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nick castle
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sabato 3 dicembre 2011
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non male...
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Billy, giovane ragazza addetta agli effetti speciali trucco di un film americano girato a Mosca, è testimone di un omicidio commesso durante le riprese di uno snuff movie. Uno cosa però complicherà i fatti, lei è muta, per giunta nessuno sembra disposto a supportare la sua versione dei fatti. Di produzione Gran Bretagna-Germania-Russia, Gli occhi del testimone è un thriller più che efficace nei primi 60 minuti, dove troviamo una narazzione che scorre a puntino, idee ben contestualizzate come l'ambientazione Moscovita, la protagonista muta, il traffico illegale di snuff movie, la corruzione della polizia di Mosca, e colpi di scena susseguirsi continuamente, in un continuo inganno per lo spettatore.
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Billy, giovane ragazza addetta agli effetti speciali trucco di un film americano girato a Mosca, è testimone di un omicidio commesso durante le riprese di uno snuff movie. Uno cosa però complicherà i fatti, lei è muta, per giunta nessuno sembra disposto a supportare la sua versione dei fatti. Di produzione Gran Bretagna-Germania-Russia, Gli occhi del testimone è un thriller più che efficace nei primi 60 minuti, dove troviamo una narazzione che scorre a puntino, idee ben contestualizzate come l'ambientazione Moscovita, la protagonista muta, il traffico illegale di snuff movie, la corruzione della polizia di Mosca, e colpi di scena susseguirsi continuamente, in un continuo inganno per lo spettatore. Conclusi i primi 60 minuti, si perde quota e si attraversa una turbolenza di ridicolaggini, inverosimiglianze, il ritmo cala, i dialoghi peggiorano e ci scappa qualche risata autoparodica. Anthony Waller, regista di buona mano, che fa il verso a Dario Argento, proponendo gli schemi tipici del thriller all'italiana, del tipo, le scarpe che spuntano da sotto un nascondiglio, tende che si muovono, apparizioni attraverso le finestre, gocciolature varie, ecc. propone un thriller di buona annata e di buon impatto che si lascia guardare, anche se purtroppo si conclude con un finale che vorrebbe essere un colpo di scena ma che in realtà è semplicisticamente indovinabile da chi sa fare due più due. Certo c'è una cosa da dire, le accattivanti musiche di Wilbert Hirsch meriterebbero più considerazione.
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mario
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martedì 19 giugno 2007
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una miscela di horror e thriller, ma...
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Due stelline non sono tante perché, in fondo, è un film onesto, ben girato e piacevole nel suo genere. Non è truculento come molti altri film del genere ed offre la giusta dose di suspence. Questa sconosciutissima Marina Sudina (o Zudina) interpreta la parte non facile di una donna muta e la sceneggiatura sfrutta tutto lo sfruttabile dalla presenza di questo handicap. La seconda parte del film, però, sembra scritta da una mano diversa infatti, secondo il mio punto di vista, "scade" un po', rasentando a volte il paradossale ed il banale. Il soggetto non è male ed anche l'ambientazione, ma la sceneggiatura in alcuni punti è troppo "debole" e scontata. Il colpo di scena finale è prevedibile perché la protagonista muore in maniera troppo palese e poi si arriva a questo momento topico senza il giusto patos perché abbiamo appena assistito ad un'esilarante scazzotata fra la sorella della protagonista e l'ex agente del KGB.
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Due stelline non sono tante perché, in fondo, è un film onesto, ben girato e piacevole nel suo genere. Non è truculento come molti altri film del genere ed offre la giusta dose di suspence. Questa sconosciutissima Marina Sudina (o Zudina) interpreta la parte non facile di una donna muta e la sceneggiatura sfrutta tutto lo sfruttabile dalla presenza di questo handicap. La seconda parte del film, però, sembra scritta da una mano diversa infatti, secondo il mio punto di vista, "scade" un po', rasentando a volte il paradossale ed il banale. Il soggetto non è male ed anche l'ambientazione, ma la sceneggiatura in alcuni punti è troppo "debole" e scontata. Il colpo di scena finale è prevedibile perché la protagonista muore in maniera troppo palese e poi si arriva a questo momento topico senza il giusto patos perché abbiamo appena assistito ad un'esilarante scazzotata fra la sorella della protagonista e l'ex agente del KGB. La donna porta a segno dei colpi, emulando una versione inedita di Tyson al femminile e... meno male che il "menato" era una ex agente del KGB! Il compositore della colonna sonora si rifà molto allo stile musicale delle musiche dei thriller degli anni '50 ed è anche coadiuvato dalla fotografia che rievoca molto i film di quell'epoca. Anche per questo film sono convinto che se il soggetto fosse stato dato in mano ad un regista di più elevata caratura, il film avrebbe avuto un'altra resa. Però è proprio questo che fa la differenza fra i "bravi" e i "meno bravi". Insomma se questo film fosse stato girato negli anni '70 avrebbe avuto sicuramente un gran successo, oggi si esce dal cinema con un dosaggio di adrenalina molto più alto...
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