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simplyme
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domenica 15 febbraio 2026
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definirla oscenit? sarebbe eufemistico
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Mi sono imbattuto per sbaglio in questa pellicola in quanto consigliata da alcuni docenti del mio corso di laurea in modo da poter appena approcciarsi a una rappresentazione sufficientemente realistica della depressione bipolare, e fin qua nulla da dire. A parte l'aspetto tecnico relativo alla rappresentazione del disturbo bipolare e il talento di Gere non riesco a trovare nulla di positivo in un film che finge di non voler normalizzare quella che sarebbe sotto ogni aspetto (legale, deontologico, etico) una relazione abusante nella quale una psichiatra - perfettamente consapevole di ciò che il disturbo bipolare comporta, e nella fase depressiva e nella fase maniacale - adesca e di fatto violenta (perdonatemi ma non riesco a trovare un altro termine per indicare un rapporto sessuale non consensuale) un suo paziente palesemente incapace di intendere e di volere.
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Mi sono imbattuto per sbaglio in questa pellicola in quanto consigliata da alcuni docenti del mio corso di laurea in modo da poter appena approcciarsi a una rappresentazione sufficientemente realistica della depressione bipolare, e fin qua nulla da dire. A parte l'aspetto tecnico relativo alla rappresentazione del disturbo bipolare e il talento di Gere non riesco a trovare nulla di positivo in un film che finge di non voler normalizzare quella che sarebbe sotto ogni aspetto (legale, deontologico, etico) una relazione abusante nella quale una psichiatra - perfettamente consapevole di ciò che il disturbo bipolare comporta, e nella fase depressiva e nella fase maniacale - adesca e di fatto violenta (perdonatemi ma non riesco a trovare un altro termine per indicare un rapporto sessuale non consensuale) un suo paziente palesemente incapace di intendere e di volere. Ovviamente per se fosse stato un uomo lo psichiatra e se fosse stata donna la paziente il pubblico forse non sarebbe insorto ma sicuramente sarebbe passata assai meno inosservato ciò che effettivamente viene rappresentato e sarebbe stato giustamente definito come quello che è: ripugnante.
C'è da dire che vedere ogni tanto film simili aiuta a rendersi conto delle cretinate che vengono ficcate in testa al pubblico attraverso certa cinematografia da due soldi e fornisce anche un ottimo termine di paragone per pellicole che sono veramente degne di poter essere chiamate film e che non sono propaganda di quel famoso doppio standard che tanti usano nel definire e trattare le relazioni non consensuali tra uomini e donne.
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giomo891
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lunedì 12 settembre 2022
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gere superbo ma il film delude. giomo891
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Non è una commedia, non è una semplice storia d'amore (...anche se c'è anche questo), Figgis dirige un superbo Gere nel mondo di un disturbo psichiatrico, detto bipolare (semplifico perché non sono un medico), dove si alternano fasi up, di esagerata esaltazione (che fanno pensare addirittura di assistere ad espressioni di genialità) a fasi down, di forte depressione.
L'interpretazione di Richard sia nella fase up che in quella down meritava una statuetta dell'Academy, ma non altrettanto la sceneggiatura, soprattutto nella seconda parte del film, dove prevale la storiella sentimentale con la dottoressa, che si lascia affascinare da Gere, lottando contro la deontologia professionale.
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Non è una commedia, non è una semplice storia d'amore (...anche se c'è anche questo), Figgis dirige un superbo Gere nel mondo di un disturbo psichiatrico, detto bipolare (semplifico perché non sono un medico), dove si alternano fasi up, di esagerata esaltazione (che fanno pensare addirittura di assistere ad espressioni di genialità) a fasi down, di forte depressione.
L'interpretazione di Richard sia nella fase up che in quella down meritava una statuetta dell'Academy, ma non altrettanto la sceneggiatura, soprattutto nella seconda parte del film, dove prevale la storiella sentimentale con la dottoressa, che si lascia affascinare da Gere, lottando contro la deontologia professionale... Solo il finale, col protagonista che tenta di spiccare il volo da un tetto, ci riporta alla realtà...ma purtroppo stoppando la pellicola, come per "stanchezza" di narrazione. Peccato dover dare un brutto voto a questa pellicola, a danno della superlativa interpretazione di Gere
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[+] ottima recensione . lia lenzetti
(di lia lenzetti )
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fabian t.
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lunedì 10 ottobre 2011
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onesto ed efficace
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"Mr Jones" scorre senza alcuna artificiosità mostrando un grande Richard Gere in una delle sue prove più riuscite. La storia in sé è semplice e lineare, non tenta di forzare un intreccio narrativo che rischia di divenire magari inverosimile, quanto piuttosto di mostrare le umane e spontanee reazioni di due personaggi combattuti e attratti l'un l'altro, nella "straordinarietà" del caso. Il film merita senz'altro la visione, pur nella sua leggerezza visiva, ponendosi come esempio di film ancora scevro da forzature stilistiche e capace di concedere un "happy end" sofferto e discreto.
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kikka91
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giovedì 12 febbraio 2009
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fedekikka
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studio psicologia.. e il film era molto capibile... cosi si comporta un uomo con distubo maniaco depresssiva.. veramente coraggiasa la psichiatra ad avere una storia sentimentale con il paziente..
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j
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giovedì 21 agosto 2008
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un "risvegli" più hollywoodiano
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Grande prova d'attore di Gere e del personaggio secondario di colore. La storia è ben impostata, anche se certi effetti e "sceneggiate" della trama sono un po' troppo hollywoodiane. Rispetto a "Risvegli" Gere usa un linguaggio più carico ed espressionista di DeNiro, d'altronde compensa con la sua espressività più intimista e meno Stannyslawskiana dell'Italoamericano. Bel film comunque, dissento come appunto in "Risvegli" col giudizio della critica.
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