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luca g
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lunedì 6 gennaio 2025
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solo perch? c''? la mitica pilar ...
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Si misero in testa di nobilitare il western italiano mettendo a base delle sceneggiature qualcosa di classico, Omero, Sofolcle, Shakespeare,
e così Tessari fece il 'ritorno di ringo', l'Odissea in western, ridicolo, rovinando completamente il bellissimo umorismo di 'Una pistola per Ringo', girando in una villa bellissima che poteva essere un 5*****L dei tempi nostri, non di un western, ma dove ce l'avevano il cervello?
e così Castellari fece 'quella sporca storia del west' sottotitolo Johnny Hamlet 'sparare o non sparare'?
e qui B, il film è narrato bene, B era un buon tecnico ma gli mancava l'estro artistico del cinema, uno può essere bravo tecnicamente ma se non ha il genio del cinema non farà mai un bel film, il cinema è 'l'arte realizzata industrialmente' (Ascarelli), ma al regista è richiesta l'arte, l'industria ce la mette (purtroppo, erano ignoranti come dele talpe) il produttore;
lessi su 'Panorama' che B insegnava lettere in un liceo classico di Roma (non ricordo quale) e lasciò l'insegnamento per fare il regista, 'guadagnavo .
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Si misero in testa di nobilitare il western italiano mettendo a base delle sceneggiature qualcosa di classico, Omero, Sofolcle, Shakespeare,
e così Tessari fece il 'ritorno di ringo', l'Odissea in western, ridicolo, rovinando completamente il bellissimo umorismo di 'Una pistola per Ringo', girando in una villa bellissima che poteva essere un 5*****L dei tempi nostri, non di un western, ma dove ce l'avevano il cervello?
e così Castellari fece 'quella sporca storia del west' sottotitolo Johnny Hamlet 'sparare o non sparare'?
e qui B, il film è narrato bene, B era un buon tecnico ma gli mancava l'estro artistico del cinema, uno può essere bravo tecnicamente ma se non ha il genio del cinema non farà mai un bel film, il cinema è 'l'arte realizzata industrialmente' (Ascarelli), ma al regista è richiesta l'arte, l'industria ce la mette (purtroppo, erano ignoranti come dele talpe) il produttore;
lessi su 'Panorama' che B insegnava lettere in un liceo classico di Roma (non ricordo quale) e lasciò l'insegnamento per fare il regista, 'guadagnavo ... lire, chi me lo faceva fà?', dev'essere per questo che gli venne l'ideona;
si vede che non era un semianalfabeta come Leone, Corbucci, o un figlio di papà come Tessari, era colto, ma al cinema si diventava grandi registi se si aveva solo la terza media, come appunto Leone, oppure Visconti, o Dario Argento, miracolato dal padre produttore, avrei fatto il regista pure io, invece di studiare matematica allo scientifico; Fellini il classico lo finì ma prese 36, schif;
di bello qui c'è la musica di Pregadio simil-Morricone, col fischio bellissimo di Alessandroni, e poi ...
il volto della Pilar Velasquez, caspita se mi piaceva, l'ovale dolcissimo delle donne d'allora, vallo a trovare adesso, stai fresco;
fotogenicissima, magari senza trucco non mi sarebbe piaciuta, 29 anni, fulgore di bellezza,
Paluzzi bellissima pure, altera, bella la scena in cui la Luciana tira lo schiaffone alla Pilar, ah le donne, Pilar più giovane, più sana, più bella ...
non mi piacque nemmeno da ragazzino, gli ambienti della Toscana c'entravano come i cavoli a merenda;
la realtà è che agli sceneggiatori italiani non veniva in mente niente,
quando un genere inizia con un plagio, copiato di sana pianta da un film giapponese, dopo, quale serietà puoi mettere in un film?
i western italiani furono una grande illusione, salverei solo il 1° dollaro e 'Arizona Colt' e forse qualche altro che però non mi viene in mente.
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gianni lucini
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lunedì 20 maggio 2013
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sofocle in chiave western
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La storia attinge direttamente ai classici della tragedia greca di Sofocle, un po' di "Edipo Re" e un po' di "Orestea" sono alla base di questo western per molti versi inusuale e ben girato con zoom e flashback pertinenti e una fotografia che più calda non si può. Nel rispetto di questa scelta ai dialoghi manca del tutto l'ironia che normalmente caratterizza questo genere e tutti i protagonisti sono figli di un destino tragico, sconfitti dalla vita: uno è castrato, un'altra è costretta a sposare un uomo che non ama e un altro ancora ha perso la memoria della gioventù. Anche l'epilogo è perfettamente coerente con l'impianto delle tragedie greche e come in genere accade ai film di Baldi i colpi di scena sono numerosi e ben distribuiti.
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La storia attinge direttamente ai classici della tragedia greca di Sofocle, un po' di "Edipo Re" e un po' di "Orestea" sono alla base di questo western per molti versi inusuale e ben girato con zoom e flashback pertinenti e una fotografia che più calda non si può. Nel rispetto di questa scelta ai dialoghi manca del tutto l'ironia che normalmente caratterizza questo genere e tutti i protagonisti sono figli di un destino tragico, sconfitti dalla vita: uno è castrato, un'altra è costretta a sposare un uomo che non ama e un altro ancora ha perso la memoria della gioventù. Anche l'epilogo è perfettamente coerente con l'impianto delle tragedie greche e come in genere accade ai film di Baldi i colpi di scena sono numerosi e ben distribuiti. Tra i protagonisti spicca Peter Martell in una delle sue migliori interpretazioni in assoluto. Meno azzeccata appare la scelta di Leonard Mann. Tra gli autori di soggetto e sceneggiatura c'è anche la firma di Vincenzo Cerami. Le immagini dei titoli di testa, con dettagli ravvicinati, che richiamano ed esasperano volutamente la lezione leoniana, hanno una fortissima potenza figurativa.
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kronos
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giovedì 12 agosto 2010
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cupo melodramma western
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Questa suggestiva fusione tra Sofocle, Eschilo e spaghetti western andrebbe riscoperta, non fosse altro per la splendida qualità realizzativa (con una menzione particolare alla fotografia di Montuori).
L'impianto narrativo, ispirato ai classici della tragedia greca, funziona nonostante qualche forzatura e gli attori sono convinti e in parte.
Un film inspiegabilmente dimenticato, da vedere.
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marco
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mercoledì 3 febbraio 2010
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bellissimo western italiano che mi ricorda la mia
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Bellissimo western di produzione europea (italo-spagnolo) del 1969, gli anni belli del cinema italiano e gli anni belli della mia adolescenza!!! Magari il cinema italiano fosse ancora capace di certi prodigi!!!
Maurizio Costa
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