La storia di Breach – Incubo nello spazio è minimalista, avrebbe l’opportunità di soffermarsi su alcuni spunti di natura critica, ma preferisce ignorarli concentrandosi quasi esclusivamente sui particolari exploitativi. Ci pensa il regista attraverso una direzione che non offre grossi spunti registici o meriti particolari, oltre che una certa trascuratezza dei dettagli, quanto meno si preoccupa di badare al sodo, ottimizzando un budget contenuto, una location scenograficamente interessante e un numero sufficiente di attacchi di zombie alieni.
Nulla di eclatante, filmettino DTV che ha il merito di scorrere e tenere fede alla sua natura fantaorrorifica. Ed in cui, sorpresa, il nostro amico Bruce riesce nel raro evento di essere presente per quasi tutta la durata.
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La storia di Breach – Incubo nello spazio è minimalista, avrebbe l’opportunità di soffermarsi su alcuni spunti di natura critica, ma preferisce ignorarli concentrandosi quasi esclusivamente sui particolari exploitativi. Ci pensa il regista attraverso una direzione che non offre grossi spunti registici o meriti particolari, oltre che una certa trascuratezza dei dettagli, quanto meno si preoccupa di badare al sodo, ottimizzando un budget contenuto, una location scenograficamente interessante e un numero sufficiente di attacchi di zombie alieni.
Nulla di eclatante, filmettino DTV che ha il merito di scorrere e tenere fede alla sua natura fantaorrorifica. Ed in cui, sorpresa, il nostro amico Bruce riesce nel raro evento di essere presente per quasi tutta la durata.
Breach – Incubo nello spazio è chiaramente uno di quei film per spettatori, diciamo così, di bocca buona e di scorza dura. Astenersi esigenti e sognatori. Ma che visto con un certo occhio e rapportandosi alla scala di valori Bruce Willis 2.0 può risultare godibile nella sua semplicissima e derivativa ricetta di assedio da contagio in salsa spaziale. Il finale sul nuovo pianeta aprirebbe anche la porta ad un eventuale sequel che, ovviamente e per fortuna nostra, non verrà mai realizzato.
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