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giovanni morandi
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lunedì 2 settembre 2024
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sordi cinico e salvatori onesto
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"I magliari"di Francesco Rosi(anche autore del soggetto e della scneggiatura, con Susi Cecchi d'Amico e Giueppe Patroni Griffi , 1959-) e'un piccolo capolavoro, con elementi neorealistici, sospeso tra dramma e commedia, a differenza degli altri film di Rosi, che sono in genere di denuncia anche politica.
La storia di questi immigrati italiani, di diversa provenienza (i piu'di Napoli) ma il piu cinico e'romano, un ALberto Sordi, grande come sempre, solo nelle prime scene comico.
L' altro coprotagonista e' grossetano nel film-ma nella realtà di Seravezza (Renato Salvatori) in un'interpretazione che sfiora la perfezione , che si arrabattano truffando in Germania del Nord (Hannover, Amburgo).
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"I magliari"di Francesco Rosi(anche autore del soggetto e della scneggiatura, con Susi Cecchi d'Amico e Giueppe Patroni Griffi , 1959-) e'un piccolo capolavoro, con elementi neorealistici, sospeso tra dramma e commedia, a differenza degli altri film di Rosi, che sono in genere di denuncia anche politica.
La storia di questi immigrati italiani, di diversa provenienza (i piu'di Napoli) ma il piu cinico e'romano, un ALberto Sordi, grande come sempre, solo nelle prime scene comico.
L' altro coprotagonista e' grossetano nel film-ma nella realtà di Seravezza (Renato Salvatori) in un'interpretazione che sfiora la perfezione , che si arrabattano truffando in Germania del Nord (Hannover, Amburgo).
Il bel Renato riesce ad affascinare la bellissima Belinda Lee, moglie del finanziatore dei magliari italiani.
Oltre alla prestazione attoriale superba di Sordi, il film si rivela triste e drammatico, e contrappone la vigliaccheria ed il cinismo di Albertone con l'onesta' che porta ad una finale crisi di coscienza di Salvatori, che avrebbe l'appoggio di una donna che si e'innamorata di lui, ma decide di tornare in Italia senza aver concluso niente di buono.
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eugen
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sabato 20 maggio 2023
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tra commedia e dramma
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"I magliaari"di Frwncesco Rosi(anche uatore del sosggetto e dlela scneggiatura, con SUsi Cecchi d'Amicoe Giueppe Patroni Griffi , 1959) e'un fikm interessane, piccolo capolavoroso, con elementi neurealistici ma ormai"oltre"il neorealismo, sospeso tra dramma e commedia, a differenza degli altri film di Rosi, che sono in gneere di denuncia. La storia di questi immigrati italiani, di diversa provenienza(il noccoilo duro e'di Napoli, ma il piu'"magliaro"e'romano, un "titanico"ALberto Sordi, un altro coprotagonista e'grossetano(Renato Salvatori, efficacissimo , co¡te' timido rispetto all'effervescenza estroversa di SOrdi), che si arrabattano turuffnado in Germania del Nord(Hannover, Amburgo) e' degna di salite al massimo , ai sommi capi della cinematografia di quegli anni , ricevendo critiche ma anche vari riconoscimenti e premi.
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"I magliaari"di Frwncesco Rosi(anche uatore del sosggetto e dlela scneggiatura, con SUsi Cecchi d'Amicoe Giueppe Patroni Griffi , 1959) e'un fikm interessane, piccolo capolavoroso, con elementi neurealistici ma ormai"oltre"il neorealismo, sospeso tra dramma e commedia, a differenza degli altri film di Rosi, che sono in gneere di denuncia. La storia di questi immigrati italiani, di diversa provenienza(il noccoilo duro e'di Napoli, ma il piu'"magliaro"e'romano, un "titanico"ALberto Sordi, un altro coprotagonista e'grossetano(Renato Salvatori, efficacissimo , co¡te' timido rispetto all'effervescenza estroversa di SOrdi), che si arrabattano turuffnado in Germania del Nord(Hannover, Amburgo) e' degna di salite al massimo , ai sommi capi della cinematografia di quegli anni , ricevendo critiche ma anche vari riconoscimenti e premi. IL contrasto con gli zingari(polacchi, si dice nel film, ma in realta'sembrano essere gitani, dai tratti somatici-eravamo comunque prima del politically correct, che ora impone di distinguere tra sinti e rom...)drmmatico, ma anche le crisi di cosciienza ddi Salvatori, perosna onesta e piena di scrupoli, che avrebbe l'appoggio di una donna che si e'innamorata di lui, ma decide di tornare in Italia senxa un soldo, Qualche concessione alla"cassetta"(strip-teases a volonta', per l'epoca, anche se in bianco e nero, forse anche preludendo alla"Dolce Vita"che esce un anno dopo), ma in complesso eun film"rigoroso"che senza moralismi mostra la sconfitta del magliari anche piu'"duri"(Sordi), ma in buona misura anche die "capi"(i napoletani, per chiarire), dove le "pedine"soccombono in piieno... Traolgente Sordi, nei suoi glorydays, con un "similtedesco"degno del"Caporal Casse.Ponpon"di Jacques Brel("I schlaffen un zie prellen zie hosen"....)ma soprattuttto di un traovlgente monologo finale che, , apparentemente comico-polemico, e'invece intriinsecamente disperato. Belinda Lee era in parte, come ex.prostututa, moglie di un uomo ricco(un affarista tedesc, che sfrutta i magliari) , Salvatori e'bravisismo(anche lui non era esordiente), tra gli altri Aldo Gruffre', gia'noot, ritengo, a teatro, lo era meno al cinema,. Eugen
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giovanni morandi
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mercoledì 12 ottobre 2022
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rosi/sordi/salvatori tra truffe e italianità g.mo
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Secondo film di Francesco Rosi. Peripezie e truffe in Germania..."facciamoci riconoscere..."
