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epidemic
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venerdì 16 marzo 2012
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la superba espiatrice
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Capisco che la vicenda ai più non susciti particolare interesse. winterbottom rende omaggio ai vicoli di Genova per espiare il dolore di una perdita da parte di una famiglia inglese. La città saprà aiutare i singoli componenti a ritrovare la simbiosi che sembrava perduta. Nelle riprese il regista, già auore di ottime perllicole, riesce a trasmettere più di quanto la reale trama faccia.
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francesco2
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domenica 3 aprile 2011
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chi guarda genova?
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Il mio non è un giudizio su Genova, di cui ho apprezzato molto il centro storico (Ho visto, di
sfuggita, anche altre parti), ma sul film. La storia, è stato già osservato, è pressocché inesistente: una famiglia cerca di ritrovarsi senza la madre, morta in un modo assurdo. Forse o probabilmente è un film su commissione, come "Vicky Cristina Barcellona" o "Palermo Shooting". Ma in questo caso occorreva un occhio più abile nel documentare, che non fosse anonimo sperando di essere discreto, e che ci risparmiasse trovate come il topo morto se non erano streattamente necessarie. L'itelligenza della nostra (Una volta tanto) De Lillo inj "Non è giusto", bravissima nel mischiare cinema, documentario e persino eccellenti video amatoriali, emerge in una o due scene, per esempio quando la ragazza sulla spiaggia
dice al padre:"I bambini reagiscono così bene!".
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Il mio non è un giudizio su Genova, di cui ho apprezzato molto il centro storico (Ho visto, di
sfuggita, anche altre parti), ma sul film. La storia, è stato già osservato, è pressocché inesistente: una famiglia cerca di ritrovarsi senza la madre, morta in un modo assurdo. Forse o probabilmente è un film su commissione, come "Vicky Cristina Barcellona" o "Palermo Shooting". Ma in questo caso occorreva un occhio più abile nel documentare, che non fosse anonimo sperando di essere discreto, e che ci risparmiasse trovate come il topo morto se non erano streattamente necessarie. L'itelligenza della nostra (Una volta tanto) De Lillo inj "Non è giusto", bravissima nel mischiare cinema, documentario e persino eccellenti video amatoriali, emerge in una o due scene, per esempio quando la ragazza sulla spiaggia
dice al padre:"I bambini reagiscono così bene!". Per il resto, è scontata la contrapposizione tra la figlia minore (La (relativa) ingenuità, i sensi di colpa per avere causato la morte della madre(Ma un bambino è veramente così stupido da accecare lo sguardo di chi guidi?), e quella più grande, che nonostante una valida interpretazione non va oltre desolanti scene di amoretti ed uscite serali: ma tenete d'occhio i primi piani sul suo sguardo. Witterbottom cerca di alternare le storie anche in senso strettamente cinematografico, spostandosi con brevi inquadrature da una situazione all'altra, ma troppo spesso siamo dalle parti del già visto, anche perché la contrapposizione tra le due scontate figlie si risolve in scontati scontri e rancori. Nel raccontino diviso tra storiella e documentario(Sic(!) non mancano momenti di tensione: la ragazzina si perde nel bosco, e nel finale del film la sorella la salverà mentre una macchina quasi sicuramente la sta investendo, riavvicinandosi a lei forse definitivamente: non si liberava del fantasma della madre morta, e la andava inseguendo lungo le strade. No, il cinema senza storie è qualcosa che non tutti sappiamo fare. Anche se qualcuno ha affermato che nel discutibile ma generoso "Road to Guantanamo" il regista inglese aveva già fuso vari livelli di racconto. Il commento sonoro è bello, sottile, forse sprecato, se siamo tentati di vedere il bicchiere mezzo vuoto.
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david, genova
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giovedì 10 marzo 2011
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"genova": bel film, ma non intensissimo
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Non sono rimasto deluso da questo film. Quello che manca forse è un soffermarsi un pò di più sui vari momenti che compongono la vita della famiglia nella mia città (che è Genova, appunto), per dare un patos pur sempre molto realistico, e senza esagerare nel sentimento.
Tranne forse la bambina, il padre e la figlia adolescente a volte oscillano tra la leggerezza e la serietà nei sentimenti e nei rapporti familiari. Non dico che Winterbottom doveva caricare le emozioni e i sentimenti dei personaggi (volendo realizzare un prodotto più autentico possibile, con l'uso di pochi mezzi e grande spontaneità come nella vita di tutti i giorni), ma quel che manca è una partecipazione un pò più profonda nelle parti dei due personaggi.
