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dandy
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mercoledì 30 dicembre 2020
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un mesto addio...
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Al suo ultimo film,Fulci(che sceneggia e si fa produrre dalla Filmirage di Joe D'amato)gira una sorta di "Duel" horrorifico con echi da "Accadde al ponte di Owl Creek" di Bierce.Una storia tra road e ghost movie dove il sangue è totalmente assente,interessante sulla carta ma irrimediabilmente inadeguata per un film:la soluzione del mistero è ovvia pressochè da subito,e il regista non riesce a creare tensione nè suspence limitandosi a tirare in lungo le situazioni rendendo il tutto un estenuante e tragico tempo morto.Savage,panciuto è occhialuto,sembra sotto sedativi in ogni scena(purtroppo dopo le ottime prove negli anni'70-'80,è naufragato rovinosamente.
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Al suo ultimo film,Fulci(che sceneggia e si fa produrre dalla Filmirage di Joe D'amato)gira una sorta di "Duel" horrorifico con echi da "Accadde al ponte di Owl Creek" di Bierce.Una storia tra road e ghost movie dove il sangue è totalmente assente,interessante sulla carta ma irrimediabilmente inadeguata per un film:la soluzione del mistero è ovvia pressochè da subito,e il regista non riesce a creare tensione nè suspence limitandosi a tirare in lungo le situazioni rendendo il tutto un estenuante e tragico tempo morto.Savage,panciuto è occhialuto,sembra sotto sedativi in ogni scena(purtroppo dopo le ottime prove negli anni'70-'80,è naufragato rovinosamente...).Girato in Louisiana.Uscito in vhs solo in Italia con esiti pressochè nulli(tant'è che Fulci ricorse allo pseudonimo di Henry Simon Kittay).Le musiche dovrebbero essere della Franco Piana Big Band,ma perlopiù risultano di Carlo Maria Cordio e riciclate da altri film del periodo tipo "Troll 2".
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domenica 7 dicembre 2025
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il film che apr? a fulci le porte del silenzio
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Melvin Develaux è un uomo d'affari che, dopo una visita al cimitero sulla tomba del padre, è in viaggio per tornare a casa. Al cimitero però aveva notato un corteo funebre; prima di partire viene poi avvicinato da una ragazza che gli dà appuntamento ad un motel. Qui i due sembrano consumare una notte di passione, ma lei fugge. Si rivelerà essere la personificazione della morte. Inizia così un lungo e paradossale viaggio in auto in cui il protagonista incontra davanti a sè il carro funebre che aveva visto al cimitero, e non riesce mai a sorpassarlo; inoltre ogni strada che porta verso casa è sbarrata, tra lavori in corso e strade secondarie impervie e irte di pericoli.
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Melvin Develaux è un uomo d'affari che, dopo una visita al cimitero sulla tomba del padre, è in viaggio per tornare a casa. Al cimitero però aveva notato un corteo funebre; prima di partire viene poi avvicinato da una ragazza che gli dà appuntamento ad un motel. Qui i due sembrano consumare una notte di passione, ma lei fugge. Si rivelerà essere la personificazione della morte. Inizia così un lungo e paradossale viaggio in auto in cui il protagonista incontra davanti a sè il carro funebre che aveva visto al cimitero, e non riesce mai a sorpassarlo; inoltre ogni strada che porta verso casa è sbarrata, tra lavori in corso e strade secondarie impervie e irte di pericoli. Lungo il dipanarsi di questo viaggio Malvin viene a scoprire che dentro la cassa che è trasportata dal carro funebre c'è proprio lui e che alle 19.29 del giorno prima egli era deceduto!
Se ci può essere una definizione di "film testamento" è proprio rappresentata da quest'opera, l'ultima di Lucio Fulci, non per sua volontà (morirà cinque anni dopo mentre aveva in progetto un altro film) ma che l'ironia della sorte ha voluto come il suo canto del cigno. E' incredibile come la vita e l'opera qui combacino ed è anche per questo che il film è molto affascinante: proprio il film che parla della morte ha decretato la fine della sua carriera, ma ci sono altre coincidenze paradossali: esso ha avuto un destino molto travagliato a livello di distribuzione e di vendita (la casa di produzione di Joe d'Amato fallì e fu distribuito in Italia solo in VHS), è sembrato una sorta di "film maledetto" che, esattamente come il suo protagonista Malvin (un bravissimo John Savage), non è mai riuscito a tornare a casa (o al cinema, la dimora del film). Certamente a livello tecnico il film risente del bassissimo budget, la fotografia è quello che è, gli attori anche, ma troviamo comunque alcuni tocchi tipici del maestro come i soliti movimenti di macchina schizzati ed angoscianti, le musiche tese, il montaggio incalzante e le sparizioni nel nulla. La critica (quella fulciana intendo, la critica in genere non è neanche da prendere in considerazione con Fulci) è sempre stata troppo severa con questo film, che è davvero sui generis proprio perchè solo Fulci poteva concepirlo, è differente dalla maggior parte dei suoi film degli anni Settanta-Ottanta perchè qui il splatter non si vede, ma il maestro dimostra ancora una volta che il genere per lui è una sfida, una missione da vincere e anche qui, sotto quel punto di vista, il dottor Fulci ha stravinto: "Le porte del silenzio" è una reinterpretazione del genere horror metafisico che mescola in sè elementi tipici del thriller anni Settanta (è stato spesso citato "Duel" di Spielberg, a ragione). Il soggetto è la vera forza di questo film: tratto da un racconto dello stesso Fulci, esso è un'interpretazione che più fulciana non si può della morte, che ingloba in sè tutta la follia e l'esagerazione "colta" di Fulci, tutte le sue ossessioni e la sua ironia spietata. L'idea del carro funebre che è sempre avanti al protagonista e che questo non riesce a sorpassare è geniale, così come lo sono i giochi con lo spazio e il tempo che spingono lo spettatore verso un viaggio al di là delle leggi di natura, al di là della logica. Tutto il film è pervaso da una tensione fatale, da una sensazione di essere dentro ad un itinerario allucinato ed onirico che lascia incollati allo schermo nonostante manchino uccisioni o effetti speciali roboanti. Il finale è semplicemente perfetto: il guidatore che finalmente fa segno a Malvin di sorpassare, proprio nel momento in cui sopraggiunge un camion e quindi la morte del protagonista, che si scopre esser morto per aver viaggiato sulla corsia di sorpasso senza aver avuto nessuno da sorpassare: dunque era tutto un viaggio allucinato e onirico del protagonista? Era invece un lunghissimo flash-back? Sta di fatto che personalmente non riesco proprio a capire come la critica, ripeto, abbia sempre relegato questo film come uno dei peggiori di Fulci, forse perchè accecata dall'abitudine allo splatter che per molti film aveva dominato la scena: ricordate che il buon vecchio Fulci è un terrorista non solo dei generi, ma anche dello spettatore, e mai come questa volta ci ha messo in scacco. Addio Maestro, le porte del silenzio si sono aperte sulla tua vita e il tuo cinema, ma chi ti ama continuerà a volerle aprire, di tanto in tanto.
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