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peer gynt
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mercoledì 3 luglio 2013
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videofilmo ergo sum
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La mania compulsiva della videoripresa e' il vero soggetto del film, che utilizza il plot horror (sottogenere: omicidi seriali) solo come pretesto per una riflessione sulla videocrazia oggi imperante e sul modo di fare televisione sensazionalistica, sfruttando da sciacalli qualsiasi tragico evento. E in questo l'idea e' buona, la riflessione sul genere horror ricca di spunti interessanti e la capacita' di raccontare con un ritmo veloce e sicuro e' innegabile. I difetti però ci sono, ed e' un peccato, perche' rischiano di rovinare un film che sarebbe stato ottimo. Soprattutto la voglia di mettere troppo di tutto (ad esempio una componente ironico-parodistica a volte fuori luogo o temi come le tendenze saffiche della produttrice televisiva, che sembrano appiccicati a forza e provenire da un altro film) ha giocato un brutto scherzo a regista e sceneggiatori, che hanno cucinato un piatto che alla fine risulta troppo saporito.
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La mania compulsiva della videoripresa e' il vero soggetto del film, che utilizza il plot horror (sottogenere: omicidi seriali) solo come pretesto per una riflessione sulla videocrazia oggi imperante e sul modo di fare televisione sensazionalistica, sfruttando da sciacalli qualsiasi tragico evento. E in questo l'idea e' buona, la riflessione sul genere horror ricca di spunti interessanti e la capacita' di raccontare con un ritmo veloce e sicuro e' innegabile. I difetti però ci sono, ed e' un peccato, perche' rischiano di rovinare un film che sarebbe stato ottimo. Soprattutto la voglia di mettere troppo di tutto (ad esempio una componente ironico-parodistica a volte fuori luogo o temi come le tendenze saffiche della produttrice televisiva, che sembrano appiccicati a forza e provenire da un altro film) ha giocato un brutto scherzo a regista e sceneggiatori, che hanno cucinato un piatto che alla fine risulta troppo saporito. E soprattutto rischia di spiazzare lo spettatore quella continua e parossistica alternanza del punto di vista: narrazione oggettiva, videoripresa soggettiva del personaggio interno alla storia, frammento di trasmissione televisiva che ricostruisce la vicenda proprio nello stesso tempo in cui ci viene narrata. Alternanza che risulta spesso contraddittoria e che sa di lezione non troppo riuscita sui meccanismi della narrazione di genere. Eppure, malgrado i difetti, film da vedere.
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francescol82
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sabato 8 maggio 2010
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pessimo
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Di sicuro uno dei peggiori film che abbia mai visto! Una storia poco scorrevole e peraltro recitata male. L'idea di girare un film dandogli il taglio di una documentario/trasmissione televisiva è senz'altro originale, ma se nessuno l'aveva mai fatto prima, guardando questo film se ne capisce il perchè. Se avete un'ora e mezza libera vi consiglio vivamente di scegliere un altro film o di fare altro ma evitate questo.
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ale'
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lunedì 5 gennaio 2009
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soldi spesi male...
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UNO DEI FILM PEGGIO DOPPIATI E ALTAMENTE CONFUSIONARI CHE ABBIA MAI VISTO
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