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liberato russo
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lunedì 9 marzo 2015
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un labirinto filmico tra eros e thanatos
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PARTE 1 - "... Chi lo avrebbe mai detto, desiderare di morire! Se succedesse adesso forse si rimetterebbe tutto a posto." Un pensiero subdolo che striscia malefico nell’inconscio, parole velenose appena sussurrate che rimbalzano tra la mente e il cuore o un’infinità di brividi per ciò che sta per accadere, per quell’attimo che si manifesta ripetutamente, così caustico, così terribilmente al bivio… tra la vita e la morte. Forse ciò che sta per accadere può ripetersi ancora in un eterno e claustrofobico divenire e, in quel divenire, è possibile scegliere la propria strada, dare un senso alle proprie azioni, dipingere con il nero o con il bianco il proprio domani. “Sliding Doors”, mi verrebbe da dire, tanto per citare un film e provare a rimanere in tema! Su questa ipnotica sorgente - tra mille interrogativi - nasce e si sviluppa il film di Lorenzo D’Amelio: “L’EVENTO”, un lavoro cinematografico indipendente che si muove nel filone del thriller psicologico con pochi artifici ma con puntualità geniale.
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PARTE 1 - "... Chi lo avrebbe mai detto, desiderare di morire! Se succedesse adesso forse si rimetterebbe tutto a posto." Un pensiero subdolo che striscia malefico nell’inconscio, parole velenose appena sussurrate che rimbalzano tra la mente e il cuore o un’infinità di brividi per ciò che sta per accadere, per quell’attimo che si manifesta ripetutamente, così caustico, così terribilmente al bivio… tra la vita e la morte. Forse ciò che sta per accadere può ripetersi ancora in un eterno e claustrofobico divenire e, in quel divenire, è possibile scegliere la propria strada, dare un senso alle proprie azioni, dipingere con il nero o con il bianco il proprio domani. “Sliding Doors”, mi verrebbe da dire, tanto per citare un film e provare a rimanere in tema! Su questa ipnotica sorgente - tra mille interrogativi - nasce e si sviluppa il film di Lorenzo D’Amelio: “L’EVENTO”, un lavoro cinematografico indipendente che si muove nel filone del thriller psicologico con pochi artifici ma con puntualità geniale. Si potrebbe definire “un intreccio noir” degno di un romanzo di Edgar Allan Poe o di una trama cinematografica di Hitchcock, in cui domina su tutto l’ossessione, l’angoscia, l’ansia spasmodica che da un momento all’altro quel particolare evento metta fine ad una vita dissoluta e senza via di salvezza. La disperazione del protagonista, vittima di una “male occulto” che si manifesta sin dalle prime battute del film, insegue la liberazione eterna da quell’orrendo istante in cui il cuore sembra fermarsi mentre la crisi si manifesta in tutta la sua crudeltà. Quella disperazione raggiunge l’apice fino a farsi preghiera, scandita tra le lancette dell’orologio (anch’esse assassine ) e recitata nello scorrere del tempo ostile, dove l’occhio inerme assiste alla crocifissione del proprio respiro e della propria coscienza. E in quel “male oscuro”, in quella maledetta crisi del cuore, tutto è possibile, tutto potrebbe divenire concreto, ma quel tutto potrebbe anche disfarsi all’improvviso, come la tela di Penelope nella notte buia. (...continua Parte 2)
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liberato russo
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lunedì 9 marzo 2015
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l'evento... tra eros e thanatos
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PARTE 2 - Fuori c’è mondo reale, vivido e spietato, dove tra vicoli e palazzi si snodano le corsie del malaffare… droga, soldi sporchi, pistole e bombe a mano! E’ in quel mondo che il protagonista, Flavio (Raffaele Ausiello), cerca una via di redenzione, scelta ancora possibile ma che, per forza di cose, deve attraversare il dolore, deve conoscere l’ansimo e il sussulto, per ricadere semmai nell’errore, nell’infimo, nel pericolo che è presente dietro ogni angolo. La presenza dell’amore è un timido tuffo in un magma ignoto dove la femminilità, la caparbietà e il coraggio di Daniela (Lucia Rocco) e di Giulia (Cecilia Lupoli) diventano eros e thanatos, pulsione di vita e pulsione di morte! Un’infinità di flashback, rimandano a suoni, azioni e parole dai toni convulsi che generano ansia e curiosità nello spettatore e che colorano in maniera certosina un mosaico di emozioni dall’inizio alla fine del film.
