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paolp78
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venerdì 24 gennaio 2025
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mitizzazione eccessiva del protagonista
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Film d’azione molto deludente per via di una sceneggiatura vittima di troppe forzature e soprattutto incapace di conferire carattere ed anima alla pellicola, che nonostante sia tratta da un romanzo di Donald E. Westlake e sia diretta da un regista affermato come Taylor Hackford, non ambisce ad essere nulla di più che un mero blockbuster.
La trama ha molti punti in comune con quella di altri film ricavati dai romanzi di Westlake, dove però le atmosfere sono ben diverse, molto taglienti e cupe; si ricorda in questa chiave “Senza un attimo di tregua” del grande John Boorman, che nonostante la somiglianza delle storie narrate si presenta diversissimo da questa pellicola.
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Film d’azione molto deludente per via di una sceneggiatura vittima di troppe forzature e soprattutto incapace di conferire carattere ed anima alla pellicola, che nonostante sia tratta da un romanzo di Donald E. Westlake e sia diretta da un regista affermato come Taylor Hackford, non ambisce ad essere nulla di più che un mero blockbuster.
La trama ha molti punti in comune con quella di altri film ricavati dai romanzi di Westlake, dove però le atmosfere sono ben diverse, molto taglienti e cupe; si ricorda in questa chiave “Senza un attimo di tregua” del grande John Boorman, che nonostante la somiglianza delle storie narrate si presenta diversissimo da questa pellicola.
Hackford non riesce a mantenersi fedele ai romanzi di Westlake ed a riproporne l’essenza, prevalentemente a causa della scelta di descrivere in modo troppo perfetto il protagonista, che appare contemporaneamente eroico e compassionevole, inarrestabile e giusto, insomma una specie di miscuglio tra Rambo, Robin Hood e Madre Teresa. Più che una volontà del regista, è probabilmente un obbligo impostogli dalla produzione e collegato alla scelta di Jason Statham per la parte, con la conseguente necessità di rispettare le caratteristiche dei personaggi solitamente interpretati dall’attore britannico nei numerosi blockbuster di grande successo commerciale che lo hanno visto protagonista.
In realtà poi il film non fece grandi incassi, sicché a conti fatti si sarebbe fatto meglio a rispettare maggiormente l’opera: non escludo infatti che anche sul piano commerciale si sarebbe ottenuto di più con un protagonista più credibile, diretto ed accattivante come quello scaturito dall’interpretazione del grande Lee Marvin nel già citato film di Boorman.
Accanto a Statham, nella parte femminile di maggior rilievo, c’è Jennifer Lopez, che senza saper strafare, riesce comunque a far miglior figura del suo collega, rubandogli anche un po’ la scena. Nel cast in una piccola parte c’è Nick Nolte … lui sì che avrebbe potuto ricoprire bene la parte principale con venti anni e venti chili in meno; si ricordano poi Michael Chiklis nella parte del cattivo e bravi caratteristi come Wendell Pierce, Clifton Collins Jr e Bobby Cannavale.
Tra le tante pellicole ricavate dai romanzi di Westlake, questa è la prima dopo la sua morte, perciò è anche la prima, ed al momento l’unica, in cui si è potuto utilizzare l’autentico nome del protagonista, il Parker che dà il titolo all’opera.
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elgatoloco
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martedì 15 settembre 2015
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interessante, a modo suo
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Se dal punto di vista del genere, il film è collocabile tra l'"action movie"e il thriller, dove diremmo che è il film d'azione ad avere la meglio, essendo la componente"thriller"decisamente meno forte, dovremmo aggiungere che spesso l'action movie è fortemente caricato di segno grottesco-comico, come nelle cadute di alcuni "cattivi", che Parker "costringe", appunto, a cadere. C'è poi la componente"etica", volendo. Premesso che Parker, il protagonista-eroe eponimo del film è, senza appello, un"vilain", un delinquente, un criminale, rapinatore che non esita affatto ad uccidere, troviamo sempre i"peggiori", coloro che sono "più cattivi", in quanto direttamente legati ai poteri mafiosi etc.
