Valerio Ferrara si è presentato all'esordio già con solide credenziali. Diplomato al Centro Sperimentale di Cinematografia, due suoi corti hanno già richiamato l'attenzione ai Festival di Cannes, Venezia e Austin. Arriva quindi giovanissimo al suo esordio nel lungometraggio, dimostrando però già non solo una spiccata creatività, ma anche una solida tecnica. Il film Il complottista va al dì la del grottesco dominante nel suo secondo corto, per giungere ad un'opera non solo profondamente ironica, ma che fa anche riflettere sulla società contemporanea. Dalla solitudine delle periferie, ancora oggi contrassegnate da comunità ristrette e integrate, la gente immagina e crede di vedere grandi disegni oscuri, dai quali si sente isolata.
[+]
Valerio Ferrara si è presentato all'esordio già con solide credenziali. Diplomato al Centro Sperimentale di Cinematografia, due suoi corti hanno già richiamato l'attenzione ai Festival di Cannes, Venezia e Austin. Arriva quindi giovanissimo al suo esordio nel lungometraggio, dimostrando però già non solo una spiccata creatività, ma anche una solida tecnica. Il film Il complottista va al dì la del grottesco dominante nel suo secondo corto, per giungere ad un'opera non solo profondamente ironica, ma che fa anche riflettere sulla società contemporanea. Dalla solitudine delle periferie, ancora oggi contrassegnate da comunità ristrette e integrate, la gente immagina e crede di vedere grandi disegni oscuri, dai quali si sente isolata. Non stupisce che possa dar credito a qualsiasi fandonia. Di particolare valore il piano sequenza iniziale, che riesce in pochi preziosi secondi a dare l'idea del contesto. Ottima prova degli attori. Fabrizio Rongione regge la scena, diventando sempre di più personaggio assente nella sua stessa commedia. Ottima Antonella Attili. Ben scelte le musiche.
[-]
|
|