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mont_blanc
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mercoledì 22 ottobre 2025
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t4on -c.binario- 11 ar3s
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Il soggetto Tron ? un'idea magnifica. I film che ne sono scaturiti hanno un aspetto particolarissimo. Un unicum nel mondo filmico. Ma nessuno dei tre pu? onestamente vantare una analoga sceneggiatura d'eccezione. Il primo Tron ? un film semplice, leggero; per? complessivamente bilanciato. Disco verde. Il secondo film, uscito decadi dopo, doveva servire a rilanciare il brand. Sfortunatamente con una trama ferraginosa e inutilmente complicata, pur contrastata da alcune buone idee e personaggi, non convince pienamente. Un po' in ritardo sul disco verde.
Tron 3. Etica. Perch? la Disney ha la vocazione di certa propaganda. In questo caso lo wokismo ? mascherato nel rapporto fra due sorelle di cui una defunta.
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Il soggetto Tron ? un'idea magnifica. I film che ne sono scaturiti hanno un aspetto particolarissimo. Un unicum nel mondo filmico. Ma nessuno dei tre pu? onestamente vantare una analoga sceneggiatura d'eccezione. Il primo Tron ? un film semplice, leggero; per? complessivamente bilanciato. Disco verde. Il secondo film, uscito decadi dopo, doveva servire a rilanciare il brand. Sfortunatamente con una trama ferraginosa e inutilmente complicata, pur contrastata da alcune buone idee e personaggi, non convince pienamente. Un po' in ritardo sul disco verde.
Tron 3. Etica. Perch? la Disney ha la vocazione di certa propaganda. In questo caso lo wokismo ? mascherato nel rapporto fra due sorelle di cui una defunta. Meglio sul fronte "la donna che avanza". Ci sono personaggi femminili che sanno il fatto loro; in gamba, senza eccedere per? nel supereroismo. Sar? l'effetto Trump. La cifra di Tron 3 ? di essere un film complessivamente riuscito, ma non pienamente: c'? sempre qualcosina non perfettamente centrata, eccetto la colonna sonora. Quella si, spacca senza riserve. La parte meglio riuscita del film sono i personaggi. Hanno carattere e caratteristiche decise. Ciascuno copre egregiamente il proprio ruolo. Con l'eccezione di Dillinger, della madre di Dillinger e proprio di Kevin Flynn. Gli ultimi due per il loro tenore lirico da grandi guru. Con Bridges che non si sa perch? tiene spesso lo sguardo torvo. Dillinger invece ? effettivamente un po' piatto. Ma prometter? bene per il futuro. La storia ? strutturata al solito per essere circolare e far riferimento a se stessa. Di base funziona e c'? un po' di tutto: tensione, ironia, sentimento, riflessioni, e questo tutto ? ben bilanciato; per? fra i suoi asset, alcuni sono poco convincenti: perch? mai Flynn ha lasciato la ENCOM alle sorelle? Motivi personali non ? una risposta, ? una scusa senza tanti sbattimenti per mettere lo spettatore di fronte a questa realt? che volevano impiantare. Nonostante ci?, in genere ? buona la cura per i dettagli, e sono questi a rendere vivo il film. E sono stati accorti a contestualizzare Jeff Bridges, quando c'? il suo momento, con una nostalgica (e migliorata, ma non ditelo) Virtual Machine. D'altra parte alcune delle scene pi? frenetiche tendono ad essere estetiche, pi? artisticamente marcate che pienamente incisive. In altri termini l'intrattenimento c'?, e raggiunge livelli pi? che discreti. Una visione soddisfacente e migliore di quella del suo predecessore. Ugualmente ? evidente che non siamo di fronte ad una storia memorabile per la sua profondit?, n? il regista ha dimostrato di avere le capacit? di imprimere una sua personalit? al film. Vi ha messo una buona cura, quella si. E il film, sotto l'aspetto della concretezza, ? anche migliore del primo Tron.