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Se dal punto di vista del genere, il film è collocabile tra l'"action movie"e il thriller, dove diremmo che è il film d'azione ad avere la meglio, essendo la componente"thriller"decisamente meno forte, dovremmo aggiungere che spesso l'action movie è fortemente caricato di segno grottesco-comico, come nelle cadute di alcuni "cattivi", che Parker "costringe", appunto, a cadere. C'è poi la componente"etica", volendo. Premesso che Parker, il protagonista-eroe eponimo del film è, senza appello, un"vilain", un delinquente, un criminale, rapinatore che non esita affatto ad uccidere, troviamo sempre i"peggiori", coloro che sono "più cattivi", in quanto direttamente legati ai poteri mafiosi etc. Un"escamotage", forse, ma sostanzialmente Parker, che "se ne prende tante", di ferite anche gravissime, è comunque"migliore"di altri; escamotage, certo, per"far passare il film", anche a livello censorio, il che vale soprattutto in certi "states"degli USA... Soluzione per far passare quanto altrimenti incorrerebbe negli strali(quantomeno)di qualche telepredicatore o di qualche chiesa, con la scusante ulteriore che Parker, con l'entrata in scena della"buona"(e povera)Jennifer Lopez, nel ruolo di un'agente immobiliare, "fa del bene", alla fine, a qualche indigente, iniziando proprio dal personaggio in questione. Quasi un "Robin Hood", ovviamente senza la"Sherwood Forest"e senza il "corredo"di compagni/e, amici/amiche etc., da puro"eroe solitario". Certo un"Robin Hood"decisamente poco credibile, meno(diremo così)di quei politici, italiani e non, che volevano farsi passare per tali. Taglio efficace della regia, interpretazione efficace della Lopez, quasi sciatta e trasandata, in scena, mentre Jason Statham è comunque convincente come "eroe"-antieroe-comunque protagonista. El Gato
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ultimoboyscout
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lunedì 24 agosto 2015
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la vendetta è un atto dovuto.
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Si tratta dell'ennesimo adattamento cinematografico del supercriminale Parker, (anti)eroe per eccellenza protagonista dei romanzi di Richard Stark/Donald E. Westlake, ma il primo in assoluto con il nome originale del personaggio. Film che parte subito alla grande con una rapina organizzata nei minimi dettagli alla fiera dell'Ohio in cui Parker, a colpo ultimato viene tradito dai compari. E si vendicherà di tutti loro, nella maniera più spietata, senza esclusione di colpi. La prima mezz'ora di visione è strepitosa per ritmo e adrenalina, poi la tensione cala causa un bel tiro di freno a mano, per poi rilasciarlo nel finale, liberando, anzi scatenando, l'attore e atleta Statham in tutto il suo potenziale action.
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Si tratta dell'ennesimo adattamento cinematografico del supercriminale Parker, (anti)eroe per eccellenza protagonista dei romanzi di Richard Stark/Donald E. Westlake, ma il primo in assoluto con il nome originale del personaggio. Film che parte subito alla grande con una rapina organizzata nei minimi dettagli alla fiera dell'Ohio in cui Parker, a colpo ultimato viene tradito dai compari. E si vendicherà di tutti loro, nella maniera più spietata, senza esclusione di colpi. La prima mezz'ora di visione è strepitosa per ritmo e adrenalina, poi la tensione cala causa un bel tiro di freno a mano, per poi rilasciarlo nel finale, liberando, anzi scatenando, l'attore e atleta Statham in tutto il suo potenziale action. Jennifer Lopez è sempre in gran forma/e ma le scene quasi romantiche assieme al protagonista appesantiscono la pellicola, anche se la figura di JLo è fondamentale per mettere Parker sulle tracce degli ex amici e per lo spessore (probabilmente è l'unico personaggio ad averne, l'umico realmente ben caratterizzato) che ha. Taylor Hackford, quello di "Ufficiale e gentiluomo" dirige un cast adattissimo alla situazione, oltre a Statham e alla Lopez, ci sono il sempre valido Nick Nolte, mentore di Parker, Emma Booth, la compagna del protagonista, ma ad essere perfette sono le facce da gangster dei compari traditori, tra i quali spicca Michael Chiklis di "The Shield". Ad essere del tutto onesti, il miglior Parker dello schermo, che si chiamava Walker, resta quello di "Senza un attimo di tregua" del mitico John Boorman, questo, senza togliere ne aggiungere granché al genere, rimane un buonissimo film di intrattenimento senza grosse pretese.
