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luca scial�
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lunedì 14 marzo 2016
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la politica, ieri come oggi
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Durante la visione di questo film ci si accorge subito di una cosa, oltre ovviamente la bravura della Magnani: che dopo settant'anni nel nostro Paese non è cambiato nulla. La politica, nell'immediato dopoguerra, già stancava il popolo. Che inveiva e diffidava nei suoi confronti.
E' anche questo il potere di questo film e di tutte le opere d'arte che si mantegono attuali nel tempo. Luigi Zampa fotografa alla perfezione la Roma, e l'Italia tutta dell'epoca. Nella quale, tra le macerie lasciate dalla guerra, c'è chi speculava sulla povera gente. Assieme a Vivere in pace e Processo alla città, L'onorevole Angelina fa parte di una trilogia neorealista di spessore, per poi occuparsi del fascismo in chiave eroica prima e di una commedia impegnata ma leggera negli anni '60.
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Durante la visione di questo film ci si accorge subito di una cosa, oltre ovviamente la bravura della Magnani: che dopo settant'anni nel nostro Paese non è cambiato nulla. La politica, nell'immediato dopoguerra, già stancava il popolo. Che inveiva e diffidava nei suoi confronti.
E' anche questo il potere di questo film e di tutte le opere d'arte che si mantegono attuali nel tempo. Luigi Zampa fotografa alla perfezione la Roma, e l'Italia tutta dell'epoca. Nella quale, tra le macerie lasciate dalla guerra, c'è chi speculava sulla povera gente. Assieme a Vivere in pace e Processo alla città, L'onorevole Angelina fa parte di una trilogia neorealista di spessore, per poi occuparsi del fascismo in chiave eroica prima e di una commedia impegnata ma leggera negli anni '60.
Anna Magnani interpreta Angelina, che si ritrova capo popolo del suo quartiere fino ad essere perfino proposta, tra una battaglia e l'altra, come onorevole. Ma i problemi familiari stroncheranno sul nascere la sua carriera, preferendo così di restare tra la gente, i figli e il marito, anziché gli scranni del Parlamento. Memorabile il dibattito sui partiti e sulla politica, così spaventosamente attuale.
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signorbagheri
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martedì 28 luglio 2026
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una favoletta antisommossa
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Un film neorealista che anticipa i toni della commedia alla italiana diretto da Luigi Zampa poi maestro di questo ultimo genere. Contrastano le sequenze iniziali che sembrano tratte da un cinegiornale quasi fosse un docufilm con lo sviluppo del plot tipico delle favolette rassicuranti provenienti da Hollywood che già invadevano il mercato. A un popolo stremato dalla guerra che viveva in condizioni precarie come ben mostra il film e che temeva la continuazione del vecchio regime in altre vesti viene presentato il volto umano del capitalismo che supera anzi previene lo scontro di classe regalando appartamenti nuovi di zecca ai poveracci. Si salva per la perfornance straordinaria della Magnani.
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Un film neorealista che anticipa i toni della commedia alla italiana diretto da Luigi Zampa poi maestro di questo ultimo genere. Contrastano le sequenze iniziali che sembrano tratte da un cinegiornale quasi fosse un docufilm con lo sviluppo del plot tipico delle favolette rassicuranti provenienti da Hollywood che già invadevano il mercato. A un popolo stremato dalla guerra che viveva in condizioni precarie come ben mostra il film e che temeva la continuazione del vecchio regime in altre vesti viene presentato il volto umano del capitalismo che supera anzi previene lo scontro di classe regalando appartamenti nuovi di zecca ai poveracci. Si salva per la perfornance straordinaria della Magnani.
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