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marco landeta
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mercoledì 10 dicembre 2025
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un?oscurit? che non arriva mai davvero
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Mi sono avvicinato a questo film aspettandomi qualcosa di intenso, magari disturbante. L?idea sembrava perfetta: un?indagine oscura, personaggi segnati e un?atmosfera pensata per creare inquietudine. La sorpresa ? che, invece di provare paura, ho trovato una storia pi? interessata a essere strana che a essere davvero inquietante. A volte sembra che il film voglia turbare lo spettatore soprattutto attraverso lo stile visivo, e questo pu? funzionare, ma non sempre riesce.
Il ritmo ? stato il mio principale problema. La storia va avanti lentamente e impiega molto tempo prima di generare una reale emozione. Silenzi, ombre e dettagli quasi rituali cercano di creare tensione, ma se non entri in quella frequenza narrativa, tutto comincia a diventare pesante.
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Mi sono avvicinato a questo film aspettandomi qualcosa di intenso, magari disturbante. L?idea sembrava perfetta: un?indagine oscura, personaggi segnati e un?atmosfera pensata per creare inquietudine. La sorpresa ? che, invece di provare paura, ho trovato una storia pi? interessata a essere strana che a essere davvero inquietante. A volte sembra che il film voglia turbare lo spettatore soprattutto attraverso lo stile visivo, e questo pu? funzionare, ma non sempre riesce.
Il ritmo ? stato il mio principale problema. La storia va avanti lentamente e impiega molto tempo prima di generare una reale emozione. Silenzi, ombre e dettagli quasi rituali cercano di creare tensione, ma se non entri in quella frequenza narrativa, tutto comincia a diventare pesante. Non cerco necessariamente jump scares o effetti facili, mi piace il terrore psicologico, ma qui tutto rimane pi? nell?intenzione che nella sensazione. Non ho mai provato una vera inquietudine, solo una lunga attesa.
Nicolas Cage trova uno di quei ruoli che ama particolarmente: esagerato, imprevedibile, pieno di stranezze. ? sempre interessante guardarlo, anche quando la storia non convince del tutto. Il problema ? che la sua interpretazione, pur essendo magnetica, assomiglia pi? a una dimostrazione teatrale che a una minaccia reale. Questo riduce parte dell?impatto emotivo che il film poteva raggiungere.
Dal punto di vista visivo, per?, il film ? notevole. ? elegante, curato in modo quasi ossessivo e con un?atmosfera claustrofobica che occupa ogni inquadratura. Se ci fosse stata una maggiore connessione emotiva con i personaggi, queste immagini sarebbero state molto pi? forti. Invece, il film punta troppo sull?estetica per generare paura, e senza una tensione interiore pi? incisiva, tutto rimane freddo e un po? distante.
Alla fine ? un film che punta pi? sull?atmosfera che sulla narrazione. Alcuni spettatori lo troveranno ipnotico, altri resteranno fuori. Io personalmente non sono mai entrato davvero nel suo mondo emotivo. Se vi piace un horror lento, stilizzato, visuale e singolare, potreste apprezzarlo. Se invece cercate una storia che vi afferri, probabilmente vi lascer? a met? strada.
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signorbagheri
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sabato 20 settembre 2025
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dal memorabile al dimenticabile
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Un horror demoniaco paranormale con un plot inutilmente troppo complicato e con un finale a sorpresa che non sorprende. Un film diretto dal figlio di Anthony Perkins che si dimentica il giorno dopo averlo visto a differenza del memorabile Psyco e Cage fa soltanto una particina.
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felicity
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domenica 10 agosto 2025
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thriller poliziesco e horror demoniaco
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Longlegs di Oz Perkins è un thriller psicologico che si trasforma in un horror.
Inquietante al punto da rimanere con lo spettatore per diversi giorni dopo la visione, il film può contare su due protagonisti eccezionali.
Cage si vede pochissimo: è il suo personaggio a dare il nome al film, ma la protagonista è Lee Harker, dichiaratamente ispirata alla Clarice Sterling di Il silenzio degli innocenti.
La Monroe è fantastica: lavora per sottrazione, fornendo una prova attoriale trattenuta ed efficace.
Longlegs regala una delle interpretazioni migliori di tutta la carriera di Cage. Spesso deriso dalla critica per le sue performance bizzarre e deliranti, nei panni del killer eponimo deve essere bizzarro e delirante.
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Longlegs di Oz Perkins è un thriller psicologico che si trasforma in un horror.
Inquietante al punto da rimanere con lo spettatore per diversi giorni dopo la visione, il film può contare su due protagonisti eccezionali.
Cage si vede pochissimo: è il suo personaggio a dare il nome al film, ma la protagonista è Lee Harker, dichiaratamente ispirata alla Clarice Sterling di Il silenzio degli innocenti.
La Monroe è fantastica: lavora per sottrazione, fornendo una prova attoriale trattenuta ed efficace.