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stefano bruzzone
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giovedì 11 giugno 2015
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evitabile
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Classico film ritagliato appositamente per Jason Statham, ladro gentiluomo, alla caccia dei suoi complici traditori. Nemmeno l'ingresso nella sua vita di una impalpabile e fuori ruolo J.Lopez, riuscirà a fermarlo. Quasi due ore di botte e sparatorie. Nulla di più.
Voto: 5
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brian77
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lunedì 16 marzo 2015
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racconto solido
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Parker è un bel film che è stato un po' sottovaltato dalla critica, e come spesso accade viene poi ampiamente rivalutato dal pubblico che ha meno pregiudizi di molti critici. C'è però una cosa che mi chiedo a proposito dei film: perché quanto più uno è incolto, tanto più blatera di arte e di cultura? Mi risulta rarissimo trovare persone di un buon livello culturale che cadono in queste rozzezze, mentre appena si scende tra gli acculturati del'ultima ora... Sebra di senire i vecchi critici di mezzo secolo fa quando scrivevano cose del tipo: questo non è pù cinema è poesia! Ma basta con l'arte e la poesia, pura merce da pubblicitari.
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Parker è un bel film che è stato un po' sottovaltato dalla critica, e come spesso accade viene poi ampiamente rivalutato dal pubblico che ha meno pregiudizi di molti critici. C'è però una cosa che mi chiedo a proposito dei film: perché quanto più uno è incolto, tanto più blatera di arte e di cultura? Mi risulta rarissimo trovare persone di un buon livello culturale che cadono in queste rozzezze, mentre appena si scende tra gli acculturati del'ultima ora... Sebra di senire i vecchi critici di mezzo secolo fa quando scrivevano cose del tipo: questo non è pù cinema è poesia! Ma basta con l'arte e la poesia, pura merce da pubblicitari... Sarbbe film da tre stellete e mezza, diamogliene quattro perché è difficile vedere ingiro film semplici ma non suerfcialicome questo.
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nerò77
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lunedì 12 gennaio 2015
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nulla di nuovo...
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Leggendo la trama non ti aspetti ovviamente di assistere ad una storia nuova ne' ad un capolavoro.
Il film parte benino ma subito dopo la prima scena perde colpi.
Una fotografia di bassissimo livello; spesso le inquadrature sembrano improvvisate e rasentano le immagini televisive. Sembra di guardare la puntata di un telefilm piuttosto che di un film rivolto al grande schermo.
I personaggi sono scontati e non trasmettono emozioni. Ovviamente l'eroe (che come spesso accade nei film americani, è anche l'anti-eroe), incontra una donna (Jennifer Lopez) e da questo momento il film crolla venendo travolto da un un turbine di stereotipi.
Il finale non va oltre le aspettative restando coerente con il resto del film.
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Leggendo la trama non ti aspetti ovviamente di assistere ad una storia nuova ne' ad un capolavoro.
Il film parte benino ma subito dopo la prima scena perde colpi.
Una fotografia di bassissimo livello; spesso le inquadrature sembrano improvvisate e rasentano le immagini televisive. Sembra di guardare la puntata di un telefilm piuttosto che di un film rivolto al grande schermo.
I personaggi sono scontati e non trasmettono emozioni. Ovviamente l'eroe (che come spesso accade nei film americani, è anche l'anti-eroe), incontra una donna (Jennifer Lopez) e da questo momento il film crolla venendo travolto da un un turbine di stereotipi.
Il finale non va oltre le aspettative restando coerente con il resto del film.
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riccardobonfiglioli
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martedì 25 novembre 2014
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l'insostenible mediocrità della merce
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È necessaria una premessa. Sottolineando la corrispondenza tra la valutazione dell'oggetto in questione e le nostre intenzioni critiche, sarà chiaro fin da subito su quale base l'approccio critico poggerà così, qualunque eventuale osservazione, sarà presa in considerazione relativamente a un sistema di valori noto, e in quanto oggetivato, razionale, comune e condiviso.
