Dopo il fantastico e sorprendente "It might get loud", Davis Guggenheim riconferma una grande capacità di vedere "dietro" la musica e "dentro" i musicisti, facendo scoprire allo spettatore aspetti e sfumature inaspettate. In questo film, il cui mood è apprezzabile appieno solo da chi, come chi scrive, aveva vent'anni quando Acthung Baby ha visto la luce, e ancora oggi sente l'emozione di una canzone come One, può sicuramente essere apprezzato anche da chi non è fan sfegatato dei quattro di Dublino, e riesci a dare a questi quattro uomini (ex ragazzi) l'importanza che meritano, quella dei veri miti.