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jd
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mercoledì 1 agosto 2007
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se pensate di avere solidarietà con i vostri colle
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Eric Reid,sceneggiatore di "The Hitcher" dimostra di aver assimilato bene.Riesce a rinvigorire il genere "on the road",usando abilmente l'atmosfera notturna e le strade sterminate.Purtroppo poco apprezzato.Finale secco e brutale come pochi.Ottimi Scheider e Baldwin,carismatico e quasi paterno il primo,invasato e psicopatico l'altro.Ma in fin dei conti,il più spietato killer si rivela il bambino.
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wynorski guiaz '80s
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sabato 9 gennaio 2010
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viaggio con i killer roy scheider e adam baldwin
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Due killer, uno professionista e di vechia data(Roy Scheider) e l'altro sbruffone e alle prime armi(Adam Baldwin) vengono reclutati da un'organizzazione criminale per rapire il figlio di un noto uomo d'affari per interrogarlo di conseguenza. Dopo che i due uccidono la famiglia e rapiscono il bambino si mettono in viaggio, ma il piccolo tenterà in ogni modo la fuga fino a indirizzare uno contro l'altro i due criminali. Quello di Le Strade Della Paura è grande cinema. Grande perchè pur realizzato con un budget minimo ma con tante idee di trama e di sceneggiatura è un film/esempio di cinema convenzionale con una storia solida così come i suoi personaggi.
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Due killer, uno professionista e di vechia data(Roy Scheider) e l'altro sbruffone e alle prime armi(Adam Baldwin) vengono reclutati da un'organizzazione criminale per rapire il figlio di un noto uomo d'affari per interrogarlo di conseguenza. Dopo che i due uccidono la famiglia e rapiscono il bambino si mettono in viaggio, ma il piccolo tenterà in ogni modo la fuga fino a indirizzare uno contro l'altro i due criminali. Quello di Le Strade Della Paura è grande cinema. Grande perchè pur realizzato con un budget minimo ma con tante idee di trama e di sceneggiatura è un film/esempio di cinema convenzionale con una storia solida così come i suoi personaggi. C'è un rapimento trasformato poi in un film ''on the road'' che si rivela una corsa verso la morte e il fallimento dei due interpreti principali; i killer Cohen e Tate. La regia dell'esordiente ma già sceneggiatore di successo di Eric Red è da ammirare perchè definisce al meglio il concetto di tensione e di thriller per l'appunto ''sulla strada'' affidandosi esclusivamente agli attori e ai paesaggi dell'autostrada, stazioni di benzina e qualche luogo dove il bambino riesce a sfuggire. Ciò che colpisce sono i due interpreti: il primo è Roy Scheider, bravissimo nel suo ruolo da killer vitale che meritava forse anche la Nomination agli Oscar mentre il secondo è Adam Baldwin, giovane interprete conosciuto in America per innumerevoli lavori televisivi e qualche partecipazione in ruoli da secondo piano a grossi blockbuster di successo. L'alchimia tra di loro è perfetta, imprevedibile e aperta ad un finale di confronto e scontro imprevedibile. Così come il finale del film. Un titolo da recuperare e che anche all'epoca(1989) avrebbe forse meritato maggiore notorietà e successo.
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elgatoloco
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domenica 2 settembre 2018
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finale non esaltante, ma thriller quasi perfetto
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"Cohen and Tate"(1989.Eric Red, anche sceneggiatura)avvince fin dall'inizio, quando a vedersi non sono strade(come nel titota italiano, ma una villa sperduta nella campagna), ma la casa"asserragliata"dove si trova il bambino-testimone di un delitto e quindi ricercato dalla criminaltà organizzata e dai suoi genitori. Poi, il confronto serrato tra i due killer, il"vecchio"e il"giovane", ma anche altri elementi, in un equilibrio difficlle e teso(appunto...)tra suspense ed effetti-.sorpresa, con solo un finale che, forse a livello di scrittura, Red non è riuscito a realizzare al megliio, scadendo in parte nella convenzione della narrazione filmica e anche non(id est letteraria o di cartoons).
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"Cohen and Tate"(1989.Eric Red, anche sceneggiatura)avvince fin dall'inizio, quando a vedersi non sono strade(come nel titota italiano, ma una villa sperduta nella campagna), ma la casa"asserragliata"dove si trova il bambino-testimone di un delitto e quindi ricercato dalla criminaltà organizzata e dai suoi genitori. Poi, il confronto serrato tra i due killer, il"vecchio"e il"giovane", ma anche altri elementi, in un equilibrio difficlle e teso(appunto...)tra suspense ed effetti-.sorpresa, con solo un finale che, forse a livello di scrittura, Red non è riuscito a realizzare al megliio, scadendo in parte nella convenzione della narrazione filmica e anche non(id est letteraria o di cartoons). In complesso, però, la tensione percorre questo film, non lungo, ma di grande efficacia. Roy Scheider e Adam Baldwin sono interpreti assolutamente adeguati, in linea con i ruoli rispettivi, anche proprio quando danno l'impressione di volerserli scambiare, in qualche modo. Per il resto, interpreti più che altro, ma volutamente, "occasionali". Un film che, per così dire, "non lascia indenni", per l'intelligenza della sceneggiatura e della regia. Da v edere e rivedere più volte, per apprezzare le scelte di luce, le musiche, gli effetti che scandiscono i tempi del film, anche considerando che segna l'esrodio alla regia dell'autore, altrimenti più conosciuto come sceneggiatore. El Gato
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