Un soggetto cos? particolare come Tron, meriterebbe di essere collocato in una storia altrettanto geniale. Dal momento che Tron ? riuscito ad espandersi alle dimensioni di una piccola saga, si pu? sperare che continui e che il prossimo giro ci regali quella marcia in pi?. Il potenziale per espandersi in mille buone direzioni c'?.
Sparsi nel film ci sono i soliti riferimenti ai film precedenti. Coglierli ? divertente. Alcuni sono anche autoreferenziali.
Una nota sul protagonista in questo caso ? obbligata. Ares-Marte. Il dio della guerra e il pianeta rosso. Tutto il film ha una dominanza rossa. Il colore del sangue e il colore di Marte. E il colore dei cattivi. Essendo la rete principale del film, quella della Dillinger, dominata dal colore rosso. Rete di cui Ares ? il programma di controllo principale, il Master Control (Program). C'? un altro programma che lo assiste nei suoi compiti. E' il programma Athena. Ares e Athena nel mito sono entrambi dei della guerra. Ma mentre il primo ne rappresenta il carattere istintivo e furioso, la seconda ? la regina dell'ordine e della tattica. Julian, che per i programmi della Dillinger ? il loro dio, ha due direttive per loro: devono obbedirgli senza fallo e i programmi difettosi devono essere cancellati. Non sono ammessi errori. Ma mentre Athena si ritrova completamente in questo schema, l'intelligenza artificiale Ares ha troppa personalit? per non andarci in conflitto. Non si pu? imbrigliare l'istinto. Eccetto che rispetto al personaggio del mito, il nostro Ares ? mosso da compassione e buoni sentimenti. Ares pensa; non ? indifferente agli altri. E' il ribelle positivo alle regole assolutistiche del suo creatore. E' il buon "Lucifero" del film. Perch? i riferimenti religiosi, ci sono, e sono voluti. Una curiosit?, i programmi assumono aspetto umano, ma anche da uomo Ares tender? a parlare come una IA. Aspetto che in certe situazioni sar? molto evidente, in altre meno.
Colonna sonora. essa riesce da sola a coprire alcune delle debolezze del film e a donargli un boost non indifferente, caricando le scene di energia. Se poi si riesce a vederlo in 3D, questo formato ? proprio l'elemento naturale di Tron Ares e lo fa decollare.
PS ... nel film manca un personaggio...
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jonnylogan
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domenica 19 ottobre 2025
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ares, il dio della guerra
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Ancora Tron. Ancora la narrazione di come il mondo digitale e quello reale siano sempre più vicini, sovrapponibili, fino a essere ormai l’uno parte dell’altro. Ma se la prima pellicola del franchise si trasformò in un flop non capito e figlio di un argomento troppo all'avanguardia per i primi anni '80, venendo ampiamente surclassato dal successo dei videogame che uscirono a traino e per i quali si parla di oltre trenta milioni di dollari d’incasso. Nel 2010 al contrario il successo era prevedibilmente preannunciato dalla digitalizzazione ormai imperante e da effetti speciali attuali e meno rudimentali rispetto al cult, perché nel frattempo Tron era diventato un cult per amanti di PC e fantascienza, di quasi tre decadi prima.
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Ancora Tron. Ancora la narrazione di come il mondo digitale e quello reale siano sempre più vicini, sovrapponibili, fino a essere ormai l’uno parte dell’altro. Ma se la prima pellicola del franchise si trasformò in un flop non capito e figlio di un argomento troppo all'avanguardia per i primi anni '80, venendo ampiamente surclassato dal successo dei videogame che uscirono a traino e per i quali si parla di oltre trenta milioni di dollari d’incasso. Nel 2010 al contrario il successo era prevedibilmente preannunciato dalla digitalizzazione ormai imperante e da effetti speciali attuali e meno rudimentali rispetto al cult, perché nel frattempo Tron era diventato un cult per amanti di PC e fantascienza, di quasi tre decadi prima. Questa volta la nuova sfida annunciata a inizio film è l'impiego dell'Intelligenza Artificiale, sempre più invadente, invasiva, presente nelle nostre vite e usata da Julian Dillinger, nipote ed erede dell'impero creato da suo nonno Ed, protagonista della prima pellicola, per trasferire programmi nella vita reale, capaci di muoversi autonomamente ma sempre guidati da un'intelligenza umana. Capaci di apprendere dalla propria esperienza, facendo affidamento su miriadi di informazioni provenienti dalla rete. Il tutto non per impiegarli a fini benefici ma per scopi militari.
