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signorbagheri
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lunedì 7 settembre 2026
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contaminazioni e anacronismi
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Trasposizione del romanzo di Stevenson in un film modesto soprattutto se messo a confronto, tra le tante versioni precedenti, con due memorabili capolavori, quello di Fleming con Spencer Tracy e Ingrid Bergman del 1941 ed Il testamento del mostro di Jean Renoir del 1961.
Diretto da un regista francese, Gérard Kikoine, noto per la sua provenienza dal genere erotico pornografico di cui negli anni settanta fu maestro e se ne vedono ancora i segni in qualche sequenza un po’ scollacciata, il film mescola deliberatamente, contaminando un testo classico per insondabili ragioni artistiche o pseudo tali, forse per innovare un soggetto largamente usato e abusato nel cinema, alle vicende dello scienziato, come sempre alle prese con il suo terribile doppio, la storia di Jack lo squartatore, con risultati per niente soddisfacenti.
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Trasposizione del romanzo di Stevenson in un film modesto soprattutto se messo a confronto, tra le tante versioni precedenti, con due memorabili capolavori, quello di Fleming con Spencer Tracy e Ingrid Bergman del 1941 ed Il testamento del mostro di Jean Renoir del 1961.
Diretto da un regista francese, Gérard Kikoine, noto per la sua provenienza dal genere erotico pornografico di cui negli anni settanta fu maestro e se ne vedono ancora i segni in qualche sequenza un po’ scollacciata, il film mescola deliberatamente, contaminando un testo classico per insondabili ragioni artistiche o pseudo tali, forse per innovare un soggetto largamente usato e abusato nel cinema, alle vicende dello scienziato, come sempre alle prese con il suo terribile doppio, la storia di Jack lo squartatore, con risultati per niente soddisfacenti.
La pellicola si risolve in un alternarsi meccanico e noioso tra la vita normale di Perkins che saluta la mogliettina e va a lavorare in ospedale di giorno e Perkins appena trasfigurato da un leggero trucco che frequenta postriboli e donnacce di notte assassinandone una per sera.
Non sappiamo se i collant indossati da un paio di prostitute siano un anacronismo voluto per esigenze sceniche o una svista del costumista ma la cosa non toglie e non aggiunge nulla ad un film da archiviare come un B-movie da vedere esclusivamente per la presenza iconica di Norman Bates in uno dei suoi ultimi lavori.
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nick distefano
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lunedì 11 agosto 2008
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perkins colpisce ancora, ma male...
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Gèrard Kikoine, il Tinto Brass tedesco, dirige bene u horror a tinte erotiche, che trova concordanza con l'interpretazione di Perkins, ma non con Perkins stesso. Montaggio ridicolo, fotografia da Almadovar e Kubrick fusi insieme. Poi, la pellicola fonde insieme Dr. Jekyll e Mr. Hyde con Jack lo squartatore. Se il film non fosse noioso e non avesse una sceneggiatura orrida, il mix avrebbe funzionato. Peccato, poteva essere interessante.
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