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tato64
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martedì 7 settembre 2010
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grande cinema europeo
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Film ben curato in ogni aspetto, che mescola in modo sapiente spettacolo, psicologia dei personaggi ed emozioni, etica e storia senza mai farsi pesante per banalizzazioni, volgarità e forzature di vario genere. L'ultima valle avvince e sorprende fino alla fine, forse unico film nella storia del cinema collocato sullo sfondo della devastante guerra dei trent'anni, che denuncia la follia della guerra e dei conflitti ideologici nel nome delle religioni, contrapponendovi i valori del pensiero libero, dell'etica, della pace e della comprensione tra gli esseri umani. Le pochissime scene di lotta fanno solo da contorno, mentre si assiste soprattutto ad una efficace caratterizzazione dei personaggi principali: eccellente Michael Caine nel ruolo del capitano combattuto tra etica e vocazione militare, attore inglese di prim'ordine con una carriera teatrale e cinematografica lunghissima e costellata di successi (Alfie, Funerale a Berlino, Gli insospettabili), e ottimo nel personaggio di Vogel, l'uomo di cultura, anche Omar Shariff, che all'epoca del film univa buone capacità di attore ad una grande popolarità sulla scena cinematografica grazie a film epici quali Lawrence d'Arabia, il Dottor Zivago, Mayerling.
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Film ben curato in ogni aspetto, che mescola in modo sapiente spettacolo, psicologia dei personaggi ed emozioni, etica e storia senza mai farsi pesante per banalizzazioni, volgarità e forzature di vario genere. L'ultima valle avvince e sorprende fino alla fine, forse unico film nella storia del cinema collocato sullo sfondo della devastante guerra dei trent'anni, che denuncia la follia della guerra e dei conflitti ideologici nel nome delle religioni, contrapponendovi i valori del pensiero libero, dell'etica, della pace e della comprensione tra gli esseri umani. Le pochissime scene di lotta fanno solo da contorno, mentre si assiste soprattutto ad una efficace caratterizzazione dei personaggi principali: eccellente Michael Caine nel ruolo del capitano combattuto tra etica e vocazione militare, attore inglese di prim'ordine con una carriera teatrale e cinematografica lunghissima e costellata di successi (Alfie, Funerale a Berlino, Gli insospettabili), e ottimo nel personaggio di Vogel, l'uomo di cultura, anche Omar Shariff, che all'epoca del film univa buone capacità di attore ad una grande popolarità sulla scena cinematografica grazie a film epici quali Lawrence d'Arabia, il Dottor Zivago, Mayerling. Non dimentichiamo pure la bellissima colonna sonora di John Barry, autore prolifico al pari di Ennio Morricone, e la fotografia del paesaggio del Tirolo. Quindi senza dubbio uno dei film storico-drammatici meglio riusciti del cinema europeo, di quel modo di fare cinema di cui oggi sentiamo la mancanza. E per questo ci pare così incomprensibile come una pellicola di questo valore sia difficilmente reperibile sul mercato italiano e praticamente dimenticata dalle maggiori emittenti televisive.
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[+] classico, perfetto
(di mkyril)
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figliounico
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lunedì 24 marzo 2025
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corsi e ricorsi
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Film storico del 1970, tratto dal romanzo omonimo di John Barclay Pick, sceneggiato e diretto da James Clavell con protagonisti Michael Caine e Omar Sharif, nella parte, rispettivamente, del capitano di ventura cinico e spietato pervaso da un ateismo rancoroso, che incarna quello che oggi si potrebbe definire uno spirito laico e realista, e del professore universitario che invece rappresenta il modo di essere autenticamente cristiano, e che forse incarna il pensiero dello scrittore nel suo romanzo, un intellettuale puro e senza compromessi, al di sopra delle diatribe settarie tra cattolici e protestanti che causarono, in teoria, la sanguinosa guerra dei trenta anni. Fu un conflitto che coinvolse quasi tutti gli stati europei in una lotta di tutti contro tutti dove le corone e gli imperi ossia le elite di potere del tempo combattevano, come sempre fanno, per difendere i loro interessi mandando al contempo a morire la povera gente nei campi di battaglia o nei villaggi di fame e carestie, cosa che accade in modo analogo anche adesso, a due passi da noi, e per giunta con la risacca del riarmo annunciato dalla baronessa che minaccia di travolgerci nel giro di qualche anno.
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