Prodotto tipico del cinema di genere di cui Tessari fu più che onesto artigiano è questo tutto sommato un film forse persino troppo dimenticato. Girato dignitosamente sfruttando appieno la potenzialità della Berger con bei primi piani. Buona la prova di recitazione per la sensualissima attrice e per un Orsini che riesce a non essere troppo teatrale anche con una sceneggiatura non indimenticabile. Luc Merenda non dismette la solita maschera un po' rigida e spigolosa, poco adatta ad un personaggio pieno di dubbi e voglia di redenzione che ci fa ricordare più che in altre sue prove la sua origine di fotomodello più che di attore.
Il film ad un certo punto perde in mordente e cede alla scontata prevedibilità di un plot in fondo semplice e a sequenze un po' troppo "telefonate" per creare tensione.
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Prodotto tipico del cinema di genere di cui Tessari fu più che onesto artigiano è questo tutto sommato un film forse persino troppo dimenticato. Girato dignitosamente sfruttando appieno la potenzialità della Berger con bei primi piani. Buona la prova di recitazione per la sensualissima attrice e per un Orsini che riesce a non essere troppo teatrale anche con una sceneggiatura non indimenticabile. Luc Merenda non dismette la solita maschera un po' rigida e spigolosa, poco adatta ad un personaggio pieno di dubbi e voglia di redenzione che ci fa ricordare più che in altre sue prove la sua origine di fotomodello più che di attore.
Il film ad un certo punto perde in mordente e cede alla scontata prevedibilità di un plot in fondo semplice e a sequenze un po' troppo "telefonate" per creare tensione. La caratterizzazione soprattutto dei personagi gregarii risulta a tratti banale, poco approfondita e sfumata.
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