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bartleby corinzio
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venerdì 16 novembre 2012
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ridammi la mia anima!
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Ridammi la mia anima! Per i pitagorici l'anima era immortale e per via di una fantomatica colpa originaria era condannata a reincarnarsi. Il corpo come prigione dell'anima. L'anima garante della matrice perfetta dell'uomo, l'anima come armonia che risponde all'imperfezione intrinseca dell'uomo. Per Platone l'anima era scissa in tre elementi distinti, il cavallo buono ossia l'anima eroica, quello cattivo ossia gli istinti carnai e l'auriga ossia la ragione. Per gli stoici l'anima era il soffio divino e la suddividevano in ben otto parti. Per Plotino l'anima non è nel corpo ma la avvolge, non solo, lui identifica anche un'Anima del mondo.
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Ridammi la mia anima! Per i pitagorici l'anima era immortale e per via di una fantomatica colpa originaria era condannata a reincarnarsi. Il corpo come prigione dell'anima. L'anima garante della matrice perfetta dell'uomo, l'anima come armonia che risponde all'imperfezione intrinseca dell'uomo. Per Platone l'anima era scissa in tre elementi distinti, il cavallo buono ossia l'anima eroica, quello cattivo ossia gli istinti carnai e l'auriga ossia la ragione. Per gli stoici l'anima era il soffio divino e la suddividevano in ben otto parti. Per Plotino l'anima non è nel corpo ma la avvolge, non solo, lui identifica anche un'Anima del mondo. Per Agostino l'anima abita la verità e ci spinge a Dio. Per Paul Giamatti l'anima è un cecio; la sua anima è un piccolo e imbarazzante cecio e lo scopre quando decide di estrarla per farsi impiantare quella di un poeta russo. Perché lo fa? Perché non riesce ad interpreta Cechov a teatro e perché sente dinnanzi a sé una crisi in rotta di collisione. Ma quella che sembrava una soluzione diventa un grosso problema. in particolar modo se il tutto nasce da un traffico clandestino di anime, con veri e propri corrieri che si spostano da un continente all'altro trasportando anime di disperati donatori. Scritto e diretto ottimamente (e "freddamente") dalla esordiente Sophie Barthes ma soprattutto interpretato da un superbo Paul Giamatti, il film non tocca picchi elevati alla Eternal Sunshine of The Spotless Mind (citazione dovuta visto il tema molto molto vicino a quelli di Charlie Kaufman), rimane basso ma non in un senso... Negativo. E' un film algido, un taglio in fondo interessante (che espressione assurda questa, in campo artistico intendo, "Mmm, interessante quel Kandinsky"). E' comunque un film interes... Un buon film. Uno dei tanti bei film non ancora distribuiti nel Bel Paese che evidentemente ha bisogno di deliziar le proprie palpebre giunto-pteroidali in altre liturgie amigdaliche.
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filippo demarchi
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sabato 15 maggio 2010
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persi e senz'anima
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Il film inizia bene. Sophie Barthes ci presenta i personaggi aprendo la finzione sulla scena teatrale. Paul recita "Zio Vania" di Checov ma non trova la giusta distanza per interpretarlo. Sembra di trovarci in "Opening night" di John Cassavetes.
Paul decide così di vendere la sua anima ad un'agenzia specializzata. Passa una settimana senz'anima, e sua moglie se ne accorge. È cinico, leggero, spensierato. Non riesce a fare l'amore e ad essere compassionevole. Decide così di riprendere un'anima, ma non la sua, perché giudicata troppo nera e troppo vicina al ruolo di Zio Vania.
Paul sceglie l'anima di un poeta russo ma cade in depressione.
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Il film inizia bene. Sophie Barthes ci presenta i personaggi aprendo la finzione sulla scena teatrale. Paul recita "Zio Vania" di Checov ma non trova la giusta distanza per interpretarlo. Sembra di trovarci in "Opening night" di John Cassavetes.
Paul decide così di vendere la sua anima ad un'agenzia specializzata. Passa una settimana senz'anima, e sua moglie se ne accorge. È cinico, leggero, spensierato. Non riesce a fare l'amore e ad essere compassionevole. Decide così di riprendere un'anima, ma non la sua, perché giudicata troppo nera e troppo vicina al ruolo di Zio Vania.
Paul sceglie l'anima di un poeta russo ma cade in depressione. Fà sogni strani e la moglie non lo riconosce più. Dopo aver confessato tutto alla moglie, decide di riprendersi la sua anima. Per ritrovarla deve recarsi in Russia dove un'attrice di soap-opéra se l'é presa.
Il film inizia in un contesto new-yorkese e finisce tra Mosca e San Petersburgo. Non si hanno nessune notizie dello spettacolo "Zio Vania" di Checov interpretato da Paul all'inizio del film. Paul parte in Russia e la sceneggiatura lo segue. Lo spettatore si sente perso all'interno del film.
Peccato, perché l'idea é buona, anche se ricorda un po' "Eternal sunshine of a spotless mind" e il concetto di vendere la propria anima (al diavolo, per esempio) l'aveva già trovato Goethe.
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