Scoperte cinque impressionanti voragini (les gouffres del titolo), il professor Georges Lebrun si reca, insieme al suo team, in un non meglio precisato, lontanissimo altopiano che sa di America Latina per esplorarle. Lo accompagna la moglie, che attende l'esito della pericolosa missione in una sorta di casa-albergo, costantemente squassata da forti scosse di terremoto. Tra la paura di queste, l'ansia per le sorti del marito, la vicinanza di un abisso tanto spaventevole quanto terribilmente attraente e, per di più, un'inquietante cameriera che si aggira per le stanze, la donna sprofonda in un sempre meno gestibile stato di angoscia. Il lavoro che si è portata con sé – il copione di una Turandot da recitare – non solo non riesce a distrarla, ma, soprattutto nel posticcio finale del suicidio, contribuisce a rafforzare l'inquietudine.
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Scoperte cinque impressionanti voragini (les gouffres del titolo), il professor Georges Lebrun si reca, insieme al suo team, in un non meglio precisato, lontanissimo altopiano che sa di America Latina per esplorarle. Lo accompagna la moglie, che attende l'esito della pericolosa missione in una sorta di casa-albergo, costantemente squassata da forti scosse di terremoto. Tra la paura di queste, l'ansia per le sorti del marito, la vicinanza di un abisso tanto spaventevole quanto terribilmente attraente e, per di più, un'inquietante cameriera che si aggira per le stanze, la donna sprofonda in un sempre meno gestibile stato di angoscia. Il lavoro che si è portata con sé – il copione di una Turandot da recitare – non solo non riesce a distrarla, ma, soprattutto nel posticcio finale del suicidio, contribuisce a rafforzare l'inquietudine.
Dopo aver sapientemente creato un clima di tensione, palpabile in ogni aspetto e gesto, si scivola senza avviso nel surreale. La virata avviene a film inoltrato, abbattendo troppo stagne paratie di genere e fedeltà ad etichette dichiarate, ma è da qui altresì che la sceneggiatura si incaglia. E sembra poi non sapersi ben disbrogliare e concludere, divagando in rimasticazioni dantesche e perdendosi un po' in compiacimenti onirici.
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