Chi scrive abbraccia due tipologie critiche, tra le tante possibili. La prima è la critica che muove dall'ispirazione artistica. Questo avviene quando un'opera d'arte cinematografica emoziona a tal punto da evocare maieuticamente la potenzialità artistica di chi guarda attivamente il film. La seconda(ed è qui il nostro caso), fa riferimento ad una valutazione razionale delle componenti costitutive della pellicola.
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È necessaria una premessa. Sottolineando la corrispondenza tra la valutazione dell'oggetto in questione e le nostre intenzioni critiche, sarà chiaro fin da subito su quale base l'approccio critico poggerà così, qualunque eventuale osservazione, sarà presa in considerazione relativamente a un sistema di valori noto, e in quanto oggetivato, razionale, comune e condiviso.
Chi scrive abbraccia due tipologie critiche, tra le tante possibili. La prima è la critica che muove dall'ispirazione artistica. Questo avviene quando un'opera d'arte cinematografica emoziona a tal punto da evocare maieuticamente la potenzialità artistica di chi guarda attivamente il film. La seconda(ed è qui il nostro caso), fa riferimento ad una valutazione razionale delle componenti costitutive della pellicola. Nonostante la totale mancanza di originalità, sospettabile già dalla scelta del cast e da una trama già vista e rivista, facciamo ora alcune brevi osservazioni su Parker di Taylor Hackford. La sceneggiatura di questo film è un elogio della banalità che, nel suo ipocrita disimpegno, è colpevole di irritare il buon senso anche dello spettatore intenzionato a cercare un intrattenimento spensierato e fine a se stesso. La caratterizzazione dei personaggi è monocromatica e irreale nel suo manicheismo, fino alla nausea. Non si riesce a riconoscere alcun pregio a film come questi, costantemente tesi, nel loro irresponsabile disimpegno, a rappresentare una realtà semplificata e falsa. Siamo ben consapevoli che questa non sia arte, a nostro giudizio, in quanto semplicemente non meraviglia, non emoziona, non veicola messaggi di nessun tipo. Allora perchè scriverne ci si chiederà? Intanto per evitare che altri sfortunati perdano quasi due ore del proprio tempo. Secondo perchè sono diversi i film come questo e tutti nella loro dichiarata spensieratezza sono di una violenza insopportabile che deve essere denunciata pubblicamente. La premura per la bellezza è la sola cosa che mi porta a scrivere, l'urgenza di entusiasmarsi e, perchè no, di essere un poco migliori di prima. Per questo motivo questa nube di gas tossica è bene sviscerarla per renderla innocua anche nei suoi effetti più subdoli e indiretti.Cominciamo a pensare che, il puntare tutto sull'adrenalina(qui, scusate l'ossimoro, apatica), sull'ammiccamento attraverso situazioni canoniche del cinema industriale, sulla presunta aspettativa di un pubblico-oggetto sottostimato, non sia più sopportabile. Qui si sta contribuendo all'imbarbarimento emotivo. Parker ribolle, ristagna dei peggiori difetti del cinema commerciale globale.
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[+] parker da evitare
(di karamazov)
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(di karamazov)
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kyotrix
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domenica 26 ottobre 2014
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carino
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Solito film d'azione carino con statham.
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giuseppetoro
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sabato 27 settembre 2014
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bel film
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Ottimo film, azione assicurata da sthatam. Suspence garantita. Da non perdere..molto bello!!
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ziomar
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giovedì 18 settembre 2014
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parker, il lato oscuro di donald westlake.
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Donald Westlake firmava le storie di Parker come Richard Stark. Era il lato oscuro, noir, del più bravo, parere personale, autore di gialli con risvolto umoristico
e ritmo incalzante che avrebbero fatto la fortuna di tanti film ispirati alle sue storie. Parker, se vogliamo, è il duro che abbiamo trovato in Dashiel Hammett. Non uccide, se non costretto e sempre ad armi pari. Delle sue vittime chiede sempre il nome, così da instaurare un rapporto, non amichevole, ma diretto con chi subisce le sue rapine. Non secondario Murch, membro della banda ed autista bravissimo, che canticchia brani famosi come colonna sonora dei delitti commessi.
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