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PARTE 2 - Fuori c’è mondo reale, vivido e spietato, dove tra vicoli e palazzi si snodano le corsie del malaffare… droga, soldi sporchi, pistole e bombe a mano! E’ in quel mondo che il protagonista, Flavio (Raffaele Ausiello), cerca una via di redenzione, scelta ancora possibile ma che, per forza di cose, deve attraversare il dolore, deve conoscere l’ansimo e il sussulto, per ricadere semmai nell’errore, nell’infimo, nel pericolo che è presente dietro ogni angolo. La presenza dell’amore è un timido tuffo in un magma ignoto dove la femminilità, la caparbietà e il coraggio di Daniela (Lucia Rocco) e di Giulia (Cecilia Lupoli) diventano eros e thanatos, pulsione di vita e pulsione di morte! Un’infinità di flashback, rimandano a suoni, azioni e parole dai toni convulsi che generano ansia e curiosità nello spettatore e che colorano in maniera certosina un mosaico di emozioni dall’inizio alla fine del film. La location (alcune zone della città di Benevento) certamente aiuta la sceneggiatura a svilupparsi in modo autentico e a rimanere sempre fedele a se stessa: fuori c’è un deserto caldo e opprimente che fa il paio con l’animo arido dei “gangster romantici” che animano il film; lì fuori anche il paesaggio bucolico, dipinto tra verdi colline e promontori scoscesi, vive le sue aspre crisi, proprio dove lo scempio delle innumerevoli pale eoliche è una ferita, aimè, sempre aperta!! Un plauso all’intero cast, tutto giovane e foriero di un cinema che - si spera - possa rivelarsi davvero vincitore, perché ricco di spunti interessanti! Degna di nota la fotografia ma anche il montaggio, il cui curatore è Simone D’Angelo, già noto al pubblico per aver realizzato delle vere e proprie "chicche" a livello artistico e cinematografico. La sintassi delle scene montate, rivelano tra l'altro la stessa frenesia e la medesima eccitazione della sceneggiatura, risultando perfettamente in linea con il gusto convulso e quasi "epilettico" che si assapora in tutto le complesse fasi del lavoro. Sono uscito dal cinema con uno stato d’ansia particolarmente corposo, con mille interrogativi e con riflessioni pronte a sbocciare… e con la consapevolezza che solo un film di spessore sa provocare tutto questo!
ASSOLUTAMENTE CONSIGLIATA LA VISIONE.
Liberato Russo
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bussisotto
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venerdì 27 marzo 2015
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un'opera prima sorprendente
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Flavio, un ragazzo apparentemente normale …
egli è, in realtà, un corriere della droga. Stanco di giorni all’insegna delle menzogne, di violenze prive di senso e di instabilità emotive, in seguito all’incontro fortuito con una dolce ragazza (Lei), decide di cambiare vita. Recuperare un equilibrio, però, gli risulta difficile: per motivi inspiegabili, il tempo sembra sfuggirgli dalle mani. Vi è una sorta di ripetizione di situazioni e lui ne viene trafitto, quasi come se i minuti e le ore lo stessero attraversando, causandogli delle crisi epilettiche. Intorno a lui, amici, colleghi di lavoro e conoscenti sembrano non accordarsi con le sue visioni.