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Non sono rimasto deluso da questo film. Quello che manca forse è un soffermarsi un pò di più sui vari momenti che compongono la vita della famiglia nella mia città (che è Genova, appunto), per dare un patos pur sempre molto realistico, e senza esagerare nel sentimento.
Tranne forse la bambina, il padre e la figlia adolescente a volte oscillano tra la leggerezza e la serietà nei sentimenti e nei rapporti familiari. Non dico che Winterbottom doveva caricare le emozioni e i sentimenti dei personaggi (volendo realizzare un prodotto più autentico possibile, con l'uso di pochi mezzi e grande spontaneità come nella vita di tutti i giorni), ma quel che manca è una partecipazione un pò più profonda nelle parti dei due personaggi.
Comunque "Genova" è toccante, come un qualsiasi film indipendente lo può essere. Non c'è traccia o visione delle grandi produzioni internazionali, bensì un'intimità che ti fa sentire protagonista di una storia quotidiana, come quelle che possono accadere al tuo vicino, al tuo amico ecc...ecc...
Willa Holland non ha quasi nulla di straniero in questo film. Il suo personaggio se non fosse straniero sarebbe come una delle normali ragazze della città. Perla Harley -Jardine così e così, invece.
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doni64
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martedì 20 luglio 2010
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film...strano
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Film decisamente vuoto, scarno scialbo...insomma un film discreto .....che non lascia nulla.Voto 6
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forzagenoa
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venerdì 13 novembre 2009
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dopo vorrete correre a genova!!!!
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Un film davvero entusiasmante!!! Una storia commovente e con un finale azzeccatissimo. La trama e` cosi` piena di suspence! E poi la scenografia, che esprime di genova il lato piu` bello, vivace e solare. Ma, piu` di tutto, cio` che rende questo film un vero capolavoro e` il doppiaggio perfetto. Grazie culodinverno per aver fatto un film cosi` bello sulla mia citta`!
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luana
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martedì 10 novembre 2009
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un bel film
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Sull'elaborazione del lutto e sulla rinascita. La figura della piccola Mary con le sue visioni-guida materne è molto credibile e tenera. Forse il difetto è che è più cronaca che un racconto.. ma non mancano cose interessanti. Per esempio come l'Italia e gli italiani sono visti dagli americani, critici ma in questo frangente anche molto indulgenti.Colin Firth che bacia sugli scogli di Nervi ( riconoscibili) una anonima studentessa parla di grande bisogno di apertura. La stessa visione di una Genova claustrobica nei suoi vicoli ma che poi si apre negli spazi è una emblematica scenografia. Interessante anche il modo di riprendere. Lucido.Verosimmile.
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il caimano
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venerdì 30 ottobre 2009
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un'inedita, drammatica genova
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Il film racconta di un disperato tentativo di risalita di una famiglia dal dramma di una perdita. Per Michael Winterbottom si tratta di una storia profondamente intimista e personale, drammatica, ed in questo ha i suoi pregi e i suoi difetti. Il film è comunque di grande impatto emotivo: riesce a coinvolgere lo spettatore che si immedesima del dolore straziante di una famiglia disperata.
Il padre è rappresenta l'equilibrio, ed insieme il disperato tentativo di andare avanti, la figlia piccola (Mary) è invece l'unione degli affetti, la figlia più grande l'elemento distorsivo e di contrasto. E' interessante la location, una (quasi assoluta) novità, perchè fotografa Genova restituendole finalmente quel carattere di fascinoso mistero che la caratterizza.
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Il film racconta di un disperato tentativo di risalita di una famiglia dal dramma di una perdita. Per Michael Winterbottom si tratta di una storia profondamente intimista e personale, drammatica, ed in questo ha i suoi pregi e i suoi difetti. Il film è comunque di grande impatto emotivo: riesce a coinvolgere lo spettatore che si immedesima del dolore straziante di una famiglia disperata.
Il padre è rappresenta l'equilibrio, ed insieme il disperato tentativo di andare avanti, la figlia piccola (Mary) è invece l'unione degli affetti, la figlia più grande l'elemento distorsivo e di contrasto. E' interessante la location, una (quasi assoluta) novità, perchè fotografa Genova restituendole finalmente quel carattere di fascinoso mistero che la caratterizza. Nelle buie stradine si incontrano extracomunitari minacciosi, viados dallo sguardo altero ma benevolo, giovani superficiali....il tutto intorno ad una bambina fragile e fiera allo stesso tempo, il vero unico elemento di continuità della famiglia.