La pellicola, a oggi forse l’anello debole della trilogia, si perde eccessivamente in questo dubbio morale sulla capacità delle macchine di pensare, di provare sentimenti, con il rischio di ribellarsi ai propri creatori. Un dubbio che si alterna però a una trama solida, nella quale gli effetti speciali e le scene di lotta riescono a mischiarsi con la colonna sonora per l’occasione firmata dai Nine Inch Nails senza dare adito a eccessi delle une rispetto alle altre.
Evan Peters nel ruolo di Julian Dillinger, il ritorno di quel che rimane di Kevin Flynn, alias di Jeff Bridges, ancora disperso, come nel primo sequel, all'interno di una memoria virtuale di un PC. E soprattutto Jared Leto, nella parte del programma senziente Ares, danno al regista norvegese Joachim Rønning, che si era già imbattuto in franchise Disney di grande impatto, ci riferiamo a Pirati dei Caraibi - La vendetta di Salazar (Pirates of the Caribbean: Dead Men Tell No Tales; 2017), un ventaglio di possibilità recitative non indifferenti, lasciando a fine pellicola lo spettatore con la certezza che nel caso la risposta del pubblico e di tutte le attività connesse a questa nuova pellicola, siano positive, e per adesso non sembra questo il trend degli incassi a livello mondiale, con ogni probabilità ci saranno nuove escursioni all’interno del mondo digitale creato da Steven Lisberger, qui ancora una volta presente in qualità di co produttore.
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marcus
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sabato 18 ottobre 2025
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noiosetto
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QUalcuno vorrebbe offrire una parte decente finalmente a Jared Leto?
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denis vullo
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martedì 14 ottobre 2025
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tron ? tornato
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Ottimo film di intrattenimento, vale la pena vederlo in sala, se possibile in formato IMAX
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imperior max
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lunedì 13 ottobre 2025
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due mondi, un'unica via e infinite direttive.
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TRON: ARES.
Terzo film della saga dopo quindici anni da Legacy. Ammetto candidamente di non aver recuperato Tron e di ricordarmi veramente poco del secondo film, perci? da semi-avulso, anche del videogioco, direi di essere spoglio da aspettative e pregiudizi. Cosa curiosa ? che dietro a tali progetti c?? la Disney quando ancora sperimentava e molto.
Un programma digitale in sembianze umane ribattezzato Ares viene creato da Julian Dillinger, proprietario delle industrie Dillinger (che a loro tempo erano padroni del mondo digitalizzato di Tron) e intento a portare dal mondo informatico soldati, armi e veicoli bellici tramite tecnologia laser e di poter venderli alla Difesa statunitense.
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TRON: ARES.
Terzo film della saga dopo quindici anni da Legacy. Ammetto candidamente di non aver recuperato Tron e di ricordarmi veramente poco del secondo film, perci? da semi-avulso, anche del videogioco, direi di essere spoglio da aspettative e pregiudizi. Cosa curiosa ? che dietro a tali progetti c?? la Disney quando ancora sperimentava e molto.
Un programma digitale in sembianze umane ribattezzato Ares viene creato da Julian Dillinger, proprietario delle industrie Dillinger (che a loro tempo erano padroni del mondo digitalizzato di Tron) e intento a portare dal mondo informatico soldati, armi e veicoli bellici tramite tecnologia laser e di poter venderli alla Difesa statunitense. L?unico inconveniente ? che tali programmi nel mondo reale riescono a vivere per soli 29 minuti per poi disintegrarsi e ritornare indietro. Nel frattempo Eve Kim, informatica e amministratrice delegata della Encom (creatrice del videogioco Tron e divisa dalla Dillinger) ? alla ricerca del codice Permanence creato da Kevin Flynn dai vecchi database di Tron in grado di dare longevit? appunto permanente ai programmi digitali nel mondo reale cos? da poter dare un grande aiuto umanitario. Le cose inizieranno a cambiare quando Ares, tramite direttiva, verr? infiltrato nei server della Encom per carpirne i segreti e avr? sempre pi? una presa di coscienza maggiore sulla vita umana e la propria.
