visto ieri notte su la7. trama irregolare, finale scontato. Ma con una potenza evocativa impressionante. L'inquietudine da fine del mondo che si respira fin dal primo fotogramma appartiene a un'america incredibilmente lontana, orfana della guerra fredda e in attesa di una catastrofe che non arriva. Sono passati 18 anni ma è calato un velo, quell'opacità su una condizione del sentire, del pensiero che sembrava allora invalicabile, al termine di tutte le epoche, le mode, le estetiche. E invece eccoci qua, a guardare da lontano (da dove?) l'ultima contrazione di un racconto postmoderno, il cui narcisismo è talmente esasperato da dover raddoppiare il protagonista. Perché più che di una coppia di gemelli qui va in scena il soggetto schizofrenico, oltre il desiderio, oltre il senso (che non c'è mai stato, come dice la parte cattiva).
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visto ieri notte su la7. trama irregolare, finale scontato. Ma con una potenza evocativa impressionante. L'inquietudine da fine del mondo che si respira fin dal primo fotogramma appartiene a un'america incredibilmente lontana, orfana della guerra fredda e in attesa di una catastrofe che non arriva. Sono passati 18 anni ma è calato un velo, quell'opacità su una condizione del sentire, del pensiero che sembrava allora invalicabile, al termine di tutte le epoche, le mode, le estetiche. E invece eccoci qua, a guardare da lontano (da dove?) l'ultima contrazione di un racconto postmoderno, il cui narcisismo è talmente esasperato da dover raddoppiare il protagonista. Perché più che di una coppia di gemelli qui va in scena il soggetto schizofrenico, oltre il desiderio, oltre il senso (che non c'è mai stato, come dice la parte cattiva). Non c'è personaggio esente da questa contaminazione schizofrenica, di un mondo - antico e futuro allo stesso tempo - che minaccia l'inconscio, le strade, il corpo.
MI è parso un allarme perso in una bottiglia, inconsapevole del proprio peso, della propria lucidità premonitrice.
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