Venendo ad altri aspetti del film, il doppiaggio è decisamente irritante (la voce della studentessa che seduce il protagonista è davvero brutta) e sa di posticcio (il doppiaggio sa sempre di posticcio, in questo film però si sente di più), mentre incomprensibile l'aver girato le scene iniziali in Svezia.
Le nuove regole del cinema mondiale comportano spesso l'ottenimento di fondi in funzione della scelta di una determinata location, cosa che è intuibile sia per la scelta di Genova che per la scelta della Svezia. Solo che nel primo caso era funzionale al racconto, nel secondo sostanzialmente inutile (visto che poi tra l'altro la Svezia delle riprese è diventata la Regione dei Grandi Laghi nei dintorni di Chicago), e quindi sapeva di marchetta.
La perdita improvvisa e stupida (se mai ce ne siano....) della moglie e madre, venutaa mancare in seguito ad un incidente automobilistico involontariamente causato da una delle due figlie che sedevano nei sedili posteriori, rimaste illese.
La più piccola non si riavrà mai dallo shock di aver causato l'incidente, e la più grande, in piena tempesta emotiva ed ormonale non riuscirà ad accettare la situazione fino a quando la paura di un dramma (un altro, forse anche più forte) non la riporterà ad amare la sorella.
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super paul
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mercoledì 21 ottobre 2009
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non rende giustizia alla mia città!
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Ho visto Genova due sera fa. E' girato vicino alle zone in cui vivo. Trovo che il film, al di là del tema, drammatico e per certi versi semplice, si regga su una serie di eventi a volte piuttosto banali. Ma quello che conta, tra visioni di mamme morte e ragazzini di bell'aspetto per una ragazzina di bell'aspetto piuttosto "facilotta", è che la città di Genova è utilizzata come sfondo / co-protagonista del lutto familiare ed è ripresa in maniera cinicamente utilitaristica per dare contrasto alla caratterizzazione dei personaggi. Ma Genova non è così. Genova è bellissima. A Genova, senza razzismo o classismo, ci sono anche e ancora i Genovesi. Il Centro Storico del film è solamente rappresentato buio, "cattivo", ostile, pericoloso e di solo possesso del mondo extracomunitario, che, pure lui, ne esce brutto, sporco e cattivo.
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Ho visto Genova due sera fa. E' girato vicino alle zone in cui vivo. Trovo che il film, al di là del tema, drammatico e per certi versi semplice, si regga su una serie di eventi a volte piuttosto banali. Ma quello che conta, tra visioni di mamme morte e ragazzini di bell'aspetto per una ragazzina di bell'aspetto piuttosto "facilotta", è che la città di Genova è utilizzata come sfondo / co-protagonista del lutto familiare ed è ripresa in maniera cinicamente utilitaristica per dare contrasto alla caratterizzazione dei personaggi. Ma Genova non è così. Genova è bellissima. A Genova, senza razzismo o classismo, ci sono anche e ancora i Genovesi. Il Centro Storico del film è solamente rappresentato buio, "cattivo", ostile, pericoloso e di solo possesso del mondo extracomunitario, che, pure lui, ne esce brutto, sporco e cattivo. Sintomatico che una delle riprese più insistite sia un topo morto. Per riconciliarsi e ritrovarsi, la famiglia in lutto poteva essere ripresa in una giornata di sole mentre guarda il panorama indimenticabile che si vede da Spianata Castelletto. Genova da lì apre il cuore e mette voglia di vivere.
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[+] giustizia o no: il perché di certe scelte (per me)
(di david, genova)
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nancyb
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lunedì 19 ottobre 2009
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perchè non lo mandano in abruzzo?
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avrei visto questo film molto volentieri ma evidentemente la mia regione non merita di mvederlo.Son in abruzzo..per vederlo dovrei andare nelle marche!!L'avrei visto con piacere primo perchè c'è il mio attore preferito e secondo perchè forse sarà un raro caso di film semi italiano fatto bene..che tristezza vedere cosa passano i multisala di chieti e pescara!Per una volta che c'era una cosa seria :-( sulla fiducia gli do cmq un bel voto conoscendo le doti artistiche di firth sicuro non sbaglierò :-) (ovviamente farò in modo di vederlo al più presto)
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matteo78
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domenica 18 ottobre 2009
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penso che andrò a vederlo
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dopo la vostra recensione cosi demolatrice del film penso proprio che andrò a vederlo...mi piace che abbia detto non è un film pensato per gli italiani,beh allora potrebbe essere un film intelligente allora...
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