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eugen
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lunedì 23 gennaio 2023
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pessimo veramente
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Mero film d'azione(gli action movies hanno un loro pubblico, certo, ma se non "veicolano"che scazzottature c'e'da dubitare del loro valore, in realta', se insomma non sono anche "thrilller"e comunque appunto non comunicano se non violenza pura)"IN the Blood"(JOhn Stockwell, 2014) sarebbe comunque da scartare, ma c'e'ovviamente di piu: un sottotesto fracnamente razzista, imperialista.neocolonialista, che ci vuol far credere che nei Caraibi, dov ela coppia di"sposini"(con un passato, in realta', da far tremare i polsi... ma , glissons...)trascorre la luna di miele, ma in genere in Latinoamerica non vi sia se non corruzione, nepotismo, violenza gratuita, quasi che gli States siano il"paradiso in terra", le condizione ideale-utopica del vivere umano.
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Mero film d'azione(gli action movies hanno un loro pubblico, certo, ma se non "veicolano"che scazzottature c'e'da dubitare del loro valore, in realta', se insomma non sono anche "thrilller"e comunque appunto non comunicano se non violenza pura)"IN the Blood"(JOhn Stockwell, 2014) sarebbe comunque da scartare, ma c'e'ovviamente di piu: un sottotesto fracnamente razzista, imperialista.neocolonialista, che ci vuol far credere che nei Caraibi, dov ela coppia di"sposini"(con un passato, in realta', da far tremare i polsi... ma , glissons...)trascorre la luna di miele, ma in genere in Latinoamerica non vi sia se non corruzione, nepotismo, violenza gratuita, quasi che gli States siano il"paradiso in terra", le condizione ideale-utopica del vivere umano.... Se il matito ferito viene usato come"donatore involontario"per un trapianto di cellule staminali, se viene venduto quale"pegggior offerente"al boss locale, un narco rinomato, tutto questo sembra essere la "soluzione"del rebus, peraltro banale, che si affaccia in questo film, inutile come pochi, da ributtare da dove viene, sempre ammesso che ne sia stata necessaria la realizzazione, il che e' moplto dubbio, non fosse che per gli interessi dei produttori... Eugen
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felicity
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martedì 8 gennaio 2019
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action al femminile! carano è una bomba!
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Certamente non è un film originalissimo o rivoluzionario, ma è intrattenimento di buona fattura.
La Carano è un donnone con le palle!
Spalle, braccia e gambe da culturista, ma un viso carino ed espressivo.
Gina è una attrice credibile in questi ruoli action, anche nei (rari) momenti in cui devono uscire le emozioni.
Il film scorre via come una birra fresca in una sera d'estate, ma non è mai banale.
Consigliato a chi ama il genere. Amerete Gina Carano!
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elgatoloco
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domenica 18 dicembre 2016
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film pletorico-il peggiore di stockwell, forse
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"INto the Blood", forse il peggior film di Stockwell, è assolutamente pletorico: inutili i "duplicati", le riprese di scene già viste(anche quelle del passato dell'affascinante, bisogna ammetterlo, donna karateta e comunque esperta di arti marziali, Gina Carano, vera protagonista del film, anche per la sostanziale assenza scenica degli altri/delle altre interpreti, con dei flash-back rozzi, pur se volutamente), tanto più inutili le"sospensioni", ossia i momenti di stanca della ricerca, quando Gina(Ava nel film)cerca il marito, le cui tracce non ritrova, dopo l'incidente"sportivo"; ancora più pletoriche, però, le scene della parte finale, quando "si scopre-si è anzi ormai scoperta-la verità", invero molto facilmente prevedibile, per non dire che è già intuibile anche dal titolo-che si trascinano e trascinano gli spettatori fino a uno stracco e "strascicato" finale.
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"INto the Blood", forse il peggior film di Stockwell, è assolutamente pletorico: inutili i "duplicati", le riprese di scene già viste(anche quelle del passato dell'affascinante, bisogna ammetterlo, donna karateta e comunque esperta di arti marziali, Gina Carano, vera protagonista del film, anche per la sostanziale assenza scenica degli altri/delle altre interpreti, con dei flash-back rozzi, pur se volutamente), tanto più inutili le"sospensioni", ossia i momenti di stanca della ricerca, quando Gina(Ava nel film)cerca il marito, le cui tracce non ritrova, dopo l'incidente"sportivo"; ancora più pletoriche, però, le scene della parte finale, quando "si scopre-si è anzi ormai scoperta-la verità", invero molto facilmente prevedibile, per non dire che è già intuibile anche dal titolo-che si trascinano e trascinano gli spettatori fino a uno stracco e "strascicato" finale. UN film che è d'azione, ma vorrebbe avere la presunzione di denunciare una realtà, biosgna dirlo, ossia il dominio satrapico di personaggi mafiosi in certe isole e anche in certi stati caraibici e in genere latinoamericani(in Africa ci sono realtà ancora peggiori, ma ciò non consola né deve affatto consolare, ci mancherebbe), che rimane sospeso anche a un elemento psicanalitico("l'ombra del padre"nel passato di Ava)che non riesce valorizzare. Dunque, tra mancata denuncia sociale e azione(meglio sviluppata nella prima parte e poi, ma solo a sprazzi, per intervalla historiae, nella parte centrale e finale), traumi in questo caso fecondi, almeno per l'economia della narrazione, un film mancato, che si fonda sul personaggio Gina Carano, ma anche qui non riesce ad andare a fondo, perdendosi"per li rami", senza voler fare(o riuscire a fare, appunto, come ventilato da quanto scritto sopra) dell'eroina-amazzone(amatissima anche proprio archetipicamente anche da vari maschi, oltre che dalle donne per altri motivi), un archetipo come potevano essere il compianto Bruce Lee, Arnold Schwarzenegger, Jackie Chan e tanti altri...Un discorso sospeso, ma, diciamo anche con franchezza, un film pletorico e, per osare di più(ma appare necessario)francamente inutile. Ancora una volta, per non ripetere cose già dette e scritte, un breve spot, in certi casi, vale di più di un film intero... El Gato
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