Nonostante Albertone, il film non fa troppo ridere.
Mario (Renato Salvatori) è deluso dalla propria esperienza in Germania ed è pronto a ritornare in Italia, ma l'incontro in una pizzeria italiana con un gruppo di connazionali capeggiati da Totonno (Alberto Sordi) spinge Mario a rimanere e tentare una nuova avventura lavorativa.
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Secondo film di Francesco Rosi. Peripezie e truffe in Germania..."facciamoci riconoscere..."
Nonostante Albertone, il film non fa troppo ridere.
Mario (Renato Salvatori) è deluso dalla propria esperienza in Germania ed è pronto a ritornare in Italia, ma l'incontro in una pizzeria italiana con un gruppo di connazionali capeggiati da Totonno (Alberto Sordi) spinge Mario a rimanere e tentare una nuova avventura lavorativa. Gli uomini con Totonno sono dei "Magliari', così detti i venditori ambulanti di stoffe e tappetti, di dubbia provenienza, venduti in nero.
La voglia di mettersi in proprio di Totonno, lo spingerà ad Amburgo, con conseguenze problematiche per sè e per il resto dei magliari napoletani.
Questi ultimi sono sospettosi, ed in un primo momento, vorrebbero ritornare alla vecchia gestione, ma Totonno ha una carte in più, l'ultimo arrivato nella banda, Mario, che, nel frattempo ha suscitato l'interesse amoroso della stupenda Belinda Lee, moglie di un boss locale, molto potente nel settore degli affari illeciti, e manda avanti la difficile impresa "da indipendente
"
Ma le cose non andranno a buon fine e Totonno lascerà il povero Mario al suo incerto destino..
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brancaleone
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giovedì 24 giugno 2021
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ahohh io c''ho 35, vojo campa'' e vojo campa'' bene..
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Come titolo di questo bellissimo e intenso film sarebbe stato più appropriato <<Il magliaro>>. Il film, pur avendo attori che impersonano i loro ruoli magistralmente, si regge sul grande Alberto Sordi… Come sempre, suo malgrado a impersonare l’italiano arrivista, truffaldino e anche un po' vile… I monologhi con un irreale Stefanowski a cui antepone il “gatto a 9 code” e allo specchio retrovisore con se stesso <<Fa ‘no strillo de gnente Peter Lorr quanno se n’accorge>> sono quasi a livello del <<spaghetti voi me provocate…>> Belinda Lee, bellissima e tragicamente scomparsa giovanissima, Renato Salvatori che lotta tra coscienza e opportunismo… Finale triste ma autentico… Avrebb
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Come titolo di questo bellissimo e intenso film sarebbe stato più appropriato <<Il magliaro>>. Il film, pur avendo attori che impersonano i loro ruoli magistralmente, si regge sul grande Alberto Sordi… Come sempre, suo malgrado a impersonare l’italiano arrivista, truffaldino e anche un po' vile… I monologhi con un irreale Stefanowski a cui antepone il “gatto a 9 code” e allo specchio retrovisore con se stesso <<Fa ‘no strillo de gnente Peter Lorr quanno se n’accorge>> sono quasi a livello del <<spaghetti voi me provocate…>> Belinda Lee, bellissima e tragicamente scomparsa giovanissima, Renato Salvatori che lotta tra coscienza e opportunismo… Finale triste ma autentico… Avrebbe dovuto vincere un Oscar come “ladri di biciclette”…
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onufrio
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venerdì 26 giugno 2020
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l''arte di arrangiarsi
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Hannover, Mario (Renato Salvatori) è deluso dalla propria esperienza in Germania ed è pronto a ritornare in Italia, ma l'incontro in una pizzeria italiana con un gruppo di connazionali capeggiati da Totonno (Alberto Sordi) spinge Mario a rimanere e tentare una nuova avventura lavorativa. Gli uomini con Totonno sono dei Magliari, venditori ambulanti di stoffe e tappetti di dubbia provenienza venduti in nero. La voglia di mettersi in proprio di Totonno, lo spingerà ad Amburgo, creando conseguenze problematiche per sè e per il resto dei magliari napoletani.
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