Alla regia c?? tal Joachim R?nning che ha diretto in passato dei lavori discreti, ma anche ciofeconi come l?ultimo Pirati dei Caraibi e Maleficent-Signora del male. In questo caso non ? affatto male nell?uso delle scenografie e della computer grafica, soprattutto nelle scene del mondo digitale con sconfinati edifici, moto, macchine volanti e nell?azione coi guerrieri digitali armati di lame e bastoni che si lasciano dietro la famosa e affilata scia energetica. Tali artefizi li ritroviamo anche nel mondo reale e senza troppa invasivit? della cgi. Si aggiunge anche una buona fotografia con dei rossi e dei blu molto concentrati e accessi a seconda della scenografia e una buona musica elettronica dei Nine Inch Nails. Il tutto accompagnato da un buon montaggio che alterna il giusto dall?azione ai momenti divertenti. Un buon Jared Leto stavolta in parte nella sua monoespressivit? nell?interpretare Ares, un ottimo Evan Peters come antagonista, una splendida Greta Lee e un piccolo ritorno di Jeff Bridges nei panni dello storico Kevin Flynn.
Il film ? comprensibile anche senza aver visto i due capitoli precedenti anche grazie all?incipit iniziale nei titoli di testa che riassume tutto pi? o meno bene senza troppi smarrimenti e in piccola parte si strizza l?occhio ai nostalgici, specialmente andando avanti. La storia ? abbastanza basilare e vuol narrare l?uso della tecnologia e dell?intelligenza artificiale stavolta in maniera pi? ottimista partendo dall?idea di portare il digitale e renderlo concreto nel mondo reale ricreando all?infinito soldati, veicoli, armi, ma anche alberi e dunque viveri cos? da risolvere il problema della fame nel mondo. Queste intenzioni ovviamente creeranno contrasti tra i detentori di tale tecnologia con un Julian ambizioso e bisognoso di attenzioni verso la madre e una Eve Kim desiderosa di riavere la sorella morta. Persino Ares stesso che ha una sua catarsi di consapevolezza di essere un sacrificabile e schiavo di direttive prese dall?alto con conseguente ribellione quando viene a conoscenza del mondo esterno e della vita di Eve con la quale si alleer? per liberarsi, avere pi? vita nel mondo esterno e scoprire la sua umanit?.
Purtroppo non ? tutt?oro o smalto scarlatto quello che luccica. Se le tematiche sono da riporto e gi? viste in moltissimi altri film di fantascienza c?? da dire che non sempre i personaggi brillano di profondit? e specialmente quello di Athena ha un ruolo cardine quasi fulmineo e non ha un vero e proprio percorso evolutivo, tipo quello di Ares. Senza contare che la meccanica per accedere al mondo reale ad una certa non ha proprio senso e con uno scontro finale che, viste le intenzioni del villain, si poteva ambientare ben fuori dalla citt?. Inoltre il finale non ? del tutto chiuso e si riallaccia a retcon passate che i neofiti non coglieranno.
Un film decisamente guardabile e ricco di azione anche bella, ma che nella sostanza si poteva dire molto pi? di quanto ? stato fatto.
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nino pellino
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domenica 12 ottobre 2025
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discreto film di genere fantascientifico
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Pur non essendo proprio il mio genere, "Tron-Ares" l'ho trovato complessivamente un buon film di azione e di fantascienza. Diverse scene di comattimento mi hanno ricordato la saga di "Terminator" non riuscendo però ad eguagliarne la stessa robustezza scenica e lo stesso fascino. Molto interessante lo scontro tra umanità e macchine create dall'intelligenza artificiale che, a livello di tematica,rappresenta il punto forte di questo film del regista Joachim Ronning. Nell'insieme godibile, ma tutt'altro che epocale.
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