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matteo bettini 15 gennaio
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sabato 20 agosto 2016
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il duo dell'horror made in england al top
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'La Mummia', film della britannica Hammer girato nel '59 da un veterano del genere, Terence Fisher, è interpretato da un terzetto d'attori di classe genuina e che lascia il segno. Peter Cushing, nella parte di uno dei tre archeologi che saranno perseguitati (e uccisi ad uno a uno, tranne..uno!), sua moglie Isabella, resa sullo schermo da una fulgida, bellissima Yvonne Furneaux, e Cristopher Lee, neanche a dirlo nei panni (anzi, nelle bende, invecchiate di migliaia di anni con in più melma e acqua) della mummia vivente Kharis. Nell'antico Egitto, Kharis era un sacerdote tra i più potenti, innamorato perdutamente della principessa Ananka. La quale, durante un lungo viaggio in terre all'epoca inesplorate (il film è ambientato trea la fine '800 e i primi del'900 ma tale antefatto risale a migliaia di anni prima), morì di una malattia improvvisa.
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'La Mummia', film della britannica Hammer girato nel '59 da un veterano del genere, Terence Fisher, è interpretato da un terzetto d'attori di classe genuina e che lascia il segno. Peter Cushing, nella parte di uno dei tre archeologi che saranno perseguitati (e uccisi ad uno a uno, tranne..uno!), sua moglie Isabella, resa sullo schermo da una fulgida, bellissima Yvonne Furneaux, e Cristopher Lee, neanche a dirlo nei panni (anzi, nelle bende, invecchiate di migliaia di anni con in più melma e acqua) della mummia vivente Kharis. Nell'antico Egitto, Kharis era un sacerdote tra i più potenti, innamorato perdutamente della principessa Ananka. La quale, durante un lungo viaggio in terre all'epoca inesplorate (il film è ambientato trea la fine '800 e i primi del'900 ma tale antefatto risale a migliaia di anni prima), morì di una malattia improvvisa. Dopo lunghi procedimenti per renderle una sepoltura che si addicesse ai ranghi di una principessa, prima di rimettersi in marcia Kharis, grazie ad un papiro in grado di ridare la vita terrena, è sorpreso proprio mentre sta per concludere la lettura di tale papiro. Così, come punizione, sarà murato vivo (e con la lingua tagliata, per non turbare l'eterno sonno di Ananka) con lo scopo di sorvegliare per sempre la sua principessa. Sappiamo ciò attraverso un lungo (e, a dir la verità, eccessivamente prolisso) flash-back posto poco prima del termine del primo tempo. Nel secondo, si ha un repentino cambio di marcia: la suspense inizia ad invadere ogni meandro della pellicola, le morti, tutte causate da Kharis (riportato in vita da un egiziano grazie allo stesso papiro che avrebbe dovuto ridar vita ad Ananka), sono girate e interpretate in maniera eccellente e il ritmo è sempre più serrato. In realtà si tratterebbe di uno dei tanti remake del classico film del '32, con Boris Karloff nei panni della mummia. Questa versione, secondo la mia opinione, gli è addirittura superiore, per la bravura degli interpreti, l'ultima, spaventosa parte di pellicola e una sapiente regia. Buona visione!
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paolp78
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sabato 17 gennaio 2026
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i rifacimenti di fisher
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A partire da metà degli anni ’50 il regista inglese Terence Fisher cominciò a realizzare i rifacimenti di grandi opere del cinema dell’orrore, facenti capo ai personaggi classici più noti (Frankenstein, Dracula ecc.). Benché tra queste opere figure anche qualche intruso come “La furia dei Baskerville”, i film sono per lo più riconducibili alla serie di film dell'orrore prodotti dalla Universal Pictures negli anni ‘30 e ‘40 e noti come Universal Classic Monsters.
Benché quelle del regista inglese siano pellicole di 15 o 20 anni successive, non aggiungono maggior forza visiva rispetto a quelle più vecchie, in quanto la casa britannica Hammer Film, che ne curò la produzione, era decisamente meno ricca e disponeva di mezzi inferiori rispetto alla Universal.
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A partire da metà degli anni ’50 il regista inglese Terence Fisher cominciò a realizzare i rifacimenti di grandi opere del cinema dell’orrore, facenti capo ai personaggi classici più noti (Frankenstein, Dracula ecc.). Benché tra queste opere figure anche qualche intruso come “La furia dei Baskerville”, i film sono per lo più riconducibili alla serie di film dell'orrore prodotti dalla Universal Pictures negli anni ‘30 e ‘40 e noti come Universal Classic Monsters.
Benché quelle del regista inglese siano pellicole di 15 o 20 anni successive, non aggiungono maggior forza visiva rispetto a quelle più vecchie, in quanto la casa britannica Hammer Film, che ne curò la produzione, era decisamente meno ricca e disponeva di mezzi inferiori rispetto alla Universal. Si tratta quindi di film meno rifiniti, non particolarmente sfarzosi e realizzati disponendo di elementi scenici non sempre di prim’ordine.
In questa pellicola viene riproposto uno dei mostri più celebri, che la Universal aveva portato sul grande schermo nel 1932 con l’indimenticabile interpretazione di Boris Karloff; Fisher non realizza un remake del film di Karl Freund del 1932, bensì ne riprende solo il personaggio ed alcuni spunti (soprattutto iniziali) realizzandoci sopra una storia diversa e nuova.
Il film funziona bene, trovando i suoi punti di forza nelle scene in cui compare la mummia, rese con notevole vigore da Fisher, e negli intrecci della trama tra gli accadimenti contemporanei (collocati a fine ‘800) e quelli di quattromila anni fa, al tempo degli egizi.
Tra gli interpreti troviamo gli immancabili Peter Cushing e Christopher Lee, attori feticcio di Fisher presenti in molte delle sue opere, dove si ripartiscono i ruoli sempre nello stesso modo: a Cushing va la parte del buono e a Lee quella del mostro, come in questo caso dove è Lee che si nasconde dietro al bendaggio della mummia, mostrando il proprio volto soltanto nelle sequenze ambientate al tempo degli egizi.
L’unica parte femminile va alla francese Yvonne Furneaux; tra gli altri attori si ricordano Eddie Byrne e il vecchio Felix Aylmer.
Il personaggio della mummia resta uno dei più adoperati nella cinematografia horror, con numerosi film che ne fanno ricorsi, sebbene spesso si tratta di pellicole scollegate tra loro.
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