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Flavio, un ragazzo apparentemente normale …
egli è, in realtà, un corriere della droga. Stanco di giorni all’insegna delle menzogne, di violenze prive di senso e di instabilità emotive, in seguito all’incontro fortuito con una dolce ragazza (Lei), decide di cambiare vita. Recuperare un equilibrio, però, gli risulta difficile: per motivi inspiegabili, il tempo sembra sfuggirgli dalle mani. Vi è una sorta di ripetizione di situazioni e lui ne viene trafitto, quasi come se i minuti e le ore lo stessero attraversando, causandogli delle crisi epilettiche. Intorno a lui, amici, colleghi di lavoro e conoscenti sembrano non accordarsi con le sue visioni. Perché Flavio ha dei ricordi ben precisi che, puntualmente, vengono negati dagli altri?
Terrorizzato e intenzionato a scoprire la verità, il ragazzo decide di seguire un percorso a ritroso …
Saluto con stima l’esordio alla regia di Lorenzo D’Amelio. Nel panorama cinematografico italiano, affossato da tempo nella patetica immagine del “Pizza, sole e mandolino” e che pare ritrovare attimi di respiro in commediole volgarotte e prive di senso, il regista Beneventano affronta una storia poco nostrana, con un piglio sicuro e un ritmo sostenuto (cosa piuttosto rara, per un’opera prima). E’ doveroso sottolineare che “L’evento” non ha, alle spalle, una casa di distribuzione forte, pronta ad investire due – trecentomila euro in pubblicità o, ancora peggio, ad “acquistare” sale cinematografiche in cui proiettare la pellicola. Qui ci troviamo di fronte ad un progetto completamente indipendente, realizzato con un budget irrisorio (siamo vicini ai trentamila euro). Adeguata la scelta di ambientare la storia nel Sannio, location insolita e poco sfruttata da un punto di vista cinematografico. D’Amelio ama film come “Donnie Darko” e lo dimostra in pieno: “L’evento” vive di sovrapposizioni spazio temporali, gode di flashback illuminanti (o che, alternativamente, insinuano nuovi dubbi negli spettatori), si diverte a giocare a rimpiattino. Dona e priva, mantenendo viva l’attenzione. Si esce dalla sala con la voglia di rientrare immediatamente, per osservare con nuovi occhi e per interpretare segnali a prima vista non acquisiti. Come nello splendido manifesto, Flavio è una lancetta dell’orologio: il regista lo sfrutta per ammaliare ed avvolgere le persone che assistono alla proiezione.
L’intero peso del progetto grava su Raffaele Ausiello, che regala al personaggio protagonista la giusta dose di paura e comprensiva confusione. Il giovane attore comunica con la voce, il corpo, ma soprattutto con il cuore. Un’ennesima conferma della sua versatilità.
Nel cast si notano anche una convincente Lucia Rocco e Cecilia Lupoli, leggermente ingolfata in un ruolo poco adatto alle sue corde.
Volendo sottolineare qualche difetto, si può fare riferimento ad un piccolo cambiamento di genere durante la seconda parte della pellicola, che mette appena appena a rischio il climax del progetto. Ma si tratta di elementi perdonabili in un insieme che fa della cura dei dettagli il suo punto di forza.
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fulvio.dan
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domenica 19 aprile 2015
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l'evento thriller intenso e suggestivo da vedere
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Il film “L’evento” di Lorenzo D'Amelio è stata una felicissima scoperta! Di un cinema fatto di passione e di attentissima cura dei particolari. Soggetto originale e suggestivo, sceneggiatura ben strutturata e convincente. Sinceri complimenti alla regia, Lorenzo D’Amelio, e alla fotografia, Albino Iannace, che hanno realizzato un'opera di alta qualità, dimostrando talenti che mi auguro possano presto emergere in contesti di massimo spessore.
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Il film “L’evento” di Lorenzo D'Amelio è stata una felicissima scoperta! Di un cinema fatto di passione e di attentissima cura dei particolari. Soggetto originale e suggestivo, sceneggiatura ben strutturata e convincente. Sinceri complimenti alla regia, Lorenzo D’Amelio, e alla fotografia, Albino Iannace, che hanno realizzato un'opera di alta qualità, dimostrando talenti che mi auguro possano presto emergere in contesti di massimo spessore.
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