Longlegs regala una delle interpretazioni migliori di tutta la carriera di Cage. Spesso deriso dalla critica per le sue performance bizzarre e deliranti, nei panni del killer eponimo deve essere bizzarro e delirante. Cage potrebbe sfogarsi, ma non strafà. Si lascia vedere il giusto, ma per la maggior parte del tempo esiste in forma di presenza invisibile e incombente.
Anche le scene più cruente e sanguinose sono tenute fuori dallo schermo per la maggior parte del film.
Longlegs, horror soprannaturale travestito da thriller, intenso e violento, è reso ancora più disturbante da sprazzi di umorismo sottile, nerissimo e asciutto. La tensione non si allenta mai per tutta la durata della pellicola grazie alla direzione di Perkins, stilista delle atmosfere claustrofobiche che riesce a infondere una grazia, un'eleganza impossibili alla sua rappresentazione del male più insensato.
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marta
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lunedì 11 novembre 2024
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scontato.
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Da un punto di vista puramente visivo, scene, inquadrature, colori e suoni il film è veramente curato, queste caratteristiche gli danno un grande prestigio, gli attori sono stupendi e riescono a portare la tensione, anche se me ne aspettavo o di più. La trama però è deludente, classica di un horror americano scontato, con un finale deprimente e che abbassa molto il livello del film.
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dreamers
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domenica 10 novembre 2024
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più che "magro", inesistente
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No, dai, così non vale. Il nulla su ogni fronte, ma non nel senso del trionfo di un vuoto in funzione espressiva o simbolica o drammaturgica... Il vuoto, punto. Non c'è scrittura (il frullato di cose già viste e riviste sa tanto di intelligenza artificiale all'opera), non c'è brivido, non c'è un solo elemento magnetico. Un film che, più che "magro e debole", è del tutto inesistente. Che dire dopo un pomeriggio buttato via? Mi segno il nome di Simone Emiliani nella lista delle firme inaffidabili (e spero tanto che a poco a poco non mi finisca l'intera piattaforma...). Simone, sai la tua penetrante "compilation".
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No, dai, così non vale. Il nulla su ogni fronte, ma non nel senso del trionfo di un vuoto in funzione espressiva o simbolica o drammaturgica... Il vuoto, punto. Non c'è scrittura (il frullato di cose già viste e riviste sa tanto di intelligenza artificiale all'opera), non c'è brivido, non c'è un solo elemento magnetico. Un film che, più che "magro e debole", è del tutto inesistente. Che dire dopo un pomeriggio buttato via? Mi segno il nome di Simone Emiliani nella lista delle firme inaffidabili (e spero tanto che a poco a poco non mi finisca l'intera piattaforma...). Simone, sai la tua penetrante "compilation"...?
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ergo
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domenica 10 novembre 2024
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atmosfera e poco altro
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Buona l'ambientazione anni'90 (senza web-smart-social e altri fattori recenti che avrebbero influito sull'indagine) cupa del grigio Nord Ovest americano, alcune scelte di regia nelle inquadrature, e in generale il ritmo coeso, per quanto senza climax degni di nota, o risvolti particolari.
La storia di per sé parte come indagine giallognola su un (presunto) serial killer misterioro, ma poi tracima quasi subito nel sovrannaturale, tra agente FBI ultra-sensitiva, sette occulte di provincia, linguaggi satanici criptati, etc. Se cercavate il nuovo Silenzio degli Innocenti o qualcosa di Lynch-ano avete sbagliato film. Un paio di spaventi ricercati (soprattutto grazie agli effetti sonori) ma poi nulla da segnalare.
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Buona l'ambientazione anni'90 (senza web-smart-social e altri fattori recenti che avrebbero influito sull'indagine) cupa del grigio Nord Ovest americano, alcune scelte di regia nelle inquadrature, e in generale il ritmo coeso, per quanto senza climax degni di nota, o risvolti particolari.
La storia di per sé parte come indagine giallognola su un (presunto) serial killer misterioro, ma poi tracima quasi subito nel sovrannaturale, tra agente FBI ultra-sensitiva, sette occulte di provincia, linguaggi satanici criptati, etc. Se cercavate il nuovo Silenzio degli Innocenti o qualcosa di Lynch-ano avete sbagliato film. Un paio di spaventi ricercati (soprattutto grazie agli effetti sonori) ma poi nulla da segnalare. Se non altro dura poco e non sbrodola troppo in meta-riflessioni psicologiche sulla protagonista, che compare inebetita in 9 scene su 10. N.Cage conciato così sembra soltanto una sorta di Beetlejuice emaciato che non fa paura, né diverte.
