile rosso a forma di mela: l’uomo, sembra comunicarci la scena, è disarmato, reso debole dal peccato, ma il frutto della conoscenza del bene e del male, il frutto proibito ripaga chi compie il male con la sua aspra retribuzione, il peccato si ritorce verso chi lo compie. Quelle sovracitati sono solo esempi di come il simbolismo del Ferrara maturo sia qui già ben evidente, racchiuso con grande maestria nella sublimata efficacia espressiva di alcune sequenze che possono talvolta sembrare mediocri o da film di serie b, ma che in realtà a mio parere esprimono traiettorie davvero mai banali, legate alla salvezza e al peccato, alla vendetta e alla violenza che sono la cifra stilistica del cinema di Abel Ferrara. Tutto in questo film è al posto giusto, non ci sono forzature se non quelle volute, dichiarate, non ipocritamente presentate allo spettatore. E’ un film semplice ed onesto nella sua efferatezza, candidamente violento direi, che rispecchia con fedeltà il tema portante che vuole esprimere già dal titolo e che riesce benissimo a cogliere nel segno. Nota di merito va anche alla davvero suggestiva e coinvolgente la musica nella mitica scienza finale e alla buona fotografia, lucente, dai toni accesi ma anche umbratile in alcune scene. Ms 45 è davvero una piccola perla del cinema americano degli ultimi decenni.
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davide777
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giovedì 10 settembre 2015
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un film minore di abel ferrara
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Thana è una ragazza che lavora in una sartoria. Un giorno, tornando da lavoro, viene violentata due volte: il primo violentatore ( interpretato dallo stesso Ferrara ) riesce a fuggire, il secondo viene ucciso in casa dalla ragazza e gli viene sottratta la calibro 45 del titolo. Da questo momento in poi Thana non è più la stessa, ha paura di tutto e in particolare degli uomini. Comincia a fare a pezzi il cadavere del suo stupratore e a distribuirli nella città dentro dei sacchetti; quando un uomo la rincorre credendo che uno dei sacchetto sia stato involontariamente dimenticato gli spara. Comincia così una serie ininterrotta di omicidi, tanto piatta quanto gratuita, inframmezzata da qualche discorso misogino, fino alla strage finale, dove Thana viene accoltellata dopo aver scaricato il caricatore sugli uomini presenti ad una festa in maschera in cui lei è vestita da suora.
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Thana è una ragazza che lavora in una sartoria. Un giorno, tornando da lavoro, viene violentata due volte: il primo violentatore ( interpretato dallo stesso Ferrara ) riesce a fuggire, il secondo viene ucciso in casa dalla ragazza e gli viene sottratta la calibro 45 del titolo. Da questo momento in poi Thana non è più la stessa, ha paura di tutto e in particolare degli uomini. Comincia a fare a pezzi il cadavere del suo stupratore e a distribuirli nella città dentro dei sacchetti; quando un uomo la rincorre credendo che uno dei sacchetto sia stato involontariamente dimenticato gli spara. Comincia così una serie ininterrotta di omicidi, tanto piatta quanto gratuita, inframmezzata da qualche discorso misogino, fino alla strage finale, dove Thana viene accoltellata dopo aver scaricato il caricatore sugli uomini presenti ad una festa in maschera in cui lei è vestita da suora. "L'angelo della vendetta" è un film freddo, duro, dove il budget è ridotto e si nota. L’approfondimento psicologico dei personaggi è pressoché nullo, tranne quello della protagonista, significativo quanto assurdo: da ragazza timida acqua e sapone diventa un’assassina sexy e spietata. Il tema centrale è lo squallore dei sobborghi di New York, da cui Ferrara ritrae personaggi talmente piatti e disgustosi da risultare caricaturali, come la vicina, la signora Nasoni, addirittura grottesca. Ad un film così povero si aggiunga anche il mutismo della protagonista, e si farà fatica a considerarlo poco più di un b-movie cui solo qualche buon tocco registico e una decente interpretazione di Zoë Lund ( che sarà sceneggiatrice, insieme a Ferrara, de “Il cattivo tenente”) riescono a garantire una stentata sufficienza. Ogni riferimento a quel capolavoro che è "Taxi driver" è puramente casuale.
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dandy
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martedì 23 marzo 2010
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un cult difficile da trovare
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Ferrara(che interpreta il primo stupratore)riesce a entrare nel mondo distorto della protagonista,rappresentando una New York raggelante,che non si vedeva dai tempi del "Giustiziere della notte"(molti erroneamente ne hanno visto una versione femminile in questo film).Più vicine a Scorsese invece sono la sessuofobia e la religiosità di fondo,evidenti nell'abbigliamento provocante con cui Thana adesca le sue vittime,o nel suo travestimento da suora nel finale.Leggero humor nero di fondo e violenza tutto sommato contenuta(fan del"rape movie" avvisati).Inquietante,e capace di sconcertare gli spettatori di entrambi i sessi.Quasi impossibile da trovare oggi,soprattutto in versione integrale.
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fedeleto
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venerdì 5 febbraio 2010
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l'angelo sporco di ferrara...
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La metropoli e' sempre un tragico mondo dove la confusione ed il caos regnano sovrani e le vittime sono solo prede per i piu' malevoli intenzionati.Eccoci al secondo film di ABEL FERRARA, e la tematica annunciata e' la presentazione del contesto del film.Ci troviamo in una new york sporca dove una ragazza muta di nome tana lavora in un negozio di abbigliamento facendo la sarta.Un giorno tornando a casa viene viiolentata da un uomo e ancora scioccata da cio' torna a casa trovando un'altro maniaco ma stavolta tana lo uccide ferocemente senza pieta'.Cio sara' l'inizio di un ascesa nella vendetta poiche' la ragazza uscira' di notte per uccidere gli uomini che sono solo tentatori e profanotori della carne,e nel frattempo spargera' per la citta' i resti di quell'uomo ucciso in casa sua,preparando una terribile vendetta il giorno in maschera.
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La metropoli e' sempre un tragico mondo dove la confusione ed il caos regnano sovrani e le vittime sono solo prede per i piu' malevoli intenzionati.Eccoci al secondo film di ABEL FERRARA, e la tematica annunciata e' la presentazione del contesto del film.Ci troviamo in una new york sporca dove una ragazza muta di nome tana lavora in un negozio di abbigliamento facendo la sarta.Un giorno tornando a casa viene viiolentata da un uomo e ancora scioccata da cio' torna a casa trovando un'altro maniaco ma stavolta tana lo uccide ferocemente senza pieta'.Cio sara' l'inizio di un ascesa nella vendetta poiche' la ragazza uscira' di notte per uccidere gli uomini che sono solo tentatori e profanotori della carne,e nel frattempo spargera' per la citta' i resti di quell'uomo ucciso in casa sua,preparando una terribile vendetta il giorno in maschera.Una trama interessante dove Ferrara si sbizzarrisce mettendo al centro l'eroina TANA,che come vediamo e' una ragazza muta (cio indica il silenzio della fede e non c'e' il contatto con l'esterno) e il suo aspetto innocente o meglio angelico viene profanato e cio' portera' alla sua vendetta(lei uccide chi fa del male infatti quando prova a d uccidere un giovane con una ragazza assolutamente innocuo non ci riesce),una strage che non si ferma se non con il sangue ,questa esplosione di violenza che la porta ad uccidere il male e' come se fosse una vera vocazione cui tana nono puo' sottrarsi.Impressionante la scena finale dove tutto avviene a rallentatore ,ottima anche la scena in cui la vasca da bagno compare con la fotografia un occhio ovvero l'unico testimone del'atrocita' che ha commesso la donna.OTTIMO FILM CHE SCAVA NEL TEMA DELLA VENDETTA RENDENDO TUTTO NECESSARIO PER COMPITO DIVINO.grande ferrara.
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