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ma_theo
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domenica 10 novembre 2024
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credibile
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Il film è credibile e lascia sicuramente una scia di spavento. Visto di notte difficle poi non accendere una luce in più quando si ritorna a casa. Ottima maschera quella di Nicolas Cage, oltre il trucco rimane una lucida ferinità negli occhi che crea una buona dose di pelle d'oca. Stesso discorso per il personaggio di Ruth. La trama pure è essa stessa discreta e credibile e resa concreta da ottimi accorgimenti registici coadiuvati dall'elemento sonoro.
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athos
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lunedì 4 novembre 2024
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il personaggio delude
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Il film ha ritmo, suspense, trama e buona colonan sonora. Delude il personaggio di Longlegs, troppo simile ai tanti pazzi visti in altri film.
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imperior max
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lunedì 4 novembre 2024
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ave satana...
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Come dicevo, settimana proficua quella scorsa con l’horror. E stavolta con un SIGNOR horror. LONGLEGS di Oz Perkins. Già dopo questo avevo recuperato FEBRUARY-L’INNOCENZA DEL MALE e scoperto che era stato in NOPE di Jordan Peele, quindi non si può considerarlo proprio un figlio di papà fatto e finito…
In Oregon l’agente dell’FBI Lee Harker indaga sugli omicidi di Longlegs, un misterioso serial killer che lascia dei criptici e crittati messaggi sul luogo del delitto, e che sembrerebbero però sulla carta più degli omicidi/suicidi in quanto non ci sono mai segni di effrazione. Durante le indagini, tra indizi, ricerche e un particolare sesto senso, la donna è afflitta da un brutto ricordo di un evento di vent’anni prima quando incontrò fuori casa un inquietantissimo individuo.
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Come dicevo, settimana proficua quella scorsa con l’horror. E stavolta con un SIGNOR horror. LONGLEGS di Oz Perkins. Già dopo questo avevo recuperato FEBRUARY-L’INNOCENZA DEL MALE e scoperto che era stato in NOPE di Jordan Peele, quindi non si può considerarlo proprio un figlio di papà fatto e finito…
In Oregon l’agente dell’FBI Lee Harker indaga sugli omicidi di Longlegs, un misterioso serial killer che lascia dei criptici e crittati messaggi sul luogo del delitto, e che sembrerebbero però sulla carta più degli omicidi/suicidi in quanto non ci sono mai segni di effrazione. Durante le indagini, tra indizi, ricerche e un particolare sesto senso, la donna è afflitta da un brutto ricordo di un evento di vent’anni prima quando incontrò fuori casa un inquietantissimo individuo. Quest’ultimo sembrerebbe connesso in qualche modo con questi omicidi.
C’è chi costruisce la tensione, c’è chi la gira e chi la ricerca, ma Oz Perkins è la tensione stessa. Già dal primo minuto fino ai successivi 100 il film è pervaso da una tensione costante attraverso le inquadrature, il rapporto 2,39:1 che si stringe in stile anni ’70 per l’appunto nei flashback, i movimenti lenti, la fotografia di un rosso freddo e la colonna sonora del fratello Elvis arrangiata con pezzi anni ’90 che contrastano con il tutto. Un montaggio che passa a sequenze oniriche e surreali a quelle thriller. Una messa a fuoco e una profondità di campo nelle immagini che intensificano il brivido. Una recitazione da Dio con una Maika Monroe in grande forma da IT FOLLOWS e un Nicolas Cage che apparirà si e no sette minuti, ma molto angosciante per com’è truccato e sopra le righe senza mai essere anticlimatico, anzi tutto il contrario. Un sonoro lugubre e due jumpscare al bacio. Insomma, un comparto tecnico e una messinscena i-n-e-c-c-e-p-i-b-i-l-i che prendono il meglio da Kubrick, Hitchcock, Lynch e persino da Fincher.
Ora per quanto riguarda la storia, ricorda Il silenzio degli innocenti di Jonathan Demme quello sì, ma lo stampo vara più nell’horror che nel thriller toccando tematiche sulla fede, il satanismo e il trauma. Anche qui si sceglie di narrare non poco con i dialoghi e le immagini che riprendono a fuoco svariati oggetti di scena ed elementi non proprio messi lì a caso. Magari forse sul finale la componente sovrannaturale potrebbe un po’ disorientare, ma più che altro è una scelta narrativa interpretativa e ponderante. La violenza d’effetto c’è, specialmente quella fuoricampo.
Insomma, caro Anthony Perkins, buon sangue non mente…
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cosimo cardellicchio
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sabato 2 novembre 2024
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fa sboccare non lo andate a vedere non fa paura
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Dicevano che era il miglior film horror degli ultimi 10 ANNI. Oggi 2 NOVEMBRE 2024 sono andato a vedere sta cagata di film che dalle recensioni sembrava molto bello invece non c'è niente di horror ci sono solo due jumpscare che non fanno neanche paura a meno che non te li aspetti Terrifier 3 con tutta la sua saga è molto ma molto meglio di sto film che dicono che il suo genere è horror ma io lo metterei tra gli horror di wish
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